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Il vero problema? pensare che i peccatori siano sempre gli altri

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don Luigi Maria Epicoco - pubblicato il 13/01/23

Gesù è venuto per tutti perché tutti siamo dei peccatori bisognosi di perdono.

Vangelo di sabato 14 gennaio

Uscì di nuovo lungo il mare; tutta la folla veniva a lui ed egli li ammaestrava. Nel passare, vide Levi, il figlio di Alfeo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi».
Egli, alzatosi, lo seguì.
Mentre Gesù stava a mensa in casa di lui, molti pubblicani e peccatori si misero a mensa insieme con Gesù e i suoi discepoli; erano molti infatti quelli che lo seguivano. Allora gli scribi della setta dei farisei, vedendolo mangiare con i peccatori e i pubblicani, dicevano ai suoi discepoli: «Come mai egli mangia e beve in compagnia dei pubblicani e dei peccatori?». Avendo udito questo, Gesù disse loro: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; non sono venuto per chiamare i giusti, ma i peccatori». (Marco 2,13-17)

La chiamata del pubblicano Levi viene festeggiata da Gesù con un pranzo condiviso con gente poco raccomandabile:

gli scribi della setta dei farisei, vedendolo mangiare con i peccatori e i pubblicani, dicevano ai suoi discepoli: «Come mai egli mangia e beve in compagnia dei pubblicani e dei peccatori?».

Nel parlare comune si dice infatti “dimmi con chi vai e ti dirò chi sei”. Gesù però sembra ignorare volutamente questo detto e agisce in modo diverso. Infatti Egli sembra voler dire che questa sua deliberata scelta non è un modo per avvallare la vita sballata di queste persone, ma un modo molto concreto di afferrarle per riportarle a galla:

Avendo udito questo, Gesù disse loro: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; non sono venuto per chiamare i giusti, ma i peccatori».

Il vero problema è quando pensiamo che i peccatori sono sempre gli altri. Gesù è venuto per tutti perché tutti in fondo siamo dei peccatori bisognosi di perdono.

C’è chi pecca in maniera evidente ed eclatante, c’è invece chi pecca nel segreto del proprio cuore, perché, ad esempio, pensare di essere migliori degli altri ci fa peccare di superbia. E la superbia è la peggiore radice su cui il male può costruire castelli.

Ecco allora che le parole di Gesù sembrano volerci dire che è difficile guarire quando qualcuno non accetta di essere malato. Invece chi accetta la propria malattia è già sulla via della guarigione. Potremo quindi dire che alla fine “solo i malati guariscono”. 

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