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San Paolo della Croce

Quattro parole chiave per aspettare il Natale in famiglia

CHRISTMAS

Impact photography - Shutterstock

Edifa - pubblicato il 08/12/19

Tra i vari preparativi materiali che indubbiamente occuperanno gran parte del nostro tempo, durante questo Avvento, cerchiamo di ricordarci di queste quattro parole: amore, offerta, povertà e fraternità.

di Christine Ponsard

Il calendario dell’Avvento, la ricerca dei regali, il panettone e il pandoro, le decorazioni per l’albero… Ci sono così tante cose da fare per preparare il Natale, ma non dimentichiamoci dell’essenziale.

Amore

Questo è ciò di cui gli uomini, e ancor di più i nostri figli, hanno bisogno. Non basta avere un cuore pieno d’affetto: è necessario mostrare questo amore in modo concreto, attraverso i piccoli gesti del quotidiano. Mostriamo ai nostri figli quanto gli vogliamo bene. Amare, naturalmente, non è tanto fare dei regali o cucinare per loro, ma donare sé stessi, e uno dei modi più concreti per donarsi è dare un po’ del proprio tempo. Il gioco più semplice avrà per loro un valore incomparabile se prendiamo il tempo di giocarci insieme, e la torta sarà ancora più buona se decidiamo di prepararla con loro.

Offerta

I Re Magi hanno portato l’oro, la mirra e l’incenso… e noi cosa offriremo a Gesù? Che regalo desidera? Egli desidera noi. Offriamoci così come siamo, con i nostri difetti, peccati, limiti, infedeltà ma anche con tutte le nostre ricchezze e meraviglie che Dio ha posto dentro di noi. Diamo tutto a Gesù, senza fare selezioni, offriamoGli le nostre inquietudini e gioie, i nostri sforzi e viltà, il nostro desiderio di amarlo e le nostre infedeltà.

Affinché questa offerta non rimanga solo teorica ma diventi concreta, incoraggiamo i bambini a decidere ciò che vogliono donare a Gesù. Se lo desiderano, potranno scriverlo su un foglio di carta che metteranno vicino al presepe nella notte di Natale e potranno presentarlo anche all’offertorio durante la messa di Natale, nel segreto del loro cuore.

Povertà

Nessuna ricchezza ha impedito ai pastori di correre alla stalla dove è nato Gesù e nessun pregiudizio ha oscurato la loro intelligenza: hanno creduto con molta semplicità. Il mistero del Natale si rivela ai piccoli e ai poveri. Quali sono le ricchezze che ci tengono prigionieri e ci impediscono di correre liberamente verso Gesù?

Anche in questo caso, cerchiamo di essere concreti. Queste ricchezze a cui siamo attaccati, e a cui potremmo rinunciare, possono essere ad esempio un progetto a cui non vogliamo rinunciare o un oggetto che non vogliamo prestare. Sarebbe importante anche incoraggiare i bambini a dare uno dei loro giocattoli a Natale, non solo perché altri bambini non ne hanno, ma anche perché è utile riuscire a distaccarsene e a privarsene… purché ovviamente non si regali un giocattolo che non piace.

Fraternità

Gesù ci rivela che Dio è nostro Padre e che quindi siamo tutti fratelli. Come vivere questa fraternità durante il periodo natalizio?

Alcune famiglie sono abituate a condividere la gioia del Natale in modo molto concreto con i loro vicini di casa per esempio, o con delle persone sole che hanno conosciuto durante l’anno. Inoltre alcuni bambini hanno l’abitudine di disegnare dei biglietti di auguri o di preparare dei biscotti per i vicini, o per quella signora tutta sola dell’ultimo piano o ancora per i poveri seduti al freddo sui gradini della chiesa. In alcune parrocchie, durante il periodo natalizio, le famiglie si riuniscono per offrire una cioccolata calda e del panettone a tutti coloro che sono soli. Certo, si tratta di piccoli gesti, ma non sono affatto banali se fatti con amore, e possono toccare profondamente coloro ai quali sono destinati.

“Ma l’angelo disse loro: «Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore»” (Lc 2,10-11). Prepariamoci ad accogliere la gioia del Natale, donandoci completamente a Colui che viene ad amarci.

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