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Come scoprire l’utilità della fede nella nostra vita?

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RIFLETTETE SULLE CONSEGUENZE PER LA VOSTRA VITA La vostra carriera, il vostro stile di vita e i vostri obiettivi sono cosa buona per la vostra salute, per la vostra famiglia e per i vostri amici? O forse vi ottengono soprattutto l'emicrania? Non perdete troppe energie in un lavoro che non apprezzate? Non cedete alla pressione sociale o ad attese irrealistiche? Ponete che vi offrano un posto ben rimunerato: la condizione è un lungo tragitto per arrivare in ufficio, poi un carico di lavoro bello pesante… Non vi allontanerà dalla vostra famiglia? Questo genere di lavoro può sembrare meraviglioso in teoria, ma in realtà potrebbe stornarvi dal vostro vero scopo nella vita, che è – almeno in parte – di essere felice con la vostra famiglia. Considerare la vita nel suo insieme aiuta a non cadere nel laccio di dare troppa importanza a un solo criterio.

Edifa - pubblicato il 22/01/20

A cosa serve la fede? Molte persone si fanno quest’importante domanda, ma contrariamente a quanto si potrebbe pensare, dalla risposta ne consegue l'intera arte del vivere.

di Alain Quilici

Non è un caso che la questione dell’utilità della fede si imponga con più forza di questi tempi. Senza dubbio in altre epoche questa domanda non si poneva nello stesso modo, in quanto ci si preoccupava meno del proprio tornaconto. Ma al giorno d’oggi dobbiamo riconoscere che nella mentalità corrente ciò che non serve a niente non conta nulla. Perché perdere tempo con ciò che non serve? È vero che i videogiochi prendono molto tempo e non servono a un granché, se non a fare passare il tempo e a portare soldi a coloro che li vendono. Ma questa non è una risposta alla nostra domanda; infatti se lo spirituale agli occhi del mondo non produce nulla, non serve a niente e dunque appare come un intruso.

Prima di tutto dobbiamo chiederci che cosa sta cercando il mondo e cosa cerca il cristiano che ci vive. È interessante confrontare le premesse e gli obiettivi da raggiungere. Come dice Gesù, “Dov’è il tuo tesoro, là sarà anche il tuo cuore” (Lc 12, 34). Questo significa che al nostro tesoro, a ciò che ci è caro, dedicheremo il meglio di noi stessi, cioè il nostro cuore. Qual è dunque il tesoro del mondo? A chi ha donato il suo cuore? E qual è il tesoro del cristiano?

Cosa sta cercando il mondo?

La principale preoccupazione della popolazione mondiale è quella di organizzarsi individualmente e collettivamente, per trascorrere il meglio possibile il tempo della propria esistenza ed è normale che i cristiani, nella misura in cui fanno parte di questo mondo, abbiano lo stesso atteggiamento. Da questa prospettiva, ciò che conta è avere successo, essere realizzati, avere una famiglia felice, abbastanza soldi per vivere bene, un certo livello sociale, una vita interessante, una buona salute, possibilmente una lunga vita, avere molti vantaggi e meno inconvenienti possibili. Nessuna di queste cose è da condannare e nessuno potrebbe rimproverare qualcuno che rimanendo onesto faccia di tutto per avere una vita ben vissuta, a misura d’uomo, o meglio come dice la Bibbia

una vita “fatta da mano d’uomo”.

In questa prospettiva è ovvio che tutto ciò che può servire al successo sociale e personale sarà accettato mentre quello che può nuocere sarà escluso, e tutto ciò che non contribuisce attivamente al raggiungimento dei propri obbiettivi verrà rifiutato e considerato inutile. Sempre nella stessa logica, ci si potrebbe chiedere a che serve la fede cristiana: forse, senza voler urtare nessuno, si dovrebbe rispondere che non serve a un granché se non a nulla e in ogni caso il suo scopo non è di servire direttamente al successo sociale.

