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4 pratiche di magia e di occultismo da cui tenersi lontani

skull on table with candles

Pixel-Shot / Shutterstock

Gelsomino Del Guercio - pubblicato il 21/02/23

Attenti ai riti magici che riprendono pratiche cristiane come il digiuno. E siate prudenti con yoga kundalini, mantra, pranoterapia:

Occultismo, magia, poteri esoterici da cui stare alla larga: ogni forma religiosa, cioè ogni connessione con il divino – religio in latino significa appunto legame, collegamento, connessione –, ha da sempre la propria espressione rituale.

Alcune forme “mascherate” di religione hanno dei rituali che prendono spunto da quelli cristiani. E li “manipolano”. Nel libro “Alle radici del male” (Edizioni Sugarco) di Alberto d’Auria e Silvio Zonin se ne riportano alcune che sono in voga già da tempo. 

I riti magici

La ritualità magica comporta due operazioni connesse indicate come «solve» e «coagula». Prima bisogna «sciogliere» le scorie del pensiero, purificarsi dalle incrostazioni interiori in modo da poter accendere il fuoco interiore, uno stato superiore di coscienza. «Coagula» vuol dire saper creare plasticamente, usando la forza del pensiero, dell’immaginazione e della volontà, mettendo in campo le forze vive che avrebbero una esistenza autonoma.

Si comincia col digiuno. Non vi è nessun riferimento né a Dio, né alla preghiera; è assolutamente autoreferenziale, serve per eliminare le tossine fisiche e mentali attraverso l’introspezione, la rinuncia, il distacco da se stessi e dalle proprie passioni. 

Danni dello spiritismo

“La Messa dello Spirito Santo”

Peccato che questa «purificazione interiore» consista nel raggiungere la imperturbabilità e non la comunione con Dio. Dopo qualche giorno, si celebra una «Messa dello Spirito Santo», sempre con la stessa intenzionalità autoreferenziale, non certo per vivere nella fede il Mistero pasquale di Cristo e lodare Dio! In questo modo si raggiunge uno stato psicofisico di leggerezza, lucidità, padronanza di sé, che viene chiamato «corpo fluidico». Quindi niente sesso (altre scuole, invece, lo prescrivono, ma a fini magici), rigorosa dieta vegetariana, esercizi di meditazione e concentrazione, accompagnati da profumi adatti, calma e padronanza di sé, distacco dalle proprie emozioni, in modo da acquisire la capacità di percepire anche le increspature dell’anima (il cosiddetto «orecchio del cuore»).

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Il “furore mistico” dell’occultismo 

Nell’occultismo, i poteri sono dati direttamente dagli spiriti e dai demoni che vengono evocati dall’operatore attraverso simboli rituali (pentacoli, cerchi magici eccetera) e invocazioni vere e proprie. Questi riti, secondo gli esperti in materia, non sarebbero la profanazione della ritualità ebraica o cristiana, ma risalirebbero ai primordi della religiosità umana e servirebbero per elevare al massimo grado il «furore mistico» dell’evocatore, in modo che la forza raccolta in lui erompa come un flusso inarrestabile, giungendo alla mèta desiderata.

La pratica dello Yoga kundalini

Yoga significa unione, legame, aggiogamento. È un insieme di pratiche ascetiche e meditative per raggiungere la salvezza spirituale; in realtà è una disciplina esoterica per acquisire conoscenze e poteri superiori, adeguati alla nostra natura di «esseri divini». La kundalini è la «madre di tutte le trasformazioni» e attiva i chakra; come abbiamo visto, deve essere risvegliata, risalire e arrivare alla testa, dove si congiunge con Shiva, ipostasi dell’Assoluto divino. In questo modo si ha la salvezza!

Sessualità e vitalità 

Approfondendo la cosa, scopriamo che questa energia divina che ha sede nel perineo non è altro che l’energia sessuale, erotica e vitale, elevata a «mistica». Sesso, sangue e soffio sono le tre energie «divine» presenti nell’uomo. E infatti senza sessualità non vi è trasmissione di vita e la sessualità coincide con la vitalità; senza sangue si muore e senza soffio si soffoca. O io vivo queste dimensioni in dipendenza da Dio o le vivo come se fossi dio, senza nessun controllo. Le pratiche rituali, compresa la penetrazione sessuale, e la ripetizione dei mantra, costituiscono lo schema per accreditarsi i poteri divini connessi.

La pratica del mantra

Tra magia e occultismo, il mantra ripetuto è un vero e proprio atto liturgico, un atto di culto. Non lo impari da te, ma lo ricevi da un guru autorizzato, è lui che te lo insegna e consegna. Il guru te lo trasmette con una vera e propria «consacrazione», come si consacra una icona, una immagine sacra. Il mantra, pertanto, è una parola sacra, è veicolo o strumento simbolico del pensiero, è icona fonica, la forma sonora di una divinità; è una formula sacra indirizzata a un deva, cioè ad una entità incorporea, uno spirito: meglio un demone.

Il “rosario” aksamala 

Lo si recita con una specie di rosario (aksamalà), è associato alla respirazione, che viene controllata, in modo da assorbire non solo l’ossigeno, ma anche l’energia cosmica divina, cioè il prana, ed è accompagnato dai mudra, gesti rituali precisi, fatti con le mani. Mentre lo si recita, si visualizza interiormente la risalita del mantra stesso lungo il corpo. In questo modo la kundalini risale fino al proprio cuore. Attraverso la penetrazione sessuale, l’energia divina che è in te raggiunge il top, e tu «diventi dio», conoscitore del bene e del male. 

La pranoterapia 

«Prana», dal sanscrito, significa vita e di conseguenza re- spiro, spirito. Gli esseri viventi ottengono prana, cioè vita, mediante la respirazione che veicola sia l’ossigeno sia l’energia cosmica vitale. E questo perché il dio cosmico coincide con l’energia cosmica divina (sakti), da cui deriva tutta la realtà per emanazione. Attraverso la respirazione controllata si fa entrare prana nel proprio organismo, regolarizzando eventuali squilibri e disfunzioni tra corpo e psiche e così si ristabilisce la salute nella sua interezza, in un’ottica olistica. Per ricevere il prana necessario al mantenimento di un sano equilibrio bisogna anche seguire una dieta particolare e assumere alimenti ricchi di «alte vibrazioni».

Un medium

Siamo in pieno panteismo: il prana è il soffio vitale e l’energia cosmica, e l’essere umano è immerso nella realtà divina di cui è emanazione. Il pranoterapeuta è in grado di usare queste forze energetiche per il benessere e la guarigione delle persone anche a distanza. Per potenziare l’azione terapeutica è consigliabile che i destinatari abbiano addosso un dischetto metallico di 7 cm di diametro, in argento e oro. È un amuleto vero e proprio. Tutto funziona in modo automatico e garantito: «Soddisfatti o rimborsati».

Tutti questi elementi confermano una ritualità magica perfettamente conforme alle regole e il pranoterapeuta è un medium vero e proprio.

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