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Mio marito guarda i siti porno: che cosa devo fare? 

PORNOGRAPHY
Patryk Kosmider - Shutterstock
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Attenzione! La tua reazione può avere un grande impatto sulla vostra relazione di coppia. Quindi, prima di condannare subito tuo marito, cerca di capire cosa si nasconde dietro alla sua dipendenza

di padre Denis Sonet

Si potrebbe pensare a questa spiegazione: la vita sessuale del marito non lo soddisfa più e cerca quindi via internet di colmare questo vuoto. Questo sfogo virtuale ha addirittura ai suoi occhi il “merito” di distoglierlo dall’andare a cercare altrove. Parlare di ricerca estetica, invece, è più difficile da sostenere come argomento. Se la rappresentazione del nudo femminile può dare origine a dei veri e propri capolavori, i “primi piani” pornografici possono difficilmente essere considerati come dell’arte.

La spiegazione va ricercata piuttosto nel fatto che in ogni essere umano (anche nella donna) esiste una difficoltà a controllare l’istinto sessuale, a causa del peccato originale. Si aggiunge una componente voyeuristica che in certe persone può svilupparsi eccessivamente. I “commercianti del sesso” non mancano di fomentare questo impulso promettendo ai curiosi di “mostrare tutto”. Va notato che le donne sembrano essere in grado di controllare questo impulso più facilmente: guardano meno spesso i film a luci rosse e generalmente si lasciano sconvolgere di più da uno sguardo, da una parola e dalle carezze della persona amata, piuttosto che dalla contemplazione del nudo. Normalmente, nella vita sessuale di una coppia sana, questo desiderio di “vedere” si sublima nell’atto d’amore, e diventa contemplazione, meraviglia. C’è un erotismo coniugale sano, una voluttà casta, che possiamo ritrovare nel Cantico dei Cantici. Tuttavia è possibile che ci siano delle regressioni momentanee verso comportamenti adolescenziali. Questi sono probabilmente più frequenti e violenti nelle persone la cui sessualità è stata maldestramente repressa da un’educazione puritana.

Che cosa si può dire? Che cosa si può fare a riguardo? 

Non ha senso drammatizzare eccessivamente questi comportamenti che, se vengono troppo colpevolizzati, possono diventare ossessivi. Ma non dobbiamo nemmeno sottovalutare il senso di colpa del marito né la ferita della moglie che scopre questo fatto. Si sente tradita, sporcata. Una discussione franca, un ascolto comprensivo e una richiesta di perdono sincera possono aiutare a ritrovare la serenità.

Se la consultazione di siti pornografici è solo accidentale, “di passaggio”, l’uomo può guarire, se si rende conto che si tratta di un comportamento che danneggia la dignità della persona umana, a partire dalla propria, perché viene ridotta solamente alla sua dimensione genitale e se comprende che non c’è niente di più monotono della pornografia. Ma questo pensiero sensato potrebbe non bastare. Il ricorso alla pornografia può esser diventato una droga che ha creato una dipendenza. Si tratta di una droga che non si cura da sola, ma con l’aiuto di persone comprensive, la preghiera, la forza del sacramento della confessione e con una terapia quando la dipendenza sembra essersi radicata troppo.

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