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Le quattro trappole che il diavolo ci tende quando preghiamo

WOMAN PRAYING

Piti Tangchawalit I Shutterstock

Edifa - pubblicato il 18/11/19

Gli inganni del diavolo sono universali: tutti coloro che pregano li incontrano in qualche modo. Ecco dei consigli utili per evitare queste trappole e pregare in pace.

di Christine Ponsard

Il tentatore fa di tutto per distogliere l’uomo dalla preghiera: è così maligno che a volte è difficile non cadere in tentazione. Apriamo bene gli occhi e cerchiamo di riconoscere le sue menzogne per non lasciarci ingannare da lui.

Trappola n° 1: “la preghiera è inutile”

Se ci basiamo sui nostri criteri soliti di efficacia, la preghiera effettivamente non serve a niente. Da un punto di vista umano pregare è una perdita di tempo. Questa è la grande domanda che i monaci e le monache suscitano al mondo che li circonda: a cosa servono questi uomini e queste donne la cui vita si consuma nella preghiera? Le loro vite appaiono agli occhi di molti come delle vite sprecate.


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Commettiamo esattamente lo stesso errore quando rinunciamo a pregare con il pretesto che abbiamo troppo lavoro da fare, perché ci collochiamo in una logica di produttività, invece di essere in una logica d’amore. Se riflettiamo un attimo invece, vedremo come nella vita ciò che sembra essere più inutile è in realtà ciò che è più prezioso, come coccolare un bambino, per esempio, baciare la propria moglie o marito, oppure contemplare un bel paesaggio. Anche la preghiera pare radicalmente inutile, ma in realtà è assolutamente indispensabile.

Trappola n° 2: “non sai pregare”

Il nemico moltiplica le argomentazioni per dimostrarci con ‘1+1’ che la preghiera è troppo difficile per noi, che è roba da specialisti o che dovremmo essere formati prima di iniziare a pregare, ecc. Anche in questo caso, è vero: non sappiamo pregare. La nostra preghiera è piena di distrazioni, di una ricerca subdola di noi stessi, di infedeltà e di mille altre imperfezioni. E allora? Quando un padre tiene tra le braccia il suo bebè e quest’ultimo inizia a balbettare e a sorridere, il padre ripone il suo piccolo dicendogli: “Ti rivolgerai a me quando saprai parlare”? Certo che no! Al contrario, ne è intenerito e si meraviglia di questi primi balbettii. Ciò che è valido per i padri della terra, lo è ancora di più per il Nostro Padre del Cielo!




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Trappola n° 3: “pregherai quando avrai tempo”

Una cosa è certa, se aspettiamo di avere del tempo per pregare, non pregheremo mai, perché avremo sempre mille altre cose più urgenti da fare. Se abbiamo l’intenzione di pregare oggi, ma non ci fissiamo un’ora precisa, rischiamo di andare a letto la sera senza aver trovato neanche un solo minuto per raccoglierci.

Colui che prega regolarmente non è per forza una persona che dispone di molto tempo libero, ma colui che decide di consacrare del tempo alla preghiera. Si tratta di una scelta. Quali sono le nostre priorità? Desideriamo mettere la preghiera al centro della nostra vita o la consideriamo come un lusso facoltativo? Se per noi è essenziale, sarà al primo posto nel nostro programma quotidiano.




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Trappola n° 4: “il tuo lavoro è preghiera”

Il diavolo ci sussurra all’orecchio: “Se lavori con tutto il tuo cuore, offrendo il tuo lavoro al Signore, questo ti dispenserà dal pregare”. È vero che la preghiera fortunatamente non è l’unico modo per mettersi in presenza di Dio, per esserGli vicino e servirLo! Altrimenti questo significherebbe che passeremmo solo una piccola parte della nostra giornata con Dio. Tuttavia, se non preghiamo con coscienza, fermandoci durante la giornata, ci sarà difficile pregare in ogni momento. Possiamo riuscire a pregare mentre lavoriamo, se impariamo ogni giorno a pregare anche senza fare nulla.

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