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San Valentino è una festa inflazionata? Ispirati ai Gallesi: festeggia santa Dwynwen!

santa Dwynwen

Public Domain

Lucia Graziano - pubblicato il 24/01/23

In Galles, per antica tradizione, la patrona degli innamorati è santa Dwynwen, una principessa vissuta nel V secolo. Oggigiorno, molte coppie gallesi si scambiano gli auguri proprio in occasione della festa della santa, il 25 gennaio, ritenendola una alternativa patriottica (e meno commerciale) rispetto alla ricorrenza del 14 febbraio.

Vi piace l’idea di festeggiare l’amore, ma San Valentino è una festa troppo inflazionata per i vostri gusti? Fra il serio e il faceto, oggi vi proponiamo una soluzione alternativa che sarà perfetta per sorprendere la vostra dolce metà: prendete ispirazione dai Gallesi e festeggiate l’amore nel giorno di santa Dwynwen. Che è il 25 gennaio, per chi se lo stesse domandando.

Dwynwen: una principessa che soffrì per amore

Secondo la leggenda medievale, edita negli Iolo Morganwg Manuscripts, Dwynwen era la figlia di san Brychain, monarca del V secolo che governò con saggezza su un piccolo regno del Galles meridionale. Come capitava all’epoca a molte principesse, Dwynwen fu promessa in sposa a un ragazzo che conosceva a malapena: un certo Maelon, un nobile che proveniva dal regno confinante. E proprio qui iniziarono i guai della fanciulla, perché – contrariamente a ogni ragionevole aspettativa – non appena i due giovani ebbero modo di conoscersi, scoccò il colpo di fulmine e fiorì tra loro un amore appassionato.

Il problema è che questo amore era fin troppo appassionato – almeno per quanto riguarda Maelon. Ragioni politiche avevano costretto le due famiglie a rimandare di qualche tempo la celebrazione del matrimonio; e se Dwynwen comprese, e con serena accettazione si rassegnò ad aspettare un altro po’ per coronare il suo sogno d’amore, Maelon iniziò a scalpitare d’impazienza. Di fronte a una attonita Dwynwen, cominciò a mostrare lati del carattere che aveva tenuto nascosti fino a quel momento e che, a voler usare un eufemismo, mettevano a disagio la giovane santa. Maelon diceva di non voler più aspettare: pretendeva di scappare via assieme a Dwynwen, di organizzare un matrimonio segreto; di mettere le famiglie di fronte a cosa fatta, incurante dei problemi che il loro gesto avrebbe potuto creare a tutti i sudditi dei loro regni. E come se questo comportamento discutibile non fosse stato di per sé sufficiente a far inarcare le sopracciglia, Dwynwen aveva la spiacevole impressione che tutta la fretta di Maelon fosse principalmente motivata dal desiderio di poter consumare il matrimonio: un sospetto che si trasformò in certezza il giorno in cui, accecato dal desiderio, il suo fidanzato cercò di prenderla con la forza.

Grazie al cielo, non ci riuscì. Quando una sconvolta Dwynwen si vide messa alle strette e davvero cominciò a temere che non sarebbe riuscita a difendersi da quell’aggressione, chiuse gli occhi e cominciò a pregare. Ed ecco: un angelo del cielo apparve alla destra della ragazza e trasformò Maelon in una statua di ghiaccio (“è lo stesso materiale di cui è fatto il suo cuore”, spiegò con amarezza). E poi, chiese alla giovane di riflettere attentamente sulle sue intenzioni future: era ancora intenzionata a sposare quel giovanotto? Dio non sarebbe rimasto sordo alle preghiere della giovane.

E così, santa Dwynwen agì per risparmiare agli altri le sue stesse sofferenze

Va da sé: subire un tentativo di violenza spinse Dwynwen a troncare bruscamente la sua relazione con Maelon, di cui aveva scoperto solo in quel momento difetti caratteriali francamente intollerabili. Turbata da ciò che aveva appena vissuto, e sconvolta dalla leggerezza con cui stava per unirsi in matrimonio a un uomo inadatto a lei, che a malapena conosceva, Dwynwen chiese a Dio la grazia di concederle un’esistenza serena, lontana da quelle passioni incontrollate che l’amore tende spesso a scatenare. E infatti, con lo scorrere del tempo, la giovane sentì nascere nel suo cuore il desiderio di prendere il velo. Fondò un monastero e lì finì i suoi giorni, pienamente appagata da quella vita religiosa: a conti fatti, Dwynwen si era resa conto che l’amore romantico e la vita di coppia non erano fatti per lei.

