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Il regime iraniano condanna una coppia a 10 anni di carcere per aver ballato in pubblico

Flores e foto de Mahsa Amini durante protestos contra o regime do Irã em Bruxelas, Bélgica, 23 de setembro de 2022

Alexandros Michailidis | Shutterstock

Francisco Vêneto - pubblicato il 02/02/23

La teocrazia islamica ha ritenuto il video condiviso sulle reti sociali criminale

Il regime teocratico islamico dell’Iran ha condannato la coppia formata da Amir Mohammad Ahmadi, di 22 anni, e la fidanzata Astiyazh Haghighi, di 21, a 10 anni e 6 mesi di carcere per aver ballato in pubblico davanti alla Torre Azadi, uno dei principali monumenti storici di Teheran, la capitale del Paese. Durante la danza, lei non portava il velo islamico obbligatorio, cose che le autorità del regime ritengono offensiva nei confronti della religione musulmana.

Ironicamente, il nome della torre significa “libertà” in farsi, la lingua ufficiale dell’Iran, chiamato anticamente persiano.

La coppia di influencer, popolare su Instagram, era già in carcere da novembre, quando il video che registrava la loro danza stava arrivando a milioni di condivisioni sulle reti sociali, il che ha risvegliato la furia del regime.

La condanna di Amir e Astiyazh a dieci anni e mezzo di prigione è stata emessa il 31 gennaio. La motivazione? “Incoraggiare la corruzione e la prostituzione pubblica”, nonché il “crimine” di “riunione con l’intenzione di turbare la sicurezza nazionale”. Sì, il ballo per il regime ha avuto tutta questa gravità.

Il video della coppia era stato registrato e diffuso come parte delle proteste che hanno iniziato a diffondersi in Iran a settembre, quando la giovane curda Mahsa Amini, di 22 anni, è stata arrestata proprio perché non indossava il velo obbligatorio. Dopo tre giorni di detenzione, è morta in prigione.

Da allora, l’Iran reprime brutalmente le proteste della popolazione. Secondo le ONG di difesa dei diritti umani, la repressione avrebbe già provocato oltre 400 morti e 14.000 detenzioni. Più di una decina di reclusi è stata condannata a morte, e tre esecuzioni hanno già avuto luogo.

Ad Amir e Astiyazh è stato anche proibito di usare Internet e di lasciare il Paese, cosa che ovviamente non potrebbero fare essendo in prigione.

Secondo i familiari dei fidanzati, non hanno avuto neanche diritto a un avvocato durante il processo, e le loro richieste di pagare una cauzione sono state sommariamente respinte.

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