
Mi insegni le parole dell’Ave Maria?
Siamo in missione, qui a un passo da casa dove un tempo il cristianesimo si respirava in ogni casa e oggi molti non conoscono più le parole delle preghiere più care.


Siamo in missione, qui a un passo da casa dove un tempo il cristianesimo si respirava in ogni casa e oggi molti non conoscono più le parole delle preghiere più care.

Darsi al cucito e non riuscire a fare una cucitura dritta. E capire che Dio ci ama così come siamo, perché senza le nostre storture non ci sarebbe stato bisogno di mandare suo Figlio.

I giovani chiedono e implorano fino alle lacrime uno sguardo che li veda come perle preziose e solo Cristo è capace di farlo con ciascuno di noi.

In una parrocchia del Kenya una donna, dopo aver preso il pacco di aiuti che le spettava, ha dato ciò che aveva in tasca per aiutare anche lei altri in difficoltà.

L'abito è proprio una testimonianza: due suore aiutano a fare i compiti in una scuola e agli studenti nascono domande su destino, inferno, vocazione.

Una proposta per i giovani: 5 giorni in bicicletta fino al santuario della Madonna di Rocamadour in compagnia del rosario e della domanda "Cosa desideri per te?"

Dallo stupore dei bambini impariamo l'attesa con cui vanno incontro alla realtà, pronti a cogliere qualcosa di gratuito e non riducibile agli schemi umani.

Proprio l'isolamento ha rinnovato il bisogno di custodire tutto ciò che risolleva l’anima alla bellezza e alla verità.

Così ha risposto una ragazza che insieme a un gruppo di liceali ha trascorso una settimana in convento. Nel silenzio, nella preghiera e nel lavoro ognuna si è scoperta unica e irripetibile.

Vivere la comunione non è essere tutti uguali dentro uno schema che si ripete: è sapere che c'è un tempo diverso per ciascuno in cui sbocciare e della cui fioritura godono tutti.

Lavorando la terra si conosce anche la propria anima: ci sono radici di male che non possono essere tolte, ma già salvate da Dio. Grazie a questi “nemici” siamo costretti a mendicare costantemente l'aiuto di nostro Padre.

Durante il lockdown, abbiamo continuato il rapporto di fiducia e amore filiale alla Madonna attraverso la preghiera del rosario, recitata tutti i giorni alle 18. Di fronte a Maria poniamo tutte le nostre domande, tutti i malati, tutti i defunti e le loro famiglie, tutti i progetti per il futuro, certi che anche oggi lei continua a porgerci suo Figlio e che Lui non si ritrae ma ci accoglie nel suo abbraccio.

L'esperienza di un gruppo di ragazzi accolti ogni giorno nella casa della Fraternità San Carlo a Torino: un luogo per scoprire il valore grande della propria vita.

Dalla missione in USA, uno scampolo colorato della vita della comunità in quarantena: la grande importanza di festeggiare non è venuta meno, anzi! Via libera ad esibizioni, video, canti, sorprese. La conferma che non siamo fatti per restare soli e che la vita è bella e va festeggiata.

Nel quartiere della Magliana un gruppo di suore apre ogni mattina il cancello della propria casa: le stanze si riempiono di signore che cuciono e ragazzi che studiano. Ciascuno è segno della Provvidenza presente.

Un'immagine della Madonna di Fatima viene portata da due suore in casa di alcune famiglie ed ecco cosa accade: anche chi ha messo piede solo una volta in chiesa, ne ha una nostalgia incancellabile e vuole ritrovare quell'abbraccio.

Una missionaria alle prese coi bambini dell'asilo ricorda a tutti che fin da piccoli Dio semina nel cuore di ciascuno un progetto, una chiamata, che nel tempo dà frutto.

Come questa bimba che ancora non sa leggere bene, anche noi fraintendiamo i segni di Dio dentro la nostra storia e rispondiamo in modo traballante. Allora Lui sorride, e ci manda un aiuto.

... se a chiederselo è una bambina, forse anche noi adulti possiamo ascoltare dove conduce il suo stupore.

Quando l'insegnante ha mostrato le foto delle sue amiche con la sindrome di Down la lezione su Jerome Lejeune si è trasformata in una mostra per sostenere un progetto di ricerca.