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Cercate sempre nuove attività da fare con i figli? Lasciate che si annoino

KIDS

Maria Symchych - Shutterstock

Edifa - pubblicato il 29/03/20

E se la quarantena fosse un'opportunità, di tanto in tanto, per lasciarli a non far nulla?

di Agnès Flepp

Diverse settimane di “reclusione” con delle testoline bionde… che felicità! Mentre i genitori sono alla ricerca di attività da fare ogni giorno con i loro figli, Etty Buzyn, psicoterapeuta e psicanalista, prende la difesa della noia.

Lei si dichiara favorevole “al diritto di non fare nulla”. I genitori, tuttavia, temono che i loro figli non abbiano nulla da fare durante la quarantena …

Annoiarsi è in effetti un’esperienza formativa necessaria nella vita di un bambino. La capacità di sopportare la noia rimane un segno indiscutibile di buona salute mentale, e questo tempo in cui si smette di agire per confrontarsi con la solitudine gli permette di non fuggire più le sue emozioni, ma di poter lasciare, al contrario, che esse si dispieghino nell’interiorità. Può anche gradualmente scoprire la sua capacità di attingere in sé stesso le risorse necessarie per inventarsi storie che poi metterà in scena nei suoi giochi.

Quindi l’inattività può essere costruttiva?

È un modo per un bambino, come per un adulto, di dedicarsi alla “contemplazione” e a una forma di pacificazione difficile da trovare in un’attività costante: è anche nell’inattività che le cose decantano e dove il bambino trova l’inventiva necessaria per occuparsi in seguito e dirigersi verso ciò che lo ispira. Guardate gli scienziati, è spesso nel loro periodo di inattività che fanno le loro scoperte!

Dobbiamo quindi approfittare del confinamento per non fare nulla?

Ai bambini vengono offerte tutto l’anno attività sempre più sofisticate, ma non sanno più osservare il mondo e non hanno più il tempo di provare sensazioni senza la mediazione di uno schermo. Almeno durante il periodo di quarantena offriamo loro qualche volta quel tempo, il tempo per sognare, di sentirsi al riparo dall’agitazione e fuori dall’emergenza.

Alcuni pensano che un bambino che si annoia sia un bambino trascurato dai genitori

Questo perché viviamo in una società della tirannia del “fare” e dell’iperattività, che sostiene l’efficienza e la performance anche nel tempo libero. Cosicché i genitori si sentono in effetti in colpa quando non propongono del tempo libero programmato, attività attraenti, sofisticate e proficue. Non bisogna aver paura di vivere controcorrente! Non è molto complicato condividere qualcosa con i propri figli, può essere anche solo una conversazione …

Non si tratta nemmeno di farli girare i pollici per tutto il tempo di isolamento a casa. Offrire loro attività scelte attentamente è vantaggioso, ma non trascuriamo questi momenti indispensabili per la loro costruzione interiore. Donare il proprio tempo significa dare amore, attenzione, saper riconoscere il sentire del bambino e dargli il posto che merita. Quando un bambino dice: “Mi annoio”, a volte capisco: “Mi manchi”, “Ho bisogno di parlare”, “Voglio stare con te. Puoi mettere via il tuo computer?”. Cucinare dolci, cucire abiti, fare con loro dei piccoli lavori, sono occasioni di incontro preziosi in una calda intimità dove si radicano i ricordi di momenti fugaci, ma speciali.

Ci si deve sentire in colpa per non aver risposto immediatamente al lamento “Mamma, mi annoio”?

No, non dobbiamo aver timore, di fronte a questa richiesta, di ritardare la risposta, di introdurre un po’ di attesa e di frustrazione, soddisfare un bambino troppo rapidamente gli impedisce di sfruttare e sviluppare le sue facoltà. La mancanza è essenziale per costruirsi, prima di tutto perché non esiste il fatto di essere continuamente riempiti, è impossibile, bisogna essere in grado di sopportare il vuoto ed a volte anche crearlo. Non temiamo la frustrazione! È nell’ordine delle cose che i genitori frustrano, in proporzioni ragionevoli, e che i bambini contestano, cioè reagiscono!

In ogni caso, non dobbiamo avere paura di mettere il bambino davanti alla frustrazione e di non rispondere alla lamentela “Mi annoio” troppo in fretta, ciò dà al bambino il tempo di trovare lui stesso un’occupazione e incoraggia la sua iniziativa e la sua indipendenza di pensiero. Quei momenti di vuoto in cui non si fa nulla sono necessari per avventurarsi nell’immaginario, per trovare idee personali, originali, che potranno non essere immediatamente realizzabili, ma che permetteranno al bambino o all’adolescente di proiettarsi nel futuro, altrimenti è solo l’automatismo della ripetizione di ogni giorno. Nella noia si possono immaginare altre cose, altre soluzioni, altri progetti, altri modi per realizzarsi.

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