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Impariamo da Gesù a mettere al centro della nostra vita chi soffre

Jesus Christ reaching out to help those in need in a room lit with warm lights

Jesus Cervantes | Shutterstock

don Luigi Maria Epicoco - pubblicato il 17/01/23

Nel Vangelo di oggi Gesù si accorge di un uomo che soffre e gli dice: "mettiti nel mezzo!". Se il mondo emargina chi soffre, la fede cristiana deve mettere al centro il dolore concreto delle persone.

Vangelo di mercoledì 18 gennaio

Entrò di nuovo nella sinagoga. C’era un uomo che aveva una mano inaridita, e lo osservavano per vedere se lo guariva in giorno di sabato per poi accusarlo. Egli disse all’uomo che aveva la mano inaridita: «Mettiti nel mezzo!». Poi domandò loro: «È lecito in giorno di sabato fare il bene o il male, salvare una vita o toglierla?». Ma essi tacevano. E guardandoli tutt’intorno con indignazione, rattristato per la durezza dei loro cuori, disse a quell’uomo: «Stendi la mano!». La stese e la sua mano fu risanata. E i farisei uscirono subito con gli erodiani e tennero consiglio contro di lui per farlo morire. (Marco 3,1-6)

Il luogo dove si svolge l’episodio del Vangelo di oggi è la Sinagoga. È un luogo sacro. È il corrispettivo delle nostre chiese e delle nostre comunità. In un luogo così Gesù trova un uomo che soffre:

C’era un uomo che aveva una mano inaridita, e lo osservavano per vedere se lo guariva in giorno di sabato per poi accusarlo.

A nessuno interessa realmente la sofferenza di questa persona. La sua storia personale è solo un pretesto per accusare Gesù. Ma ecco che Gesù capovolge la prospettiva:

Egli disse all’uomo che aveva la mano inaridita: «Mettiti nel mezzo!».

Se il mondo emargina chi soffre, la fede cristiana deve imparare a mettere al centro della propria vita e delle proprie scelte esattamente la sofferenza concreta delle persone.

Non possiamo rimanere indifferenti davanti alle storie concrete della gente che incontriamo. Dobbiamo domandarci cosa vorrebbe Gesù che facessimo a queste persone.

Non possono essere un pretesto per esercitarci ad applicare i nostri schemi, ma la grande occasione per fare come faceva Gesù:

Poi domandò loro: «È lecito in giorno di sabato fare il bene o il male, salvare una sinagogavita o toglierla?». Ma essi tacevano. E guardandoli tutt’intorno con indignazione, rattristato per la durezza dei loro cuori, disse a quell’uomo: «Stendi la mano!». La stese e la sua mano fu risanata.

Si può essere cristiani ma avere il cuore indurito. Si può essere Chiesa ma avere il cuore indurito. Si può avere la fede ma non avere più un cuore che si accorge del dolore della gente.

È a causa di questa durezza che molto spesso il Vangelo smette di splendere nel mondo. Se tu sei cristiano ciò lo si vede dal tuo cuore, dalla tua compassione, dallo stesso sguardo che ha Gesù su tutti, specie su chi soffre per un qualunque motivo. 

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