Ricevi Aleteia tutti i giorni
Solo le storie che vale la pena leggere: leggi la newsletter di Aleteia
Iscriviti!

Non vuoi fare nessuna donazione?

Ecco 5 modi per aiutare Aleteia

  1. Prega per il nostro team e per il successo della nostra missione
  2. Parla di Aleteia nella tua parrocchia
  3. Condividi i contenuti di Aleteia con amici e familiari
  4. Disattiva il tuo AdBlock quando navighi nel nostro portale
  5. Iscriviti alla nostra Newsletter gratuita e non smettere mai di leggerci

Grazie!
Il team di Aleteia

iscriviti

Aleteia

I vostri figli rifiutano la fede? Pensate a Santa Monica  

Stubborn - Girl - Stop - Mother
© lightwavemedia
Condividi

Non è sempre facile essere genitori e soprattutto genitori cristiani. A volte, siamo così scoraggiati di vedere i nostri figli allontanarsi dalla fede che siamo tentati di arrenderci. In queste circostanze, come non lasciarsi sopraffare dallo scoraggiamento, l’arma più temibile del diavolo?

di Christine Ponsard

Educare dei bambini è sempre stato difficile, ma senza dubbio lo è particolarmente in un’epoca in cui i genitori cristiani sono spesso costretti a remare contro corrente: molti si sentono soli e impotenti davanti alle molteplici influenze di cui sono vittime i loro figli e che sono molto diverse dalla fede che vorrebbero trasmettere loro.

Che cosa fare quando Giulia si mette ad urlare ogni volta che bisogna andare a Messa o al catechismo? Che parole usare per parlare di Dio a Giovanni che deride tutto ciò che gli si dice? Come trasmettere speranza a Pasquale che si rinchiude nelle proprie difficoltà? Qual è il senso della preghiera familiare quando diventa un momento di litigio e tensione? Come fare per non sentirsi in colpa quando i nostri figli sembrano rifiutare tutto ciò che vorremmo trasmettere e condividere con loro?

Abbiate fiducia in Dio

Prima di cercare soluzioni e risposte alle nostre domande, la prima cosa da fare e rifare instancabilmente è mettere fiduciosamente tutto nelle mani del Signore: i nostri dubbi, le nostre dolorose domande, ribellioni, rimorsi, insonnie, lacrime e fragili speranze. Affidiamogli i nostri figli che sono prima di tutto Suoi figli: li ama ancora di più di noi. Egli sa ciò che è il meglio per loro ed è sempre pronto a perdonare e a trasformare ogni male in bene.

Il Signore non agisce con un colpo di bacchetta magica: ci rispetta troppo per questo, ma a colui che grida verso di Lui, Egli risponde sempre. Se abbiamo l’impressione che non ci risponde, vuol dire che forse non siamo pronti ad accogliere la Sua risposta, perché siamo troppo di fretta, impazienti, o perché cerchiamo una risposta che corrisponda al nostro modo di vedere, dimenticando che i nostri progetti non coincidono necessariamente con quelli del Signore.

Non colpevolizzate

Non siamo dei genitori perfetti e ci succede di commettere degli sbagli, magari anche gravi, ma non serve a niente coltivare il senso di colpa: è una pianta tossica. Il senso di colpa infatti è una delle armi del diavolo. La contrizione invece, viene da Dio ed è il dolore di colui che ha ferito l’amore.

La contrizione non consiste nel ruminare i nostri rimorsi, ma ci rimette sulla strada verso il Padre, come il figliol prodigo. Il sacramento della riconciliazione esiste perché Dio possa darci il Suo perdono, accoglierci nella Sua misericordia, rialzarci e guarirci e quando Dio ha perdonato, il capitolo è chiuso: ritornare sul nostro peccato e ruminarlo significa dubitare dell’amore di Dio.

Chiedete aiuto al prossimo

Conosciamo altri genitori che sono confrontati come noi alle difficoltà dell’educazione. Certamente, ogni caso è unico e non dobbiamo paragonarci agli altri perché potremmo scoraggiarci e giudicare frettolosamente. Sappiamo anche che ciascuno di noi è solo davanti alla sofferenza e ci sarà sempre una parte delle nostre difficoltà che non potremo esprimere. La maggior parte delle volte però, se rimaniamo soli davanti ai nostri problemi è solo perché non abbiamo l’umiltà di condividerli e abbiamo troppa vergogna di non corrispondere all’immagine della “buona famiglia cristiana” per svelare le nostre difficoltà.

Abbiamo così paura di essere giudicati, fraintesi o rigettati che preferiamo rimanere da soli nella nostra disperazione. Tuttavia, quale aiuto prezioso potremmo essere gli uni per gli altri. Sappiamo che spesso basta poter parlare di un problema per vederci più chiaro e nei momenti di grande sofferenza, sono spesso le piccole cose che ci aiutano a riprenderci: un sorriso, una telefonata da un’amica, un gesto d’affetto, ecc. Dobbiamo aiutarci più che mai, rimanere vicini gli uni agli altri, aperti, disponibili, ascoltando con pazienza ed accogliendo senza giudicare. È difficile ma con Dio, è possibile.

Santa Monica, la protettrice di tutti i genitori scoraggiati

“Il figlio di tante lacrime non è possibile che perisca”, queste furono le parole che consolarono Santa Monica mentre pregava e piangeva senza sosta per suo figlio Agostino, che vedeva allontanarsi da Dio ogni giorno di più. Quanto partì per l’Italia, lo pensò perso, ma era proprio là che il Signore lo aspettava. “Il figlio di tante lacrime” non si perse ma diventò il grande Sant’Agostino. Santa Monica non è forse la protettrice di tutti i genitori scoraggiati? Chiediamogli allora la forza di tenere duro e vedremo sorgere dei grandi santi.

Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni