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I sette peccati capitali: la ricetta del diavolo per farci arrabbiare

Por GaudiLab/Shutterstock

Edifa - pubblicato il 14/01/20

Il maestro dell'Inferno ama dare consigli ai suoi demoni “tirocinanti”, specialmente sui social network. In un nuovo post, svela ai suoi fan la sua ricetta della pasta al ragù, da cucinare nel giorno dell'ira.

di padre Pascal Ide e Luc Adrian (ispirato dalle Lettere di Berlicche di C. S. Lewis)

Cari amici miei, una delle mie ricette preferite è la pasta al ragù. È una vera delizia. Bisogna lasciare la carne cuocere per molto tempo nel sugo. Si ottengono spesso dei migliori risultati, più gustosi, quando lo si lascia cuocere a fuoco lento… La stessa cosa vale per la collera: meglio lasciar bollire a fuoco lento il risentimento piuttosto che preparare uno scatto d’ira poco gustoso e che sarà dimenticato nel giro di poco tempo.

Non dimenticate che il torto uccide

Radicate la vostra vittima nella collera, scegliete un torto che la ferisce profondamente. Circondate la vostra preda di persone che fomentano la sua ira e che le dicano che il colpevole le ha già fatto subire troppi torti. Inoltre assicuratevi che l’offesa vada a colpire un punto sensibile, che le ricordi a sua insaputa una ferita del passato. Per esempio, se la vittima non si è sentita molto amata dal padre, fate in modo che percepisca la frase tagliente del suo capo come un’esclusione. E se una persona saggia le fa notare che in realtà soffre più per quel passato doloroso, che sta rivivendo, piuttosto che per l’ingiustizia presente, mostratele l’assurdità di quest’ipotesi. Come possono degli eventi così lontani e persino dimenticati essere più influenti di un trauma presente? Come può il passato avere una tale influenza sulla sua vita senza che ne sia consapevole?

Tendenzialmente, la vostra preda deve ricevere altre “sferzate” per sentire quanto è malvagio questo mondo. Spero che possa fare anche molte pause caffè per parlare dei torti subiti dal capo ai suoi colleghi (le vittime amano poter parlare di loro e delle loro sofferenze ai loro colleghi). Ma se la vostra preda poi si sente in colpa per aver criticato i suoi superiori, fategli credere che piuttosto che farsi venire un’ulcera allo stomaco è meglio parlare, ed è un ottimo rimedio per eliminare lo stress. Fategli pensare che almeno dice quel che pensa e che non è un ipocrita come gli altri.

Incoraggiate la gente a pregare… sì, a pregare!

Se purtroppo la vostra vittima è una persona che prega, incoraggiatela ad intercedere per il suo capo. Sì, proprio così! Quando inizierà a pregare, mostratele tutti i suoi lati negativi. Se agirete bene, sarete in grado di scoraggiarla profondamente. Da una parte, penserà che è normale se è sempre invasa dall’ira, perché non prega abbastanza per esserne liberata, dall’altra non appena si metterà in ginocchio, sarà invasa dall’amarezza.

Ma prudenza! Date dei momenti di tregua alla vostra vittima, soprattutto quando il suo capo è in viaggio per degli impegni lavorativi. Non tentate la vostra vittima in quei periodi, in questo modo scambierà la sua pace interiore per della virtù e si convincerà che la soluzione migliore è vivere il più lontano possibile da quello spregevole sfruttatore. Soprattutto, fate in modo che nessuno le mostri che il suo capo è imperfetto come tutti e che ha delle scusanti, tanto quanto lei. Se agirete bene, la vostra preda non si renderà conto che avrà intrattenuto del rancore per lunghi anni. Quando arriverà la battaglia finale e l’Altro farà tutto il possibile per tirarla fuori dalle sabbie mobili del risentimento, mostrate alla vostra preda l’entità del danno, disgustatela di sé stessa e portatela alla disperazione, facendogli pensare: come potrebbe l’Altro amare qualcuno di così ingiusto e iracondo? Sarà un bel colpo finale!

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