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5 miti e verità sulla “preghiera perfetta” (tutti siamo caduti nel #4)

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Anna Om | Shutterstock

Catholic Link - pubblicato il 17/01/23

Non sempre otterremo da Dio la risposta che desideriamo, ma possiamo essere certi che Egli ci ascolta e ci dà quello di cui abbiamo bisogno

di María Claudia Arboleda

Al momento di relazionarci con Dio attraverso la nostra preghiera, ci sono varie idee che possiamo avere o che possiamo aver sentito da qualcuno.

Tenterò di chiarire alcune delle più comuni.

1. Il fatto che Dio mi ascolti dipende dalla quantità e dalla qualità delle mie parole

Questa può essere una delle idee con un maggiore sfondo intellettuale, e si basa su una comprensione errata della necessità di essere molto intellettuali o di conoscere, in modo filosofico, i grandi misteri della fede perché Dio ci ascolti.

Non potrebbe essere più sbagliato! Sì, è bene conoscere la nostra fede, sforzarsi di conoscere, avvicinarsi al mistero e potere, se necessario, difendere e difendersi dalle comprensioni errate che possono avere alcuni, ma non è questo che conta quando ci relazioniamo con Dio. Egli non vuole che Gli parliamo con trattati teologici, ma che ci rivolgiamo a Lui come figli. Che Gli parliamo come Suoi figli amati, reclinati sul Suo petto.

È chiaro che Egli vuole che Lo conosciamo perché, conoscendolo, possiamo amarlo di più e meglio, ma l’amore che nutre per ciascuno di noi non dipende da quanto sappiamo o abbiamo studiato.

L’amore che prova nasce dal semplice fatto che ci ha creati e desidera amarci. Ci ama in modo gratuito, e vuole solo che Lo scegliamo liberamente.

Nel Vangelo di San Matteo 6, 7-8 ci ricorda:

“Nel pregare non usate troppe parole come fanno i pagani, i quali pensano di essere esauditi per il gran numero delle loro parole. Non fate dunque come loro, poiché il Padre vostro sa le cose di cui avete bisogno, prima che gliele chiediate”.

2. Devo sforzarmi al massimo perché le mie preghiere arrivino a Dio

Non è una questione di forza, di insistenza o di gridare molto. Nulla dipende solo dal nostro sforzo. Non siamo al mondo per nostro sforzo, non abbiamo i genitori che abbiamo per un nostro sforzo. La conversione dei nostri familiari e amici non dipende dal nostro sforzo.

Tenete conto la frase “Fai tutto come se dipendesse da te e confida sapendo che tutto dipende da Dio”.

È questa la dinamica che dobbiamo avere in tutto nella nostra vita e anche nella vita di preghiera. Non si tratta semplicemente di dire “visto che sa già di cosa ho bisogno, perché parlargli?”

Dio vuole che Gli parliamo, che Gli presentiamo le nostre necessità con fiducia. Che parliamo con Lui come a un amico, come ai nostri genitori, come facciamo con una persona che sappiamo che ci ama e che vuole sempre il nostro bene.

3. Se prego tutti i giorni, praticamente sono già santo

Pregare unisce a Dio, configura a Lui e alla volontà che ha per noi. Nessuna preghiera è infruttuosa. L’amore di Dio è così: prende il poco che diamo e lo trasforma, lo moltiplica.

È chiaro che alcune nostre disposizioni fanno sì che la preghiera non sia la migliore: mancanza di sincerità, orgoglio o superbia. È la preghiera del fariseo: “Guarda quanto sono buono, non sono come questo o quello”.

Dio continua ad ascoltare il fariseo e ad amarlo, ma il fariseo non lascia entrare l’amore di Dio. Dobbiamo riconoscere i nostri errori, chiedere perdono per i nostri peccati. Chi si sente perfetto crede di non dover migliorare e non lo fa.

Dio non ci obbliga, ci lascia liberi. E quindi dobbiamo lasciarci cadere nelle mani di Dio e permettergli di compiere l’opera che desidera. Per questo è necessario essere umili.

4. Se sono nel peccato, perché prego? Dio non mi ascolterà comunque

Questo è in stretto rapporto con quello di cui abbiamo parlato in precedenza. Dio ama tutti e vuole avere un rapporto con ciascuno dei Suoi figli. Ascolta tutti, sia i giusti che i peccatori, ma immagino che si debba rallegrare moltissimo quando un figlio che non Gli parla da molto tempo finalmente torna a Lui.

Ricordiamo il figliol prodigo e come il Padre misericordioso abbia sempre aspettato il suo ritorno. Sì, il figlio maggiore c’era sempre e il Padre lo amava e lo ascoltava, ma il suo cuore si è riempito di gioia vedendo, da lontano, che quel figlio che era perduto tornava a casa.

Se sei nel peccato ritorna, chiedi perdono, confessati e ricomincia. Il Signore sarà felice e farà una festa in Cielo ogni volta che sceglierai Lui.

5. Se prego Dio con fede, mi darà sempre ciò che Gli chiedo

Ho ascoltato spesso questa frase, e mi fa male pensare alle tante volte in cui le persone si allontanano da Dio perché non dà loro ciò che Gli chiedono. Quando mia madre si è ammalata, L’ho pregato tante volte e con tanta forza di compiere un miracolo, di curarla, e oggi – non vi mento – so che non c’è nulla che sia impossibile a Lui e Gli chiedo di rivederla.

Dopo tante preghiere, ore in ginocchio davanti a Lui, mia madre è morta comunque. Non vi dirò che accettare la volontà di Dio sia facile, ma so che Egli ha un progetto perfetto e che la rivedrò in Cielo. 

Non sempre otterremo da Dio la risposta che desideriamo, ma possiamo essere certi che Egli ci ascolta e ci dà quello di cui abbiamo bisogno.

Approfitto per raccomandarvi il corso online «Crecer en la vida de oración», che vi illustrerà i cammini di preghiera, la preghiera per la vita quotidiana, quella per i momenti di crisi e molto altro. Vi suggerisco di dargli uno sguardo, potreste trovarlo molto utile.

Qui l’articolo originale pubblicato su Catholic Link

Tags:
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