
Figlia mia, ti ho protetta quando eri in pancia ma sei tu che hai salvato noi!
Una bella storia di vita e di rinascita; perché, pur nella fatica e nelle difficoltà, quando si accoglie la vita anche la nostra viene rigenerata.


Una bella storia di vita e di rinascita; perché, pur nella fatica e nelle difficoltà, quando si accoglie la vita anche la nostra viene rigenerata.

Il rapporto dell’OMS Preventing Unsafe Abortion ci mostra dei dati preoccupanti, pur sempre celati sotto la maschera del best interest. Scopo dell’articolo è quello di analizzarne alcuni punti salienti e riflettere sulla realtà di alcuni termini propri del linguaggio della cultura abortista.

Il senso della parola aborto è e resta la soppressione di un essere umano: un male non può in nessun caso diventare un bene.

Serve un salto di qualità nella battaglia a difesa della vita nascente. Non i compromessi, non le timide negoziazioni, non scaramucce di retroguardia.

La difesa della vita nascente è un terreno di scontro cruciale per l'uomo e per l'ordine naturale: il nostro equipaggiamento deve essere fatto di solida formazione bioetica e rettitudine morale.

Ecco una sintesi da un articolo comparso su The Vision che mette in evidenza l'infondatezza scientifica della posizioni pro choice e ricorda le evidenze a sostengo dell'illiceità dell'aborto, che non è un fronte di battaglia confessionale, ma umano.

Riportiamo qui di seguito un’intervista alla dottoressa Katrina Furth che ha fatto parte degli Students for Life americani e ha ottenuto un dottorato in neuro scienze all’Università di Boston. È attualmente professoressa nell’Università Marymount in Virginia e nell’Università Cattolica americana di Washington DC. Ha approfondito molto la tematica dello sviluppo cerebrale umano nelle fasi di sviluppo intra-uterine ed è convinta che se le persone sapessero di più in merito non esiterebbero a supportare politiche a favore della vita! Buona lettura!

Il 79% dei professionisti che sono stati contattati per il sondaggio hanno risposto, e di questi il 100% ha risposto di accettare l’aborto tardivo in caso di malattia letale per il feto, ed il 95% in caso di gravi patologie del feto. Per quasi il venti per cento è accettabile anche solo per problemi psicologici della madre.

Purtroppo pare che l'obiettivo di favorire l'accesso all'aborto chimico stia sortendo gli effetti desiderati. Aumenta la cosiddetta contraccezione d'emergenza e il ricorso all'orribile aborto ad età gestazionale avanzata, giustificato come "terapeutico".

Ancora di più ora è necessario un messaggio di speranza a favore della vita. E come spesso è già accaduto J.R.R. Tolkien ci viene in soccorso con i suoi personaggi, con i pesi e i doni che essi portano. Se non avete letto Il Signore degli Anelli, forse avrete visto il film. Figuratevi allora il momento in cui Galadriel dona al Portatore dell'anello la Fiala e soprattutto quando Sam trova la forza di battersi contro un orrendo mostro.

Una riflessione filosofica sulla creatura umana, dall'inizio della sua vita e per tutta la sua durata.

Il dolore e l'indignazione per la morte di un pachiderma e del cucciolo che aveva in gestazione sono doverosi e sono tratti propriamente umani! Come mai non riusciamo più a riconoscere la dignità dell'uomo, il suo valore e la gravità della pratica dell'aborto in tutto il mondo?

Infondatezza della tesi, spesso indimostrata, per cui un maschio non avrebbe diritto di esprimersi sul tema dell'aborto. Anzi, può farlo ma solo se è favorevole! Incongruenze dell'età del dialogo e del rispetto della diversità.

Proposero a Cheryl di abortire molte volte, fino alla trentottesima settimana. Quel figlio sembrava una maledizione agli occhi dei medici, invece lei conferma che quella vita "inutile" è felice e piena e che lo screening prenatale gratuito non è un diritto della donna, ma solo l'ultima frontiera dell'aborto indiscriminato.

Una intensa testimonianza di verità e amore per la vita, quella dei figli veri, così come ci sono donati. Nel dolore e nella fatica spesso insostenibile, in questa famiglia ha sempre prevalso l'amore per Moreno, reso disabile da gravissime sofferenze da parto. Come società, invece, è urgente che ci facciamo una domanda: perché abbandonare queste famiglie? Perché aggiungere peso a peso? Non sappiamo più quale ricchezza ci stiamo perdendo...

Ecco la pro-life generation americana. Parla una giovane studentessa della St. Louis University in Missouri: non esiste un “aborto sicuro”, non solo perché un essere umano in fase di sviluppo viene ucciso, ma anche perché la madre è lasciata sola con le ripercussioni di un grande trauma.

Riportiamo qui di seguito una bellissima testimonianza che mostra come l’eugenetica insita nella pratica abortiva priva tantissime persone di una vita bellissima che può costituire un dono per sé e per gli altri!

Intervista di Universitari per la Vita a Rebecca Kiessling, nota attivista pro-life americana, concepita da uno stupro e fondatrice dell’associazione SaveThe1.

La testimonianza dell'azione culturale prolife portata avanti da un piccolo gruppo molto affiatato. La qualità degli eventi proposti, dei dati scientifici riportati, delle testimonianze anche toccanti a favore della vita nascente raccontano di un'azione intelligente, pacata e tenace.

Gli Universitari per la Vita hanno contattato il senatore Ortt, uno di coloro che hanno votato contro il Reproductive Health Act. In calce anche il link alla versione originale in inglese.