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I sette peccati capitali: come il Diavolo ci spinge ad essere invidiosi

Por Antonio Guillem

Edifa - pubblicato il 23/12/19

Il maestro dell'Inferno ama dare consigli ai suoi demoni “tirocinanti”, specialmente sui social network. Ecco il suo nuovo post sulla trappola dell'invidia.

L’invidia è qualcosa su cui si lavora sin dalla culla. Tutto comincia con lo sguardo. Lasciate che i genitori della vostra preda la paragonino ad altri bambini: “Se fossi gentile come il tuo amico, saresti invitato più spesso alle feste di compleanno”. Provate anche con i complimenti, è molto efficace. “Per fortuna, non sei come quel pigrone di tuo fratello”, dirà un padre a sua figlia. Così la vostra vittima non cercherà di essere sé stessa, ma semplicemente di non essere… come suo fratello.

S’invidiano tutti

Fate in modo anche che i genitori a tavola denigrino i vicini di casa o si paragonino ai cugini, rafforzando così la convinzione del bambino che bisogna essere sempre più forti, intelligenti e ricchi degli altri. Nell’età adulta, inoltre, date loro qualche modello impossibile da seguire.

Guardate le top model! Sono riuscito a far credere all’intero pianeta che queste creature hanno un corpo perfetto che tutte le donne dovrebbero avere e che tutti gli uomini hanno il diritto di desiderare. Si crede spesso che il primo rischio sia la lussuria, e invece è proprio l’invidia! Tutto sta nello sguardo. Sapete qual è la differenza tra gli uomini e le donne? Gli uomini guardano le donne e le donne guardano… le donne, e il modo intero s’invidia. Non preoccupatevi, è diventata una tale abitudine che oramai la gente non si rende più conto di questo viziuccio.

L’invidia, un’arma da maneggiare con tatto

Potete condurre la vostra vittima alla depressione, ma fate attenzione: non tutti gli psicologi hanno dimenticato che l’invidia può essere una delle cause. Conducete allora la persona da un medico frettoloso che si accontenterà di prescrivere dei semplici farmaci, senza cercare in modo approfondito le ragioni profonde del suo malessere.

Concedetegli dei momenti di pausa, questo lo manterrà nell’illusione… Fate in modo che possa trascorrere le sue vacanze lontano dai suoceri e dai cognati ai quali tutto riesce. Che possa trovare la sua gioia nel prendersi cura delle persone bisognose e cercate di soddisfare la sua autostima facendo in modo che si occupi dei cosiddetti “perdenti”. Fate in modo inoltre che la vostra preda possa chiamare la sua invidia con dei falsi nomi: ambizione, emulazione, perfino altruismo e che confonda rabbia e coraggio, rivendicazione e passione, autenticità e verità. Insomma, fate in modo che sia una persona amareggiata, che crede di essere generosa e aperta agli altri perché rinnega il suo risentimento e la sua invidia nell’attivismo e frequenta solo chi la pensa come lei. Sono molto contento di aver trasformato l’odioso “Amatevi gli uni gli altri” in “Invidiosi di tutti i popoli, unitevi!”

Non dimenticate la gelosia in amore

Un’altra delle mie vittorie è quella di aver ridotto questo peccato alla gelosia amorosa, che talvolta viene addirittura considerata nobile. In realtà sappiamo che la gelosia può avvelenare tutto. Non si desidera una donna ancor di più, quando un altro uomo la desidera? E c’è una ricetta migliore di uno sguardo concupiscente al “piatto del vicino” per rovinare la convivialità di una cena?

Non rattristate solo la vostra vittima. Trasformate gradualmente la sua gelosia in odio. Per questo, fate in modo che abbia sempre un buon motivo per giustificare la sua rabbia e le sue critiche.

Se agite bene, un giorno la persona che avrete torturato sarà un misto tra risentimento e disperazione. Allora sarete molto vicini al successo. Ma fate attenzione, perché sono molto invidioso di chi riesce meglio di me…

Padre Pascal Ide e Luc Adrian (ispirato dalle Lettere di Berlicche di C. S. Lewis)

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