Ricevi Aleteia tutti i giorni
Iscriviti alla newsletter di Aleteia, il meglio dei nostri articoli gratis ogni giorno
Iscriviti!
Aleteia

Sterilità: la preghiera quando la rabbia invade il cuore

© Pavel L Photo and Video / Shutterstock
Condividi

Bassa autostima, senso di colpa, angoscia, tristezza, rabbia contro sé stessi, contro l’altro, contro chi ha figli, contro l’incomprensione di chi gli sta intorno… Le coppie che non riescono ad avere figli spesso si trovano di fronte a montagne russe emozionali. La preghiera rimane il miglior rimedio per gestire al meglio queste emozioni e per calmare il loro cuore sofferente.

di Vincent de Mello

Vengono le lacrime agli occhi e il dolore si fa sentire quando cresce la sofferenza perché il bambino non arriva. Il tempo passa e ancora nessuna gravidanza. Quante testimonianze… abbiamo un bel dire che essere una coppia è già un obiettivo in sé e che ci sposiamo prima di tutto per amarci, il che è vero ed essenziale per capire, ma non possiamo togliere questo dolore e spazzarlo via con un gesto della mano. Sì, sappiamo che Dio ha solo affidato ogni bambino ai suoi genitori… e che finiremo la nostra vita in due come l’abbiamo iniziata… Ma resta il fatto, che ci piacerebbe tanto diventare genitori…

A proposito della fertilità biologica, questa croce può minacciare pesantemente ciò che percepiamo come integrità di cui veniamo privati, infatti c’è un’esperienza totalizzante che non viene vissuta e la conseguente percezione che ci è negata la sua realizzazione. Prima di vedere le cose alla luce dello Spirito, bisogna fare delle precisazioni. Questa sofferenza non è voluta da Dio ed il cammino che Dio vuole per noi potrà ancora essere vissuto in questa prova… Ma il mistero del male è da denunciare come tale. In queste lacrime versate sulla spalla del proprio coniuge, la rabbia a volte ci travolge, contro Dio e contro la felicità degli altri… Come evitarla?

Trovare un cammino di vita e di preghiera

Sarà necessario scrutare nel profondo dell’anima, ferita da questa delusione, guardare altrove senza oscurare il dolore, ma lasciarsi vivere e non lasciare che la prova incrini la comunione tra gli sposi. Il consenso dato dovrà essere riposto in parole, atti d’amore, delicatezze impreviste e decisioni interiori:

“Signore, ti seguiremo ovunque,
ma che la felicità non abbandoni la nostra anima;
concedici un po’ di gioia mentre aspettiamo la consolazione del Cielo.
Manda su di noi lo Spirito Consolatore”

Ci vorrà del tempo prima che questa preghiera cresca, ma alla fine succederà, soprattutto se coloro che circondano la coppia lo faranno nei giorni in cui non avranno la forza di farla. La comunione dei santi si concretizzerà quando alle cene con gli amici si parlerà non solo dei figli di chi li ha, non perché si perda la naturalezza nei rapporti, ma perché la delicatezza dovrebbe essere naturale tra fratelli.

Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni