di padre Mauricio Montoya
Il 25 gennaio si celebra la festa della conversione di San Paolo, che non è stato sempre apostolo né cristiano, ma è passato dall'essere un ebreo che perseguitava i cristiani a diventare il proparagatore della fede cristiana tra i gentili.
Vi racconto la sua storia, e poi vi propongo alcune domande che potrebbero servirvi sia per la preghiera e la riflessione personale che per il dialogo nella catechesi e nella comunità.
Il suo incontro con il Signore
Gli Atti degli Apostoli, al capitolo 9, ci parlano di un ebreo chiamato Saulo, che perseguitava i seguaci di Cristo, preoccupato del fatto che il gruppo dei cristiani si stesse diffondendo.
Intraprese un viaggio a Damasco per compiere la missione di incarcerare tutti i cristiani che avesse incontrato in quel luogo. Mentre vi si recava incontrò il Signore, che aveva altri progetti per lui.
Alle porte di Damasco, una forte luce accecò Saulo gettandolo a terra. Sentì poi che gli veniva chiesto “Perché mi perseguiti?” Paolo rispose: “Chi sei, Signore?”, al che la voce gli rispose: “Io sono Gesù, che tu perseguiti. Àlzati, entra nella città e ti sarà detto ciò che devi fare”.
Dopo questo episodio, Saulo ha cambiato missione, smettendo di perseguitare per annuciare. Anania lo ha battezzato, e in quel momento ha iniziato a introdursi nella comunità cattolica della città e a predicare il Vangelo.
“Colui che prima ci perseguitava ora annuncia la buona notizia della fede”. Con questa frase sono state riassunte e si continuano a riassumere la conversione, la vita e l'opera di San Paolo.
Domande per la riflessione e il dialogo:
– Come stiamo incontrando il Signore nella nostra vita?
– Quale conversione ci propone il Signore?
– Siamo disposti a far sì che il Signore cambi i nostri progetti?
Iniziando ad essere cristiani
Dopo il suo incontro con il Signore, Paolo, accompagnato da Barnaba, inizia a predicare in Siria, nella Cilicia, a Damasco… tra l'opposizione degli ebrei.
Iniziano poi i suoi viaggi missionari, con la predicazione a Cipro, in Panfilia e in Pisidia (cfr. Atti 13-14).
Durante questo viaggio, è chiaro che Barnaba è il leader e Paolo è ancora il suo aiutante. Sia Barnaba che Paolo partecipano a quello che definiamo “Concilio di Gerusalemme”.
Domande per la riflessione e il dialogo:
– Come ci stiamo lasciando muovere dallo Spirito?
– Viviamo la vocazione battesimale di andare ad annunciare la Buona Novella al mondo?
L'apostolo San Paolo, il leader
Paolo inizia a viaggiare in Asia con Sila e Timoteo. Attraversano la Macedonia, dove fondano piccole comunità a Filippi e Tessalonica, poi scendono in Acaia. Per un breve periodo Paolo visita Atene, ma lì non ha molto successo con le sue predicazioni (Atti 17, 16-34).
Va poi a Corinto e in altri luoghi, con l'unico obiettivo di portare il Vangelo del Signore. La sua leadership si basa sull'annuncio del Signore, non sull'autorità sugli altri, e questo è ciò che fa sì che la sua testimonianza sia fondamentale per le prime comunità cristiane e per la diffusione del Vangelo.
Domanda per la riflessione e il dialogo:
– Com'è l'equilibrio tra la mia leadership e la mia testimonianza?
Testimonianza di San Paolo apostolo
Dopo la morte di San Paolo, la sua eredità continua nelle comunità cristiane, e i suoi compagni portano avanti la sua opera di predicare, ottenendo nuove conversioni e facendo crescere le comunità cristiane.
L'opera di Paolo arriva fino a noi grazie alla testimonianza che accompagnava la sua predicazione, e questa memoria viva nella Chiesa primitiva sarà un incentivo per il rafforzamento della Chiesa.
Domanda per la riflessione e il dialogo:
– Ci sforziamo ogni giorno di contribuire all'annuncio del Vangelo?