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Guardandoci allo specchio, vediamo Dio?

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Edifa - pubblicato il 07/11/19

Il segno della gloria di Dio

Chi vuole progredire nella vita spirituale deve separarsi dallo specchio. Non dovrebbe più preoccuparsi della sua immagine, soprattutto se ci si concentra solo su alcuni tratti superficiali.

La Bibbia ci insegna che siamo il riflesso di Dio stesso. Siamo stati creati a Sua immagine. Quando ci guardiamo allo specchio, non stiamo cercando di vedere Lui, a cui immagine siamo stati fatti? È quello che cerchiamo, ma senza riuscire a vederlo. Vorremmo trovarci di fronte a un’immagine di perfezione, senza una ruga o una macchia, ma vediamo noi stessi con i nostri limiti e le nostre imperfezioni. Questo mi ricorda uno dei più bei passi di San Paolo: “E noi tutti, a viso scoperto, riflettendo come in uno specchio la gloria del Signore, veniamo trasformati in quella medesima immagine, di gloria in gloria, secondo l’azione dello Spirito del Signore” (2 Cor 3, 18). Possiamo vedere il segno della gloria di Dio nel volto di ogni persona. È a malapena percettibile, accennato, e tuttavia molto reale.

È il peccato che deforma e crea cicatrici sul volto. Nel suo romanzo Il Ritratto di Dorian Gray, che descrive la caduta di un uomo, Oscar Wilde evocava questo essere sfigurati. Per mantenere il proprio volto fresco, un giovane uomo di grande bellezza fa un patto col diavolo. Il suo volto non porterà mai alcuna traccia delle sue malefatte. Non sarà lui a invecchiare, ma il suo ritratto, realizzato al culmine della sua giovinezza. In questo modo, nonostante la sua vita scandalosa, sembra in grado di salvare le apparenze. Alla fine, però, la verità salta fuori – viene trovato morto con il volto sfigurato da anni di dissolutezza. Questa storia è l’opposto di quello che dovrebbe essere un santo secondo il Signore.

Vedere il volto del Signore sostituire progressivamente il nostro

I santi sono persone che accettano di vedersi come sono realmente. Non si preoccupano del loro aspetto fisico, ma dei segni del peccato. Guardandosi allo specchio, si vedono come sono. E non sono felici di quello che vedono. Allo stesso modo, esaminando la loro coscienza, quando si vedono davvero, considerano le loro azioni e quello che ha occupato la loro mente, sono pieni di vergogna. Lungi dal disperare, però, trovano un modo per cambiare.

Qualunque cosa facciano le giovani donne per migliorare il loro aspetto, i santi si preoccupano dei segni provocati dal peccato, delle macchie del male, delle tracce delle malefatte. I santi sono le persone che guardandosi allo specchio vedono il volto di Nostro Signore Gesù Cristo che sostituisce gradualmente il loro. Ci assomigliano, visto che non sono più loro che vivono, ma Cristo che vive attraverso di loro. È un ideale che solo poche persone possono raggiungere, ma è un obiettivo per ciascuno di noi.

Non è più questione di apparenza, ma di rassomiglianza. Chi ama Dio Padre come fa Gesù, chi vive per gli altri come ha fatto Madre Teresa, chi non si preoccupa più di quello che gli altri possono pensare di loro, chi vede le prove della vita come segni di Dio e condivide la sofferenza di Cristo, percepirà attraverso le proprie sembianze quelle del Signore. Il loro specchio rifletterà un po’ della gloria di Dio. E quando moriranno, un essere umano sfigurato da una vita di peccato lascerà spazio a uno trasfigurato dalla gloria di Dio.

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dio

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