Ricevi Aleteia tutti i giorni
Comincia la tua giornata nel modo migliore: leggi la newsletter di Aleteia
Iscriviti!

Non vuoi fare nessuna donazione?

Ecco 5 modi per aiutare Aleteia

  1. Prega per il nostro team e per il successo della nostra missione
  2. Parla di Aleteia nella tua parrocchia
  3. Condividi i contenuti di Aleteia con amici e familiari
  4. Disattiva il tuo AdBlock quando navighi nel nostro portale
  5. Iscriviti alla nostra Newsletter gratuita e non smettere mai di leggerci

Grazie!
Il team di Aleteia

iscriviti

Aleteia

“Obbedire”: le otto lettere che tutti i bambini dovrebbero conoscere

Child; Mother; Scream; Obedience
© fizkes
Condividi

Perché desideriamo così tanto che i nostri figli siano obbedienti? E perché l’obbedienza è così importante nell’educazione e nella fede? 

di Christine Ponsard 

Se il bambino ha da imparare l’obbedienza, non è per dei motivi utilitaristici. È normale esigere da un bambino che non giochi con dei prodotti pericolosi e che faccia attenzione quando attraversa la strada. Inoltre, un minimo d’obbedienza è essenziale per una vita familiare pacifica. Si dice spesso: “Figli re, genitori martiri” e sappiamo quanto questo sia vero. I bambini che rifiutano di obbedire, per il mangiare, il lavarsi, il dormire o il riordinare, rendono la vita un inferno per la famiglia. Il bambino disobbediente porta ad esaurimento la pazienza dei genitori. Inoltre le urla e talvolta le punizioni eccessive, che si verificano quasi inevitabilmente, rendono tutti amareggiati ed irritati, genitori e figli compresi. Ma cos’è l’obbedienza, quella vera?

L’obbedienza, la condizione della libertà

Dipendiamo tutti necessariamente da qualcuno o da qualcosa. Solamente Dio non è soggetto a niente e nessuno. La nostra libertà consiste nell’obbedire a qualcosa di più grande di noi, significa obbedire a Dio. Più la volontà del Padre si compie in noi, più saremo liberi e gioiosi. Tuttavia Dio non si rivolge a noi direttamente per indicarci qual è la sua volontà, ma passa da alcuni intermediari, come per esempio dai genitori. È da Dio che abbiamo autorità in quanto genitori e non  possiamo dimenticare che si tratta di una missione che ci è stata affidata.

Tuttavia bisogna fare attenzione a non confondere l’autorità e il potere. Ciò che rende un ordine giusto e legittimo, non è il potere che abbiamo di farlo rispettare, ma l’autorità che ci autorizza a darlo. L’autorità può avere vari poteri: quello di punire, per esempio, o di obbligare con la forza fisica (per esempio, prendendo un bambino per mano, possiamo impedirgli di attraversare la strada). Tuttavia questi poteri sono la conseguenza dell’autorità e non il contrario. Se i bambini devono obbedire ai loro genitori, non è perché questi ultimi sono più forti, più intelligenti o più abili di loro, ma perché hanno un’autorità conferita da Dio. Oppure se possediamo certi poteri per la nostra superiorità fisica o intellettuale, possiamo legittimamente usarli solo al servizio di un giusto esercizio dell’autorità.

Come insegnare l’obbedienza ad un bambino? 

Non esiste una ricetta magica, ma la riflessione e soprattutto l’esperienza di molti genitori, ci permettono di individuare alcuni principi generali. È importante innanzitutto limitare il numero di ordini e di divieti. Non possiamo pretendere tutto subito: è meglio emettere poche esigenze ma con fermezza, piuttosto che una decina sulle quali finiremo per cedere perché troppo numerose e non abbastanza precise. Bisogna anche saper adattare le esigenze alle capacità del bambino e questo presuppone una buona conoscenza di chi è, una reale attenzione a lui e una grande pazienza. A volte ci è difficile accettare i limiti dei nostri figli, vorremmo che fossero perfetti, ma solo Dio ci rende perfetti, ci chiama alla perfezione e per fare questo non ci mette fretta. Ci chiede di fare un passo dopo l’altro, senza irritarsi per la nostra lentezza o i nostri passi indietro. Dio Padre non perde mai fiducia in noi e ci insegna la pazienza e la serenità, non la spensieratezza superficiale che ci farebbe ignorare i nostri limiti e i difetti dei nostri figli, ma la pace che nasce dalla certezza che siamo degli strumenti nelle mani di un padre molto più lungimirante e amorevole di noi.

Quando un ordine è stato dato, bisogna rimanere fermi ed esigere obbedienza. Se il bambino sa che i suoi genitori non cedono mai, alla fine obbedirà. Se invece è sicuro di raggiungere i suoi obiettivi a furia di ire o di resistenze, farà di tutto per ottenere ciò che vuole. Ecco perché è importante non dare ordini a sproposito. Bisogna riflettere prima di darne, e non dopo. Un altro punto importante: non contraddire un ordine dato dall’altro genitore, anche se vi pare discutibile. Il bambino ha un profondo bisogno di coerenza ed è essenziale che non si ritrovi tra le divisioni dei genitori. Tra coniugi si possono avere delle serie discussioni a proposito dell’educazione dei bambini, ma mai davanti ai diretti interessati.

Mostrare l’esempio obbedendo a nostra volta

Diversi mezzi possono essere utilizzati per obbligare un bambino ad obbedire, ma ce n’è uno che non è mai legittimo: mentire. Il suo effetto principale è quello di distruggere la fiducia del bambino che prima o poi si accorgerà dell’inganno. Inoltre far obbedire presuppone che noi stessi sappiamo obbedire ed essere dipendenti da Dio (non come gli schiavi ma come dei figli) e che cerchiamo la sua volontà affinché si compia in noi. Non è necessario cercare molto lontano: Dio ci chiama ad ogni istante, attraverso i più piccoli avvenimenti della nostra vita quotidiana. Ci invita all’obbedienza che è la condizione della nostra libertà e della nostra gioia.

Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni
I lettori come te contribuiscono alla missione di Aleteia.

Fin dall'inizio della nostra attività nel 2012, i lettori di Aleteia sono aumentati rapidamente in tutto il mondo. La nostra équipe è impegnata nella missione di offrire articoli che arricchiscano, ispirino e nutrano la via cattolica. Per questo vogliamo che i nostri articoli siano di libero accesso per tutti, ma per farlo abbiamo bisogno del vostro aiuto. Il giornalismo di qualità ha un costo (più di quello che può coprire la vendita della pubblicità su Aleteia). Per questo, i lettori come TE sono fondamentali, anche se donano appena 3 dollari al mese.