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3 parole da ricordare se volete la felicità duratura nel vostro matrimonio

DANCING
Shutterstock
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Queste semplici idee possono trasformare un rapporto

di Christine Ponsard

“Ogni volta le coppie vengono da me”, mi ha detto una volta un sacerdote, “le lascio con tre paroline: parlare, perdonare, pregare”.

Queste tre parole sono fondamentalmente un programma della vita coniugale. Offrono punti di riferimento per aiutare una coppia ad andare avanti, a mettersi in discussione e a fare il punto della situazione: a che punto siamo nella nostra comunicazione come coppia? C’è ancora qualcosa per cui devo chiedere perdono? La preghiera è al centro della nostra vita?

Parlare

Sappiamo tutti che a volte parliamo senza dire molto, e che la comunicazione in una coppia non è proporzionale al numero di parole scambiate. Prendete il caso estremo di alcune coppie in cui per malattia o incidente uno dei due non può parlare e tuttavia la comunicazione è profonda.

Perché il fatto di parlare promuova l’amore bisogna iniziare ascoltandosi a vicenda. Molte coppie si lamentano della mancanza di dialogo, mentre poche si lamentano della mancanza di ascolto. È proprio l’assenza di ascolto, però, che cancella il dialogo: non dovete quasi aprir bocca prima che l’altro, sapendo cosa sta per ascoltare, assuma uno sguardo addolorato ancor prima che arriviate alla fine della frase. E allora cercate un altro argomento, e poi un altro, finché non ce ne sono più. Cadete nell’anonimato e in un silenzio di piombo estraneo a un cuore che ascolta.

È riprendendosi il tempo di assaporare la presenza dell’altro che può arrivare alle labbra una parola d’amore, seguita da uno scambio su un argomento che, anche se magari difficile, è comunque benvenuto quando l’amore è a un livello basso. Si può riscoprire la condivisione autentica. Ci vuole tempo per parlarsi. Si deve sapere come “sprecare tempo” parlando di questo o quello, e prendersi il tempo per essere davvero lì l’uno per l’altro. Tra coniugi, non si prende un appuntamento per parlare delle cose più importanti. Accade spontaneamente, mentre si parla, perché ci si è presi il tempo per allenare un orecchio che ascolta davvero.

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