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Esiste un modo etico di mangiare?

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OSV

Miriam Hidalgo

Theresa Civantos Barber - pubblicato il 21/01/23

Dopo ciò che si è visto in tutto il mondo, Miriam Hidalgo chiede un approccio più riflessivo al modo in cui ci nutriamo

Quando andiamo a fare la spesa e poi cuciniamo, in genere abbiamo in mente molte cose. Quali sono le offerte di oggi? Mangiamo questa insalata prima che si rovini? C’è qualche possibilità che i bambini provino i cavoletti di Bruxelles?

Forse, però, non pensiamo alla moralità di quello che stiamo comprando e mangiando.

La scrittrice e oratrice cattolica Miriam Hidalgo ci esorta a considerare l’aspetto etico del cibo che mettiamo nei nostri piatti.

La Hidalgo ha più di vent’anni di esperienza nel campo della catechesi, della pastorale giovanile e della pastorale ispanica a livello parrocchiale, diocesano e nazionale. Tra le altre funzioni, è stata Direttrice della Catechesi Ispanica e Direttrice del Ministero dei Giovani e dei Giovani Adulti dell’arcidiocesi di Hartford, ed è coautrice del libro The Joy of Adolescent Catechesis.

Attualmente, la Hidalgo è moglie e mamma a tempo pieno di due bambini, e continua a collaborare e a offrire laboratori a livello locale e in tutto il Paese per varie parrocchie cattoliche, diocesi, scuole e organizzazioni.

Ha condiviso la sua prospettiva, interessante e ben documentata, sulla moralità del cibo nella sua OSV Talk Faith and the Luxury of Food.

“Al di là del gusto e della soddisfazione, c’è una spiritualità relativa al cibo che mangiamo”, afferma. “Gesù lo sapeva. Per questo ci dona il Suo Corpo e il Suo Sangue nella Santa Eucaristia”.

Come sperimentiamo esattamente la spiritualità legata al cibo prima dei pasti? I cattolici recitano la preghiera familiare: “Benedici, Signore, questi tuoi doni…”

Spesso, però, il legame spirituale si ferma lì. “La nostra ignoranza sulla sofferenza, il danno e la corruzione dietro il nostri cibo fa sì che tutto sia quasi, oserei dire, ipocrita”, dice la Hidalgo.

Testimonianze di prima mano

L’esperta usa una combinazione di storie personali e dati concreti per presentare le sue argomentazioni. Due storie in particolare hanno cambiato il suo modo di pensare al cibo.

Il primo ha avuto luogo nella selva tropicale del Guatemala.

“Durante una delle mie tante visite in Guatemala, il Paese di cui sono originari i miei genitori, sono andata a cavallo con mio marito e sono rimasta sorpresa vedendo tanta terra secca e morta. Sembrava che un incendio avesse cancellato tutto. Ci hanno detto che gli allevatori degli Stati Uniti avevano comprato quella terra per allevare il bestiame, e quando hanno finito di usarla perché non si poteva più sfruttare se ne sono andati. Ovviamente ho provato una grande vergogna. È una cosa che avviene in tutto il mondo”.

L’altro episodio ha avuto luogo nella Repubblica Dominicana, dove la Hidalgo ha compiuto un viaggio missionario.

“Anche l’industria della pesca è diventata una delle attività più corrotte del pianeta.

Quando ero nella Repubblica Dominicana, mi trovavo su una delle sue tante splendide spiagge e mi sono accorta che c’erano alcune barche molto grandi a qualche miglio dalla costa. Parlando con la gente del luogo, mi è stato detto che erano statunitensi, e non dimenticherò mai ciò che ho sentito. Le persone erano frustrate e infastidite, e mi hanno detto che quelle barche stanno rubando loro tutto il pesce”.

Trilioni di creature marine vengono estratte ogni anno dall’oceano, senza menzionare tutti gli habitat e gli ecosistemi che vengono distrutti. “Rischiamo di vedere gli oceani senza pesci”, ha detto.

Oltre alle proprie esperienze, la Hidalgo ha incluso altre storie e statistiche sull’impatto della nostra selezione degli alimenti, e ha chiesto un approccio più riflessivo sul modo in cui compriamo e consumiamo gli alimenti.

Nonostante le sue indagini e le testimonianze in prima persona, dice che il suo non è un messaggio che molti vogliono ascoltare.

“Sono ben consapevole del fatto che ci siano molte argomentazioni contro tutto quello che ho condiviso con voi. So che questo tema risveglia sentimenti di odio e reazioni difensive, e soprattutto disagio”.

L’oratrice ha invitato il pubblico a vedere questo disagio come una benedizione. “Ci viene data l’opportunità di operare un cambiamento profondo”.

Allo stesso modo, ha incoraggiato tutti ad avere una visione a lungo termine e a considerare cos’è meglio per i nostri figli e nipoti.

Cambiare è difficile, ha ammesso, “ma ricordate che tutto possiamo in Colui che ci dà forza”.

Ecco l’intervento di Miriam Hidalgo:

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