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Da quando non verificate la ‘temperatura’ della vostra coppia?

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© goffkein.pro
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Il Covid-19 richiede che siate attenti alla vostra temperatura che è uno dei sintomi della malattia. Ma che dire della ‘temperatura’ della vostra coppia? Non è malata a causa di situazioni ripetitive che soffocano o raffreddano la vostra relazione?

di Sophie Lutz

“La temperatura è alta!” L’espressione, usata in senso figurato, può riferirsi all’eros quando ci si sveste a causa del caldo, o in senso più esteso ad una situazione molto attraente. Con un significativo cambiamento di senso, viene usata per descrivere una situazione difficile o scomoda, probabilmente per indicare il rischio che qualcosa si consumi rapidamente o vada oltre, rendendo difficile controllarla. Tutto questo per dire che il matrimonio è per sua natura ad ‘alta temperatura’! A volte chiedersi quanto sia alta può essere una sfida che riguarda tutti gli aspetti della vita coniugale.

Fare la diagnosi giusta

Siamo tutti sensibili al calore o alla freddezza di una persona. La freddezza, proprio come il carattere caldo e soffocante di una personalità, può destabilizzare il nostro equilibrio interiore. Non scopriamo qualcosa di nuovo, ma è interessante ascoltare dentro di sé e nell’altra persona in quale clima ci percepiamo e se lo percepiamo allo stesso modo. C’è il clima che noi stessi cerchiamo di creare, il clima che l’altro percepisce e quello che creiamo insieme. Spesso questo clima “parla” molto più di quanto pensiamo, perché parla di tutto ciò che non esprimiamo. Ci sorprende, ci travolge, ci costringe a riconoscere che ciò che volevamo tenere nascosto si manifesta in modo diverso, come quando esplode un temporale dovuto all’accumulo di elettricità, umidità e calore.

Si tratta di diagnosticare e di far conoscere all’altro cosa ci raffredda nel suo atteggiamento o ci brucia e ci soffoca. L’obiettivo è disinnescare il meccanismo! La nostra affettività si è sviluppata con l’inevitabile mancanza o eccesso di calore, e nonostante tutta la benevolenza della nostra famiglia, noi spesso creiamo un clima reagendo a ciò: è difficile riequilibrare una cattiva abitudine, perciò è una sfida nella vita di coppia.

Capire la molla che muove l’altro… e cambiare

Quando ho atteggiamenti freddi o troppo caldi col mio coniuge, cerco di proteggermi da qualcosa. Mi sento giudicato(a), svalutato(a), sono privato(a) dell’ascolto o della tenerezza ed è difficile per me ottenere la sua attenzione? Al contrario, sono dipendente dai suoi stati d’animo, dalle sue opinioni, dalle sue scelte? Ho la mia parte di iniziative o sono trattenuto, controllato dall’altro? Ho la sensazione di non farne mai abbastanza, di dovermi adattare, senza reciprocità? Cosa temo di perdere, la libertà, l’intimità?

Dopo aver cercato di capire la molla che muove l’altro, viene il desiderio di cambiare o di migliorare la propria capacità di creare un clima dolce e caldo per il proprio coniuge. Posso agire o comportarmi in modo da rispondere ad un bisogno che ha espresso, posso anche aprire gli occhi, o ricordarmi e dirgli tutto quello che fa per me e che mi fa sentire bene. Forse qualcuno diventa soffocante quando i suoi atti di gentilezza non vengono riconosciuti e accolti, così da pensare di dover aggiungere altro. Infatti, a volte ci dimentichiamo di ridire la nostra gratitudine per tutto ciò che l’altro ci dà e di considerare ciò con attenzione. Riscalda il cuore esprimere o ricevere parole di gratitudine per un gesto, un sorriso, uno sguardo, il perdono per un’indelicatezza e un brontolio, o di gioia per un bel momento vissuto insieme.

 

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