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“Obbedire”: le otto lettere che tutti i bambini dovrebbero conoscere

Child; Mother; Scream; Obedience
© fizkes
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Perché desideriamo così tanto che i nostri figli siano obbedienti? E perché l’obbedienza è così importante nell’educazione e nella fede? 

di Christine Ponsard 

Se il bambino ha da imparare l’obbedienza, non è per dei motivi utilitaristici. È normale esigere da un bambino che non giochi con dei prodotti pericolosi e che faccia attenzione quando attraversa la strada. Inoltre, un minimo d’obbedienza è essenziale per una vita familiare pacifica. Si dice spesso: “Figli re, genitori martiri” e sappiamo quanto questo sia vero. I bambini che rifiutano di obbedire, per il mangiare, il lavarsi, il dormire o il riordinare, rendono la vita un inferno per la famiglia. Il bambino disobbediente porta ad esaurimento la pazienza dei genitori. Inoltre le urla e talvolta le punizioni eccessive, che si verificano quasi inevitabilmente, rendono tutti amareggiati ed irritati, genitori e figli compresi. Ma cos’è l’obbedienza, quella vera?

L’obbedienza, la condizione della libertà

Dipendiamo tutti necessariamente da qualcuno o da qualcosa. Solamente Dio non è soggetto a niente e nessuno. La nostra libertà consiste nell’obbedire a qualcosa di più grande di noi, significa obbedire a Dio. Più la volontà del Padre si compie in noi, più saremo liberi e gioiosi. Tuttavia Dio non si rivolge a noi direttamente per indicarci qual è la sua volontà, ma passa da alcuni intermediari, come per esempio dai genitori. È da Dio che abbiamo autorità in quanto genitori e non  possiamo dimenticare che si tratta di una missione che ci è stata affidata.

Tuttavia bisogna fare attenzione a non confondere l’autorità e il potere. Ciò che rende un ordine giusto e legittimo, non è il potere che abbiamo di farlo rispettare, ma l’autorità che ci autorizza a darlo. L’autorità può avere vari poteri: quello di punire, per esempio, o di obbligare con la forza fisica (per esempio, prendendo un bambino per mano, possiamo impedirgli di attraversare la strada). Tuttavia questi poteri sono la conseguenza dell’autorità e non il contrario. Se i bambini devono obbedire ai loro genitori, non è perché questi ultimi sono più forti, più intelligenti o più abili di loro, ma perché hanno un’autorità conferita da Dio. Oppure se possediamo certi poteri per la nostra superiorità fisica o intellettuale, possiamo legittimamente usarli solo al servizio di un giusto esercizio dell’autorità.

Come insegnare l’obbedienza ad un bambino? 

Non esiste una ricetta magica, ma la riflessione e soprattutto l’esperienza di molti genitori, ci permettono di individuare alcuni principi generali. È importante innanzitutto limitare il numero di ordini e di divieti. Non possiamo pretendere tutto subito: è meglio emettere poche esigenze ma con fermezza, piuttosto che una decina sulle quali finiremo per cedere perché troppo numerose e non abbastanza precise. Bisogna anche saper adattare le esigenze alle capacità del bambino e questo presuppone una buona conoscenza di chi è, una reale attenzione a lui e una grande pazienza. A volte ci è difficile accettare i limiti dei nostri figli, vorremmo che fossero perfetti, ma solo Dio ci rende perfetti, ci chiama alla perfezione e per fare questo non ci mette fretta. Ci chiede di fare un passo dopo l’altro, senza irritarsi per la nostra lentezza o i nostri passi indietro. Dio Padre non perde mai fiducia in noi e ci insegna la pazienza e la serenità, non la spensieratezza superficiale che ci farebbe ignorare i nostri limiti e i difetti dei nostri figli, ma la pace che nasce dalla certezza che siamo degli strumenti nelle mani di un padre molto più lungimirante e amorevole di noi.

Quando un ordine è stato dato, bisogna rimanere fermi ed esigere obbedienza. Se il bambino sa che i suoi genitori non cedono mai, alla fine obbedirà. Se invece è sicuro di raggiungere i suoi obiettivi a furia di ire o di resistenze, farà di tutto per ottenere ciò che vuole. Ecco perché è importante non dare ordini a sproposito. Bisogna riflettere prima di darne, e non dopo. Un altro punto importante: non contraddire un ordine dato dall’altro genitore, anche se vi pare discutibile. Il bambino ha un profondo bisogno di coerenza ed è essenziale che non si ritrovi tra le divisioni dei genitori. Tra coniugi si possono avere delle serie discussioni a proposito dell’educazione dei bambini, ma mai davanti ai diretti interessati.

Mostrare l’esempio obbedendo a nostra volta

Diversi mezzi possono essere utilizzati per obbligare un bambino ad obbedire, ma ce n’è uno che non è mai legittimo: mentire. Il suo effetto principale è quello di distruggere la fiducia del bambino che prima o poi si accorgerà dell’inganno. Inoltre far obbedire presuppone che noi stessi sappiamo obbedire ed essere dipendenti da Dio (non come gli schiavi ma come dei figli) e che cerchiamo la sua volontà affinché si compia in noi. Non è necessario cercare molto lontano: Dio ci chiama ad ogni istante, attraverso i più piccoli avvenimenti della nostra vita quotidiana. Ci invita all’obbedienza che è la condizione della nostra libertà e della nostra gioia.

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