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Non avete più il gusto della preghiera?

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Edifa - pubblicato il 29/01/20

Molte persone abbandonano la preghiera quando questa diventa difficile o quando pensano che non serva a nulla… e così pian piano finiscono con il perdere la gioia dell’essere cristiani.

di fra’ Thierry-Dominique Humbrech

La gioia è cristiana, e insieme alla pace, è frutto della Carità. Colui che vive di Dio e in Dio, che si nutre dell’Eucaristia e del perdono, e soprattutto chi Lo imita, amando gli altri come Gesù li ha amati, è sempre gioioso di aver trovato il Signore, e non vuole essere separato da Lui. Tuttavia la gioia non è sempre accompagnata dal piacere. Il piacere è la gioia sensibile del sentimento, delle passioni, del corpo, ma la vita impone altre leggi piuttosto che il piacere continuo. Eppure la nostra generazione agisce spesso secondo il piacere. Quando arrivano le prove, le tentazioni o quando ci accorgiamo dello scorrere dei giorni, il piacere diminuisce e talvolta si spegne. Questo a volte succede anche nel campo della preghiera.

La trappola del diavolo

Può darsi che fino a ieri pregare era facile per noi, ci sentivamo trasportati e ci “dava qualcosa”. Oggi invece pregare è diventato difficile, “non ci da più nulla”. Ecco allora che abbiamo confuso il piacere sensibile con la gioia dell’anima.

“Quando non ho voglia di pregare, non prego”: quest’attitudine la possiamo ritrovare anche in chi prende sul serio la propria vita di preghiera, anche nelle persone consacrate. Tutti i pretesti del mondo vengono allora utilizzati per sostenere questo atteggiamento. Ma questa è una trappola, inventata dal nemico. Dietro la scusa comune: “è la nostra generazione, siamo fragili, ecc.”, c’è la tentazione dell’accidia, che appartiene in realtà a tutte le generazioni. L’accidia è la dimissione volontaria, intrattenuta e quindi peccaminosa, di fronte all’urgenza della preghiera. È la tentazione delle persone spirituali.

La preghiera è l’appuntamento dell’anima con Dio, e Lui è sempre presente. E noi, verremo solo quando ne avremo voglia? Non solo questo è molto scortese, ma è soprattutto un errore, solo Dio infatti può darci la vera gioia, proprio nel momento in cui ne abbiamo più bisogno.

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