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Cinque criteri chiave per scegliere la madrina e il padrino

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Se avete deciso di far battezzare vostro figlio, vi attende la scelta importante del padrino e della madrina. Se non volete sbagliarvi, riflettete su questi cinque criteri decisivi.

di Laetitia Grenet e Anna Latron

State per far battezzare vostro figlio ed è arrivato il momento di scegliere un padrino e una madrina. Questa scelta non va presa alla leggera perché, una volta fatto il battesimo, non potrete cambiare idea. Se non volete sbagliare ecco cinque criteri importanti per scegliere.

1. Una fede profonda
La prima missione del padrino e della madrina è quella di insegnare la fede. Alcuni bambini ricevono come madrina e padrino degli adulti che non credono in Dio o che non praticano, ma la Chiesa chiede loro di essere battezzati ed anche cresimati. La cresima rafforza la fede e impegna chi la riceve a diventare un membro attivo della Chiesa ed è così che per un adolescente un padrino o una madrina che pregano e si impegnano senza vergogna nella Chiesa sono un punto di riferimento ed un’apertura al dialogo sull’importanza della fede, ad un età in cui appare come meno evidente. Certo, qualsiasi adulto può passare attraverso delle prove e momenti di dubbio, ma un padrino o una madrina legati a Cristo sapranno mostrare al figlioccio la via della perseveranza umile e fedele. Il padrino e la madrina chiaramente non sono semplici “distributori di regali”, ma indicano la stella da seguire. Conducono il figlioccio a Gesù, mostrandogli quanto il Padre e lo Spirito Santo sono all’opera nella sua vita e nel suo cuore.

2. Un’amicizia esemplare
Spesso ci aspettiamo dai padrini o madrine che siano di aiuto ai genitori in caso di difficoltà, per esempio durante l’adolescenza, liberi dal rapporto d’autorità possono offrire tempo e consigli al figlioccio. La loro vita, vissuta secondo il Vangelo, ha quindi il valore di un esempio ed il bambino che trova in loro una guida riceve una vera ricchezza. La complicità tra padrino e figlioccio è un legame importante a cui quest’ultimo potrà aggrapparsi in caso di difficoltà; ma questo attaccamento gioioso e fedele e questa complicità si costruiscono sul modello dell’amicizia tra i genitori e il padrino. Quindi al momento della scelta i genitori devono essere attenti alla profondità della loro amicizia con il padrino o la madrina. Più sono vicini ai genitori, più la loro relazione è viva e nutrita e più il figlioccio desidererà a sua volta condividere questa amicizia.

3. Un cuore aperto e generoso
È difficile per un giovane padre di una famiglia numerosa prendersi cura del figlioccio e conoscerlo bene come persona. Così come, al momento delle vacanze, alcuni padrini essendo troppo impegnati potrebbero non avere tempo da passare con loro, allo stesso modo per il padrino o la madrina che vivono all’estero, non ci saranno molte opportunità di condividere con loro dei momenti di complicità. Il rapporto con il padrino si instaura idealmente fin dalla più giovane età del figlioccio, nel tempo trascorso insieme, negli appuntamenti e negli scambi frequenti . Quindi, in generale, può apparire rischioso scegliere come padrino qualcuno che non ha molto tempo per la famiglia e gli amici, tuttavia non la durata degli incontri ma la qualità dei momenti dedicati al figlioccio e la generosità delle persone faranno la differenza.

4. Essere maturi
Quando il padrino o la madrina sono bambini, hanno la maturità richiesta per prendere questa responsabilità? Se sono ancora immaturi riguardo alla fede, rischiano più avanti di cambiare punto di vista e di abbandonare la vita cristiana. Per prudenza, la Chiesa chiede che i padrini abbiano ricevuto il sacramento della Cresima, anche se un adolescente può essere capace di testimoniare la sua fede al figlioccio.

5. Scegliere liberamente
In alcune famiglie, i motivi per i quali scegliere il padrino e la madrina sono più legati a convenzioni sociali che alla scelta personale. Dove sono finite la libertà e la responsabilità? È importante che le persone scelte apprezzino veramente questa scelta. Infatti è possibile scegliere qualcuno perché si ha un debito morale o per ringraziarlo di qualcosa: un membro celibe della famiglia, una coppia senza figli, un amico testimone di matrimonio, una cugina che non è mai stata madrina o una cognata che non riesce ad avere figli. Tutte queste motivazioni non sono di per sé negative, ma non dovrebbero essere dettate da sensi di colpa fuori luogo. Vagliare serenamente tra tutti i possibili padrini o madrine non è una missione impossibile, purché si tenga conto di due elementi: la libertà e la verità. Fare la scelta giusta, nella preghiera, è regalare al proprio figlio la stella luminosa per andare verso il Padre.

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