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“Mi è morta tra le braccia”. Una giovane madre ha unito in preghiera migliaia di persone

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Facebook Sergio Vega

Lucía Chamat - pubblicato il 26/01/23

A Paula Durán è stata diagnosticata una malattia durante la terza gravidanza. I familiari hanno pregato per la salute del bambino e per un visto per motivi umanitari per i genitori di lei, miracoli che sono stati concessi. Avevano chiesto anche la sua guarigione ma è morta, ma la fede si è manifestata sulle reti sociali

Sergio Vega e Paula Durán sono due giovani sposi colombiani che hanno deciso di emigrare negli Stati Uniti alla ricerca di nuove opportunità. Si sono lanciati nell’avventura insieme alle figlie di 9 e 4 anni e con alcuni familiari e amici.

Dopo aver attraversato a piedi la frontiera sono arrivati a Concord, nel nord della California, dove si sono stabiliti. Poche settimane dopo si sono accorti emozionati di aspettare il terzo figlio.

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In base a un articolo della rivista Semana, Sergio Vega ha dovuto abbandonare il suo Paese “dopo aver iniziato a ricevere minacce da parte di gruppi criminali della regione che non erano d’accordo con l’apporto a favore dei giovani e dei bambini che quest’uomo, insieme ad altri soci, stava offrendo attraverso un’organizzazione e lo sport”. Sergio è stato giocatore della Nazionale colombiana di calcetto.

Un tumore e un cesareo d’urgenza

A 34 settimane di gestazione, durante una visita e dopo vari malesseri, i medici hanno scoperto che Paula aveva un tumore di quattro centimetri nel cervello, e hanno deciso di realizzare un cesareo d’urgenza. Nonostante l’alto rischio rappresentato dal tumore, la preeclampia e l’infiammazione al pancreas che la affliggevano, il 28 novembre dello scorso anno è nato Juan José, il “campione della vita”, come lo chiama il papà.

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“Mia moglie lottava contro un cancro e mio figlio lottava per vivere… è rimasto per tre settimane in incubatrice… il mio buon Dio mi ha riempito di forza”, ha confessato Sergio in un’intervista all’emittente BluRadio, in cui ha ringraziato per la grande solidarietà manifestata dai Colombiani e dalle persone di tante nazionalità che gli hanno mostrato la propria vicinanza, tra cui l’attrice Lorena Meritano, che li ha accompagnati con messaggi di speranza: “Continuiamo a pregare per il miracolo dell’amore”.

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“La partita più importante della mia vita”

“Sto giocando la partita più importante della mia vita, il Direttore Tecnico è Dio e la forza motrice è rappresentata dai medici e dalle preghiere di tutti voi”, ha scritto in quei momenti sul suo account di Instagram.

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Due giorni dopo, Paula è stata operata per estrarre la massa dal cervello.

Il marito era ottimista, ma pochi giorni dopo la situazione si è complicata e le notizie non erano confortanti: la malattia si era estesa allo stomaco, e agli inizi di gennaio le hanno dato un mese di vita.

Il miracolo del visto per motivi umanitari

Le condizioni di salute della 27enne hanno iniziato a deteriorarsi, soprattutto per la perdita della vista e un dolore lancinante alla testa. Attraverso le reti sociali si chiedevano tanti miracoli: per la sua salute, perché Juan José continuasse a vivere e perché i genitori di Paula ottenessero un visto per motivi umanitari e potessero recarsi negli Stati Uniti.

Paula stessa ha inviato un messaggio video al Presidente Joe Biden, sostenuta dal Governo colombiano.

Quando Juan José si era ripreso, è arrivato il visto turistico per scopi umanitari per Éder Durán e Gloria Camargo, che sarebbero usciti dalla Colombia per la prima volta.

Dopo varie settimane in cui era stato negato loro il visto e avevano vissuto in una grande angoscia, il 19 gennaio si sono recati in California e hanno riabbracciato la figlia, che l’anno scorso aveva lasciato il suo Paese con tanti sogni e piena di speranza.

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Il giornalista Juan Diego Alvira, della rivista Semana, li ha accompagnati e ha registrato in video il viaggio di più di 20 ore. All’aeroporto, Gloria ha detto di essere sopraffatta dal dolore, ma che conosceva l’amore di Dio e la sua fede era salda.

“Ho chiesto a Dio di scambiare la mia vita con quella di mia figlia”

L’incontro con Paula, che già da qualche settimana era stata trasferita a casa, è stato molto toccante e difficile per i genitori. Gloria ha raccontato che la ragazza ha alzato gli occhi e ha chiesto se era arrivata la mamma. “Sono qui e non mi muoverò”, le ha risposto Gloria, e la figlia le ha stretto forte le mani.

Tra le lacrime, Gloria ha commentato:

“Continuo a credere che Dio sia meraviglioso e perfetto, e ha permesso che oggi io fossi qui. Ci ha aiutati e continuerà ad aiutarci”.

In mezzo alla sofferenza e alla speranza, Gloria ha chiesto a Dio “di scambiare la mia vita con quella di mia figlia”. Lo ha raccontato così a Noticias RCN:

“Le avrei dato i miei occhi, il mio cervello, il mio stomaco, tutto. A un certo punto sono crollata perché non è facile, una madre ama i suoi figli e sono caduta tante volte, ma Dio mi tiene in piedi e sono qui per lei”.

Questa vicenda ha commosso migliaia di persone, come il cantante Fonseca, che ha accettato l’invito di fare una serenata dal vivo a Paula il 21 gennaio, quando la coppia celebrava 40 mesi di matrimonio.

“So di aver dato il 101%”

Paula è morta martedì scorso. Nonostante il dolore per la sua perdita, essendo una moglie e una madre giovane, si è anche grati per l’unione nella preghiera di moltissime persone in Colombia, Stati Uniti e altri Paesi. L’esempio di richiesta di un “miracolo d’amore” resterà impresso nella memoria di chi ha visto questa famiglia lottare e pregare.

Sergio Vega ha spiegato che era lì quando Paula se n’è andata: “Mi è morta tra le braccia. Mi sento tranquillo perché ho dato il 101%”. Ha davvero rispettato il voto matrimoniale di stare vicino alla moglie nella salute e nella malattia, fino alla morte.

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