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Santi Simone e Giuda

Perché è bene chiedere perdono a Dio nella preghiera serale?

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© Wavebreakmedia | Shutterstock

Edifa - pubblicato il 10/01/20

Quando preghiamo siamo felici di incontrare il Signore e affinché questo incontro si riempia di gioia, non dobbiamo dimenticare di dire queste semplici parole: "Perdonaci, Signore!”

di padre Alain Bandelier

Quanto siamo lontani da Dio, mentre Egli è così vicino! Siamo nella verità quando crediamo nella Sua presenza, fedeltà e vicinanza, ma allo stesso tempo dobbiamo riconoscere la distanza che ci separa da Lui, infinita ma duplice: prima di tutto c’è una distanza ontologica che è la nostra condizione di creature. Papa Benedetto XVI ha insegnato ai giovani tedeschi a Colonia le due parole che spiegano l’adorazione: in latino, adoratio evoca l’invio di un bacio, che il Santo Padre non ha esitato a interpretare come gesto di comunione; in greco invece, proskynésis evoca il prostrarsi dell’uomo che si riconosce piccolissimo davanti all’Infinito. Mosè dovette togliersi i sandali davanti al roveto ardente (Es 3, 5), Isaia dovette farsi purificare le labbra dal fuoco (Is 6, 5-7) e l’apostolo Paolo cadde “in ginocchio” di fronte al Mistero (Ef 3, 14). Perché è diventato così difficile e raro pregare in ginocchio o genuflettersi (che a volte sostituiamo con un timido inchino, pallida imitazione delle metanie ortodosse o dei saluti orientali)? Siamo così ostaggi della cultura del self-made-man, di colui che non deve niente a nessuno, o di un laicismo diffuso, che cancella ogni senso di trascendenza?

Quando il nostro peccato ci allontana da Dio

Il rapporto con Dio è insieme intimità e alterità, le due cose non si contraddicono, ma al contrario si rafforzano a vicenda. Questa considerazione è sconvolgente, prima per Maria e poi per noi: infatti l’Altissimo si china fino a noi e alle nostre bassezze e Maria accoglie questo dono dicendo “ha guardato l’umiltà della Sua serva”.

Il nostro peccato, la chiusura del cuore e la separazione volontaria da Dio creano un divario che si allarga fino a diventare un abisso. Ricordiamo la reazione di Pietro al momento della pesca miracolosa: “ Signore, allontanaTi da me perché sono un peccatore” (Lc 5, 8). Anche se è vero, non dobbiamo essere troppo superficiali pensando che la misericordia colmi tutte le distanze; infatti, l’Infinita Misericordia di Dio ci fa percepire che il peccato è intollerabile, proprio perché ferisce l’Amore puro. Ci appare ingiusto, ma anche qui giustizia e misericordia non si contraddicono, ma si confermano a vicenda. Nella storia della Chiesa abbiamo verificato questa sconcertante realtà: i santi hanno pianto dolorosamente i propri peccati perché erano più sensibili alle loro minime infedeltà.

Ogni sera, chiediamo perdono al Signore

Non possiamo essere alla presenza di Dio senza passare attraverso una purificazione, un purgatorio già da questa vita. Niente di tiepido, infatti, può entrare nel roveto ardente dell’Amore, è in gioco la verità del nostro rapporto con Dio e quindi l’autenticità della nostra preghiera. Quindi, quando si tratta di noi, esclamiamo: “Kyrie eleison!” e “Gloria in excelsis Deo!” quando si tratta di Lui. Queste sono le due “note” che aprono la liturgia domenicale che alcuni cancellano del tutto o in parte e distruggono senza nemmeno rendersene conto un intero equilibrio spirituale. Attenzione però che, contrariamente a quanto troppo spesso si pensa, per il cristiano non c’è nulla di amaro nella confessione del proprio peccato. Piuttosto, se c’è una tristezza del peccato, è nelle lacrime che poi saranno consolate nel momento del pentimento e diventeranno lacrime di felicità. Questo è infatti il prodigio dell’Amore Misericordioso: la ferita che Gli infliggiamo è la stessa da cui scaturisce la nostra guarigione.

Ogni sera, quindi, è bene ricordare le meraviglie che hanno illuminato la nostra giornata dicendo ‘Alleluia!’, poi bisogna prendersi un momento per riconoscere le nostre infedeltà, piccole o grandi, che l’hanno oscurata e dire ‘Perdono, Signore!’. Ci renderemo conto che è questo il cammino di conversione e nella nostra prossima confessione avremo qualcosa da dire!

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