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Cinque consigli per porre fine a una relazione nel modo migliore

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Shutterstock / O_Lypa

Mar Dorrio - pubblicato il 20/02/23

Suggerimenti di una instagramer su come gestire la fine di un rapporto sentimentale senza far male né a se stessi né all'altro


Si sente tanto parlare di rotture di rapporti sentimentali, e quelle che riguardano personaggi famosi, come Shakira e Gerard Piqué, occupano i servizi televisivi e le pagine della cronaca rosa, ma si parla poco o niente di come fare le cose nel modo giusto.

Come mettere fine a una relazione sentimentale senza far male né a se stessi né all’altro? Ecco cinque elementi di cui tener conto nelle situazioni di questo tipo.

Primo, l’intimità. Un comunicato discreto è più che sufficiente per annunciare la fine di una relazione, e nel caso di persone normali come voi e io, un “Abbiamo deciso di interrompere” basta e avanza. Non bisogna di dare altre spiegazioni.

Secondo, controllo. Non c’è nulla di più elegante che lasciare bene l’altro, anche se ci ha feriti. È il modo migliore per far cicatrizzare correttamente la ferita. Inveire contro di lui/lei ci riempirà solo di cortisolo, e se abbiamo condiviso un periodo della vita con quella persona qualcosa di buono dovrà averlo. Una grande opzione è il silenzio. Se non possiamo lodare, tacciamo. Non ci pentiremo di averlo fatto.

Terzo, un detto popolare diceva “I cavalieri non hanno memoria”, per intendere che i cavalieri non si vantavano delle proprie conquiste, non svelavano antiche relazioni e salvaguardavano le informazioni del passato. Noi donne dovremmo fare lo stesso: essere discrete, riservate, tacere… Qualsiasi altro atteggiamento significherebbe riprodurre il maschilismo che tanto critichiamo.

Su questa linea di discrezione e del diritto delle persone a rifarsi una vita, dobbiamo mostrare la stessa delicatezza anche sulle nostre reti sociali, eliminando qualsiasi foto o commento che lasci intravedere un’antica intimità.

Quarto, restituire regali, fotografie o lettere. Sono dettagli e parole che ci sono stati regalati in un certo momento, in quel contesto di intimità, potendo essere male interpretati se cadessero in mano di terze persone estranee alle circostanze originarie. Quelle lettere avevano senso in un contesto che ora non c’è più. È quello che ho imparato con una rottura: il mio ex fidanzato, con un’eleganza e una delicatezza infinite, mi ha consegnato una scatola con tutti gli oggetti relativi al nostro fidanzamento; io li avevo bruciati… Avrei voluto morire, ma significa comunque imparare dagli errori, e magari qualcuno potrà imparare dal mio. Una scatola con le tracce del passato e gli auspici di un meraviglioso futuro.

Quinto, per gli “ex” si prega. Perché? Perché se abbiamo fatto loro del male li aiuteremo a superare quel momento. Le nostre preghiere li aiuteranno a mitigare il dolore. Se è il contrario, li aiuteremo a far sì che lo Spirito Santo li consigli meglio in futuro. Se invece la relazione è finita perché si era ormai logorata, chiudiamo la porta affidandoli con tutto l’affetto del mondo.

Un altro motivo importante per pregare per gli “ex” è mettere a tacere qualsiasi tentazione di provare nostalgia per il passato. Con gli anni, infatti, accade come quando si guarda a uno specchietto retrovisore: tutto sembra armonioso, senza gli effetti che si possono apprezzare solo con il microscopio del presente. Pregare per loro ci aiuterà a collocarli al posto giusto, senza dedicare loro troppo tempo.

Eleganza, rispetto, discrezione, prudenza, delicatezza… Parole che non hanno riempito né le ore di trasmissione né le pagine di cronaca rosa di questa nostra società, ma sono del tutto necessarie per ricordare, insegnare ed educare su come mettere fine alle relazioni.

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