Il mondo che Gesù promette

Dopo essere giunti a questa conclusione è necessario porre la seconda domanda: qual è il tesoro del cristiano e in quale prospettiva si pone, o in altre parole: il Vangelo si preoccupa del successo sociale o dell’organizzazione della vita sulla terra? È un buon modo seguire Gesù per ottenere un posto importante nel regno che instaurerà sulla terra? Questo è ciò che la moglie di Zebedeo, sbagliando, chiedeva per i suoi figli, lei che era una madre buona e molto realista.

Anche se, umanamente, troviamo un certo equilibrio ed anche una felicità reale nel seguire i passi del Signore Gesù, anche se siamo fortunati a trovarci in una comunità molto cordiale che dà gusto alla vita e che ci sostiene nei momenti di sconforto, anche se la saggezza contenuta nei Vangeli ci sembra superiore a tutto ciò che è stato pensato dai più grandi filosofi, dobbiamo riconoscere che l’intenzione di Cristo non è di sistemarci al meglio sulla terra, ma quella di portarci in Paradiso. Ciò che ci promette e che ci offre è un posto con Lui vicino al Padre, un posto al banchetto delle Nozze celesti e la strada che ci propone per arrivarci passa attraverso una porta stretta, (significa che le valigie non passano!) è una via crucis, una vita di rinuncia dove è vietato guardare indietro.

È una vita “non fatta da mani d’uomo”, una vita “impossibile per gli uomini ma possibile a Dio”, è Gesù che lo dice vivendolo. È esattamente ciò che la Vergine Maria a Lourdes ha detto a Bernadette: “Non ti prometto la felicità sulla terra, ma in Cielo”. La grazia ricevuta da Santa Bernadette è stata questa promessa che le è sembrata preziosa, non trascurabile o poco interessante. Ella, che continuava a soffrire sulla terra, non ha dubitato dell’utilità delle apparizioni, perché la sua mèta era il Paradiso.

Consideriamo utile la fede nella nostra vita?

Ora possiamo dire che la fede cristiana ha davvero un grande scopo; serve per la felicità eterna, per entrare realmente in comunione con Dio e per raggiungere la vita eterna. È l’unico mezzo esistente alla portata degli uomini, nulla è più importante per entrare nella vita eterna, ma dobbiamo credere nella sua realtà, che la nostra patria è il Cielo e che tutto ciò che può permetterci di accedere a questa felicità è utile mentre ciò che non contribuisce attivamente ad essa deve essere rimesso al posto giusto.

L’utilità della fede cristiana appare solo quando si guarda all’obiettivo che si vuole raggiungere: se è Dio stesso e se nulla vi sembra più importante, allora avete trovato il modo più efficace per riuscirci, ma se cercate di sistemarvi il ​​più comodamente possibile sulla terra, in realtà la fede non vi aiuterà molto. Gesù ci ha chiaramente avvertito: “Perché chi vorrà salvare la propria vita (sulla terra) la perderà (per sempre), ma chi perderà la propria vita per causa Mia (sulla terra) la ritroverà (per sempre)” (Mt 16, 25). La posta in gioco è molto grande e vediamo chiaramente che la questione sull’utilità della fede è fondamentale.

La Fede cristiana, il ponte che permette di passare da una sponda all’altra

Per colui che ha come scopo la vita eterna, la fede cristiana è come la mano che lo afferra e lo aiuta a superare il precipizio, la spalla sulla quale può riposare quando la camminata è troppo dura, la luce che sorge nelle tenebre e illumina la sua strada, il vento che si alza e gonfia le sue vele. È come il pane e il vino, indispensabili per sopravvivere, il gruppo di amici che la accoglie nel proprio cammino, la parola d’amore più vera e affidabile al mondo, che trasforma la vita quotidiana e illumina anche i peggiori problemi. Chiedevate a cosa serve la fede? Semplicemente a vivere, e a vivere eternamente.

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