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“Non è il mio turno!”. Ripensiamo la suddivisione dei familiari

Wash, Dishes, Family, Father, Son,

©DGLimages

Edifa - pubblicato il 13/03/20

Svuotare la lavatrice, portare fuori la spazzatura...Anche se in famiglia le faccende domestiche si svolgono a turno, le urla e le liti fanno spesso parte della routine quotidiana. Tuttavia, c'è una soluzione semplice per porre fine a queste lotte...

di Vincent de Mello

Sono numerose le famiglie che organizzano turni di pulizie. Svuotare la lavastoviglie, apparecchiare la tavola, passare l’aspirapolvere…Eppure, nonostante una tabella di compiti da svolgere, più volte al giorno sentiamo dire: “Non tocca a me!”. Seguono allora discussioni tra i figli e talvolta anche tra i coniugi. Come si può rimediare a questi battibecchi?

Si aiuterà chi è di turno
I turni, anche se hanno il merito di offrire un quadro giusto, limitano l’aspetto caritatevole del servizio. Ora, se la carità per essere esercitata ha spesso bisogno di giustizia, non può limitarsi ad essa. Nel servizio della vita quotidiana l’obiettivo non è solo quello di aiutare, ma attraverso il servizio reso imparare ad amare e sperimentare che non c’è amore più grande di quello di dare la propria vita per coloro che si amano. Come si può fare, quindi, quando tutto è dettato dalla perfetta tabella dei compiti che ognuno deve svolgere quotidianamente? Bisogna abolirla?

No, ma probabilmente dovremmo cominciare a darle un significato diverso e cioè ricordare come in ogni gioco qual è la regola. Quindi, colui a cui spetta il turno di servire non è colui che deve fare tutto senza che gli altri si sentano autorizzati a non fare nulla. No, colui a cui tocca è quello che dovrà essere aiutato, è lui che avrà una responsabilità collettiva, ma sarà responsabilità della comunità aiutarlo affinché non sia oppresso o umiliato nell’esercizio del suo servizio. Bisogna introdurre l’imprevedibilità in ciò che è stato pianificato e in questo modo si svilupperà l‘attenzione dell’uno verso l’altro piuttosto che l’umiliazione o il disinteresse. Quest’attenzione a colui che serve porterà gli altri a facilitare il suo lavoro in diversi modi.

Tags:
educazione
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