Ma la sua esperienza, ancorché traumatica, l’aveva arricchita, rendendola una confidente preziosa per tutte quelle coppie che soffrivano a causa di un cuore spezzato. E così – stando a quanto racconta la leggenda – Dwynwen trascorse tutta la sua vita a lenire il dolore di chi piangeva per un rifiuto, a consolare chi ancora non aveva trovato il suo partner, ad addolcire il cuore di quegli sposi che non ricordavano più l’affetto che li aveva uniti un tempo e, soprattutto, a illuminare quei giovani che, storditi dal sentimento, rischiavano di mettersi al fianco persone non adatte a loro. E naturalmente, non bastò la morte per interrompere questo dolce patronato: ormai assisa in cielo assieme a tutti i santi del Paradiso, ancor oggi Dwynwen continua a far scendere le sue benedizioni su chi la prega devotamente e con cuore sincero.

O così, almeno, assicurano i Gallesi, che provarono sempre una grande devozione nei confronti della loro amata santa. E infatti, nel corso del Medioevo, migliaia di viaggiatori presero la consuetudine di recarsi in pellegrinaggio presso l’isolotto di Ynys Llanddwyn, dove sorgeva il monastero edificato dalla donna. Erano molti i miracoli che venivano concessi a chi sostava con devozione sulla tomba della monaca, ma non v’era dubbio che Dwynwen avesse particolarmente a cuore quei fedeli che soffrivano a causa di problemi sentimentali: e infatti, erano soprattutto loro a cercare conforto e trovare ristoro nell’abbraccio affezionato della santa.

Festeggiare l’amore nel giorno di santa Dwynwen: un’alternativa patriottica al 14 febbraio, agli occhi dei Gallesi

Entro il XIV secolo, il ruolo di santa Dwynwen come patrona degli innamorati era noto in tutto il Galles. La tradizione sopravvisse lungo tutta l’età moderna ma declinò in era vittoriana, complice anche il degrado del monastero fondato dalla santa: ormai abbandonato dalla comunità religiosa che un tempo lo abitava, finì lentamente con trasformarsi in un rudere.

Ma, nel 1996, un autore gallese pubblicò una poesia che descriveva la storia della monaca e il suo ruolo come patrona degli innamorati: il testo ebbe grande successo, donando nuova popolarità a una vicenda ormai quasi dimenticata. E, nell’arco di pochi anni, parve evidente a tutti che Dwynwen aveva mostrato di poter essere “la santa giusta al momento di giusto”.

In breve tempo, la festa di santa Dwynwen prese a essere contrapposta alla festa di san Valentino: i Gallesi la consideravano una alternativa “patriottica” alle manifestazioni del 14 febbraio.

Sul finire degli anni Novanta, inseguendo la nuova moda, le industrie locali cominciarono a produrre biglietti d’auguri e piccoli gadget per innamorati che, invece di recitare “I love you”, esprimevano lo stesso concetto in lingua gallese: “Caru Ti”. E i consumatori risposero con entusiasmo, affezionandosi i festeggiamenti del 25 gennaio e cominciando a lodarne l’autenticità – per quanto, a onor del vero, non sia storicamente attestata la consuetudine di scambiarsi doni o biglietti d’auguri in occasione della festa. Se è vero che Dwynwen fu sempre legata agli innamorati, le modalità con la si festeggia oggi non sono anteriori agli anni ’90 del Novecento. Ma questo poco conta: divenuta ormai simbolo identitario di un popolo che è da sempre orgoglioso della sua cultura, santa Dwynwen è oggi un personaggio molto popolare, oltremanica.

Sarebbe probabilmente esagerato dire che in Galles la sua festa ha soppiantato quella di san Valentino, ma la consuetudine si sta certamente affermando: sotto l’egida del Welsh Language Board, che di buon grado sfrutta questa festa per divulgare un po’ di cultura locale, la ricorrenza del 25 gennaio ha ormai guadagnato una discreta popolarità.

Sta per (ri)nascere una nuova (vecchia) tradizione? Come sempre, sarà il tempo a darci la risposta.

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amoregallessanti e beati
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