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Educare con fermezza e benevolenza: missione (im)possibile?

PARENTING

Shutterstock | Yuganov Konstantin

Edifa - pubblicato il 25/07/20

E se l'immagine di un lettino a sbarre potesse aiutarvi a coniugare fermezza e gentilezza nell'educazione dei vostri figli?

di Inès de Franclieu

Che cattivoni quei genitori che rinchiudono un bebè in una prigione! Chi potrebbe pensare una cosa simile vedendo un bambino dormire beato nel suo lettino a sbarre? Naturalmente, tutti sanno che queste sbarre sono necessarie per la sicurezza del bambino, e poiché è al sicuro, il bambino si sente bene lì dentro. In un letto grande, invece, si sentirebbe perso e avrebbe molte probabilità di cadere. Le sbarre, così come il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto, possono essere viste come una prigione o, al contrario, come una fonte di sicurezza. Questa immagine del lettino a sbarre è da meditare perché ci mostra quanto il bambino abbia bisogno di sicurezza per svilupparsi bene.

Una fermezza che rassicura

Le sbarre impediscono di cadere. E come il bebè non le richiede, anche se sono necessarie, non richiederà nemmeno la fermezza da parte dei suoi genitori… anche se è necessaria. Ne ha bisogno infatti per crescere in sicurezza e con fiducia. Concretamente questo si traduce in “sì” che sono “sì” e “no” che sono “no” e che permettono al bambino di capire bene cosa è stato deciso per lui e per il suo bene. È rassicurante per lui sperimentare che l’adulto sa di cosa parla e che impone delle regole. Inoltre è importante per lui capire che quando l’adulto spiega le ragioni di un ordine, non è per trattare.

Proibiamoci di dire delle minacce che non metteremo mai in pratica, come “Smettetela di litigare, altrimenti vi lasciamo per strada”. Perderemmo la nostra credibilità. E non diamo delle nuove possibilità all’infinito, ma facciamo ciò che diciamo: “Se ti alzi da tavola, la cena finisce per te”, se lo fa, peggio per lui, non mangerà il dolce. E non proponeteglielo un’ora dopo…

Imparare a vivere con delle restrizioni

Questi “sì” e questi “no”, sui quali non bisogna tornare, sono la struttura che permette alla pianta di crescere. Quindi non dobbiamo avere paura di essere considerati come dei cattivi genitori. Senza restrizioni, c’è una grande probabilità che il bambino “cada”. E se una caduta può fare male, alcune sono proprio fatali. Non mettiamo il bambino in un letto grande troppo presto, il che eviterà le difficoltà ad addormentarsi, la paura del buio e del vuoto. Allo stesso modo, non rimuoviamo la struttura troppo presto: se non ha ancora l’età di poter dire la sua opinione, non lasciamogli questa opportunità. Un interrogatorio costante lo metterebbe in uno stato di insicurezza e di ansia.

D’altra parte, se il bambino non impara a vivere con delle restrizioni e ad accettare la frustrazione, ci sono buone probabilità che da grande diventi schiavo dei suoi desideri e capricci. Una fermezza tranquilla e benevola, accompagnata da una coraggiosa coerenza, sono le condizioni indispensabili per ogni vera e buona educazione, fonte di fiducia e di felicità per il vostro bambino.

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