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Sacerdote sopravvissuto alla morte clinica: il passaggio all’eternità è bellissimo

Jesus Christ extending welcoming hand

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Dorota Mazur - pubblicato il 16/02/23

“Mentre mi avvicinavo alla porta della basilica, mi si sono piegate le gambe vedendo la foto del defunto”. Una forte esperienza sull'apostolato con i moribondi

È accaduto il 10 novembre 2016. Avevo bisogno di confessarmi, cosa che faccio ogni due settimane da vari anni perché dà molta pace al cuore e tanta gioia.

Il mio confessore abituale in quei giorni era in ritiro, e quindi mi aveva raccomandato di andare al santuario della Divina Misericordia, “perché ci sono sacerdoti di Dio che confessano senza fretta”.

E così ho fatto. Era una mattina di sole, ma la basilica era in un crepuscolo di preghiera. I sacerdoti ascoltavano le Confessioni da entrambi i lati. Istintivamente, sono andata a destra.

Nel confessionale si poteva vedere un sacerdote con gli occhiali, di mezza età, dal volto allegro.

Durante la Confessione, mi ha fatto capire quanto sia importante pregare per i moribondi.

Un certo punto, tra le righe, ha menzionato un’opera di preghiera per i moribondi che aveva creato.

Come penitenza mi ha dato una preghiera, un momento di adorazione o ricevere la Comunione per una persona della cui morte fossi venuta presto a conoscenza. Ovviamente mi ha detto di non preoccuparmi se ci fosse voluto del tempo.

La penitenza restituita al confessore

Dopo la Confessione, ho avuto un momento piuttosto intenso e difficoltà di accesso a Internet, e quindi non ho potuto conoscere meglio l’apostolato della preghiera per i moribondi che il sacerdote aveva menzionato nella Confessione.

Sono trascorsi 10 giorni e non avevo potuto fare la penitenza. Ho iniziato a preoccuparmi un po’ perché non mi piace rimandarle.

Ho pensato che magari potevo andare a Łagiewniki per incontrare quel sacerdote e unirmi in qualche modo alla sua opera.

Ho cercato di chiedere a qualcuno per conoscere il suo nome e riuscire a comunicare in qualche modo con lui.

Ho guidato fino al parcheggio della Casa del Pellegrino, e ho deciso di dirigermi verso la cappella dell’Adorazione Perpetua per un momento di preghiera.

Mentre cammminavo, ho visto un corteo funebre che si avvicinava al santuario. In qualche modo, pur essendo uno spettacolo triste perché una persona era morta, mi sono rallegrata per il fatto di poter realizzare la penitenza che mi era stata assegnata.

Era quasi mezzogiorno, e ho pensato che la Messa delle 12.00 sarebbe stata quindi probabilmente una Messa funebre, e quindi avrei fatto la Comunione per quel defunto in particolare.

Mentre mi avvicinavo alla porta della basilica è accaduto qualcosa di incredibile. Mi si sono piegate le gambe vedendo la foto del defunto: era il sacerdote con cui mi ero confessata!

La penitenza data durante la Confessione è tornata a lui. Nessuno aveva programmato gli eventi, e non riesco ancora a dimenticarlo.

Il bene che abbiamo fatto ci ritorna! Non sappiamo mai se una richiesta per pregare per qualcuno tornerà a noi.

Un’opera di preghiera per i moribondi

L’Apostolato di Soccorso dei Moribondi è stato fondato da padre Piotr Nikolai Marx e consta di cinque opere:

1 Santa Messa

Per tutti i moribondi ogni primo martedì del mese alle 18.00 nella basilica della Divina Misericordia di Cracovia.

2 “Opera penitenziale”

Consiste nell’offrire il digiuno e la Comunione in un giorno a scelta.

3 Adorazione del Santissimo Sacramento

Adorazione di 24 ore tutti i primi venerdì di un mese specifico nella Cappella dell’Adorazione.

4 Veglia perpetua al capezzale dei moribondi

Persone che restano accanto al letto dei moribondi recitando in particolare la coroncina della Divina Misericordia.

5 Una preghiera per i moribondi richiesta per telefono

Le persone care inviano un messaggio via SMS a un numero telefonico chiedendo preghiere, e si risponde con una preghiera per i moribondi.

La vita (s)ordinaria di padre Piotr

Il fondatore dell’opera di preghiera, padre Piotr Marx, veniva dalla Pomerania. Era sacerdote della diocesi di Pelplin, ed è stato ordinato sacerdote nel 1997. 

Negli ultimi anni della sua vita ha vissuto nell’arcidiocesi di Cracovia e ha servito come parroco e confessore nel Santuario della Divina Misericordia di Cracovia-Łagiewniki.

Negli ultimi vent’anni di vita, com’è stato sottolineato nell’omelia della sua Messa funebre, “sopravviveva a credito”, perché viveva con un cuore trapiantato.

Era pronto a morire e consapevole della possibilità di potersene andare in qualsiasi momento.

Gli è stato permesso di sperimentare la morte clinica, e per questo amava tanto i moribondi. Più di una volta ha voluto sottolineare che il momento della transizione all’eternità è bellissimo.

Padre Pedro è morto il 15 novembre 2016 a 47 anni. La sua opera continua a svilupparsi.

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