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Chi comanda nella vostra coppia? 

Couple - Arm Wresling
© stockfour
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Quando in una coppia, si sente l’uomo dire: “Qui comando io!”, significa probabilmente che la moglie sta cercando di prendere le redini della storia. Allora, chi ha veramente il potere nella vostra relazione? 

di padre Denis Sonet

Tuttavia fate attenzione poiché nella vita di coppia o in famiglia, chi ha il vero potere non è sempre colui che pensiamo. Esiste infatti il potere ufficiale e il potere ufficioso (quello vero). In passato, l’uomo aveva il potere ufficiale. Era designato come il capo della famiglia. Ma spesso il potere ufficioso apparteneva alla moglie che abilmente e finemente raggiungeva i suoi obiettivi, lasciando al marito l’onore di credere che fosse lui a prendere le decisioni importanti. Anche oggi, alcune donne agiscono così. Tuttavia esiste anche un altro caso: quando questo potere ufficioso cade tra le mani dei bambini che impongono ai loro genitori “comprensivi” le loro scelte e le loro opinioni.

L’arte di decidere insieme 

Sia a livello coniugale, che a livello nazionale o internazionale è necessario decidere chi prende le decisioni e quindi chi ha il “potere”. A livello nazionale, vediamo chiaramente i diversi poteri in conflitto: quello di coloro che governano, quello dei media, dei sindacati, delle banche, dell’opinione pubblica, ecc.
A livello coniugale, c’è spesso una lotta di potere, più o meno nascosta, un braccio di ferro tra due personalità che non vogliono essere sopraffatte. Gli inizi della vita matrimoniale sono spesso difficili proprio per questo motivo, perché ciascuno dei due coniugi deve abituarsi al nuovo stato, vuole delimitare il proprio territorio e non vuole lasciarsi fare dall’altro. Alcuni coniugi hanno a volte l’arte sottile di tenere l’altro sotto controllo. Conosciamo la forza prodigiosa di alcune donne che sanno al momento opportuno versare una lacrima colpevolizzante o fare un dolce ricatto per ottenere ciò che desiderano. Ad esempio quando dicono: “Se mi amassi, faresti ciò che ti chiedo….”. Tuttavia conosciamo anche la prodigiosa inerzia di alcuni mariti, ermeticamente chiusi agli inviti delle loro mogli ad una maggiore tenerezza, responsabilità in famiglia e spiritualità!

Come superare queste lotte (sorde), se non diventandone prima di tutto consapevoli. Attraverso il dialogo e senza giudicare, i coniugi possono cercare infatti di identificare i diversi campi dove uno ha potere e dove l’altro non si sente ascoltato o addirittura dove si sente annientato. Succede spesso che, nelle coppie in crisi, dopo anni di convivenza, uno dei coniugi rimproveri l’altro per non averlo lasciato esistere… Inseguito è importante che ciascuno dei due coniugi rinunci alla fusione che andrebbe sicuramente a scapito di uno dei due: amarsi a vicenda significa fare una cosa sola, pur restando due persone distinte… Inoltre è importante rinunciare alla tentazione d’onnipotenza: questo sentimento che approfitta delle disposizioni amorose dell’altro per comandarlo meglio. Ad esempio, all’inizio della vita di coppia, un uomo è capace di acconsentire ai mille capricci della sua amata, ma se lei abusa del suo incredibile potere per comandarlo, l’uomo finisce per stufarsi.

Si comanda all’altro solo obbedendogli

“L’amore disarmato è di gran lunga l’arma più potente del mondo” disse Martin Luther King. Un altro proverbio egiziano dice che “la donna è doppiamente attaccata se la catena è amabile” (ed un comico aggiunge: “soprattutto se gli anelli della catena sono fatti di pietre preziose”). Rinunciando da una parte al maschilismo e dall’altra al femminismo, la coppia lascerà l’amore arbitrare le differenze di visione. Ciascuno dei due coniugi ha il diritto di esprimere i propri desideri, ma deve evitare di dare ordini, lasciando all’amore dell’altro di trovare un compromesso, senza fare ricatti. È importante inoltre che ogni membro della famiglia, bambini compresi, abbia i propri momenti di libertà per potersi realizzare, costruire, per poi venire a condividere con gli altri la propria esperienza.

Infine è importante imitare il modo di fare di Dio nel suo rapporto con gli uomini. Infatti Colui che è l’Onnipotente ha stabilito con gli uomini un rapporto di Alleanza e non di dominante/dominato. Suo Figlio è venuto sulla terra e incarnandosi si è posto sullo stesso piano degli uomini. “Abbiate in voi, gli stessi sentimenti di Cristo Gesù: egli, pur essendo nella condizione di Dio, non ritenne un privilegio l’essere come Dio, ma svuotò se stesso assumendo una condizione di servo, diventando simile agli uomini. Dall’aspetto riconosciuto come uomo umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e a una morte di croce.” (Filippesi 2, 5-8). Imitiamo questa folle umiltà divina nelle nostre famiglie, rimanendo attenti ai bisogni e ai desideri altrui, per cercare le migliori soluzioni e poter soddisfare le aspettative reciproche e il bene comune della famiglia.

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