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Come pregare in silenzio perché Dio mi ascolti?

świadectwo modlitwy do Matki Bożej

berkut | Shutterstock

Claudio De Castro - pubblicato il 10/01/23

Alcuni esempi di santi, personaggi biblici e anche esempi personali


“Perciò vi dico: tutte le cose che voi domanderete pregando, credete che le avete ricevute, e voi le otterrete”.

Marco 11, 24

Ve l’ho detto in molte occasioni, senza la preghiera siamo perduti.

Ero solito pensare che pregare fosse parlare con Dio. Ora mi piace andare oltre e pensare che la preghiera sia porsi alla dolce e amorevole presenza di Dio.

E per questo non c’è bisogno di parlare, né di dire tante parole. Egli sa cosa c’è nel nostro cuore, i nostri desideri, conosce i problemi, le inquietudini, i punti di forza.

Il segreto dei monaci

Vi starete chiedendo come pregare in silenzio perché Dio ascolti le vostre preghiere. È molto semplice.

I monaci e le religiose dei grandi monasteri hanno scoperto il segreto. Lo hanno praticato per secoli.

Il silenzio più ammirevole è quello monastico. Insegna a vivere alla presenza di Dio e a pregare con fervore.

Molti hanno voluto replicare la loro esperienza, e sicuramente si può sperimentare trascorrendo le vacanze in uno dei monasteri che aprono le loro porte ai visitatori che desiderano vivere la vicinanza a Dio.

In prima persona

E tu cosa fai, Claudio? Com’è la tua preghiera silenziosa?

Ve lo dico con grande piacere. Amo riempirmi di Dio per poterlo portare agli altri, e riesco a farlo nella carità, nella misericordia, conservando come un tesoro il mio stato di grazia, soprattutto nella preghiera contemplativa.

Contemplativa? Che tipo di preghiera è? Per ottenere una risposta, cerchiamo un Catechismo della Chiesa Cattolica. Al punto 2709 ci spiega cosa sia questo tipo di preghiera:

Santa Teresa risponde: « L’orazione mentale, a mio parere, non è che un intimo rapporto di amicizia, nel quale ci si intrattiene spesso da solo a solo con quel Dio da cui ci si sa amati ». 

La preghiera contemplativa cerca « l’amore dell’anima mia » (Ct 1,7). È Gesù e, in lui, il Padre.

Egli è cercato, perché il desiderio è sempre l’inizio dell’amore, ed è cercato nella fede pura, quella fede che ci fa nascere da Lui e vivere in Lui.

Si può meditare anche nella preghiera contemplativa, ma lo sguardo è rivolto al Signore”.

Amore corrisposto

Per me, basta guardare Gesù inchiodato alla croce, o trovarlo nascosto, come un prigioniero d’amore nel tabernacolo. Guardarlo con tenerezza, amarlo e rivolgergli quell’amore che presto riceverà una risposta con un amore eterno, infinito, al di là della nostra comprensione umana.

Lo guardo nella croce, mi riempio di una tenerezza che non è mia e Gli dico che Gli voglio bene.

Santa Teresa del Bambino Gesù lo descrive meglio di me:

“Per me, la preghiera è uno slancio del cuore, è un semplice sguardo gettato verso il Cielo, è un grido di gratitudine e di amore nella prova come nella grazia”.

“La preghiera del giusto ha una grande efficacia”.

Giacomo 5, 16

Ingredienti della preghiera

Con gli anni ho imparato che la preghiera, per essere efficace, non dev’essere piena di rumori e di tante parole. Deve avere almeno questi ingredienti: umiltà, fiducia, silenzio, fede, amore e il desiderio di stare alla presenza di Dio.

C’è però una condizione che sembra intimamente legata alla preghiera efficace, ed è la fede, quella certezza unica che Dio mi ascolta e risponde alle mie preghiere.

Per pregare e riuscire ad essere ascoltati e far sì che Dio risponda, bisogna pregare con fede, perché “senza fede è impossibile piacergli; poiché chi si accosta a Dio deve credere che egli è, e che ricompensa tutti quelli che lo cercano” (Ebrei 11, 6).

Un paradigma di preghiera realizzata con fede e silenzio

Sapete chi ci ha lasciato uno degli esempi migliori della preghiera efficace, realizzata con fede e nel silenzio? Una donna semplice, sofferente, malata, ma con una fede straordinaria.

Per conoscere la sua storia dovete ricorrere alla Bibbia. Apritela e cercate il capitolo 5 del Vangelo di Marco:

“Molta gente lo seguiva e lo stringeva da ogni parte. Una donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni, e che molto aveva sofferto da molti medici e aveva speso tutto ciò che possedeva senza nessun giovamento, anzi era piuttosto peggiorata, avendo udito parlare di Gesù, venne dietro tra la folla e gli toccò la veste, perché diceva: «Se riesco a toccare almeno le sue vesti, sarò salva». In quell’istante la sua emorragia ristagnò; ed ella sentì nel suo corpo di essere guarita da quella malattia. Subito Gesù, conscio della potenza che era emanata da lui, voltatosi indietro verso quella folla, disse: «Chi mi ha toccato le vesti?» I suoi discepoli gli dissero: «Tu vedi come la folla ti si stringe attorno e dici: “Chi mi ha toccato?”» Ed egli guardava attorno per vedere colei che aveva fatto questo. Ma la donna paurosa e tremante, ben sapendo quello che era avvenuto in lei, venne, gli si gettò ai piedi e gli disse tutta la verità. Ma Gesù le disse: «Figliola, la tua fede ti ha salvata; va’ in pace e sii guarita dal tuo male»”.

In mezzo al frastuono, prega in silenzio e dice: “Se riesco a toccare…”

Non esita, non si ferma, agisce. Viene ascoltata e ottiene quello che desidera tanto. Seguite il suo esempio. E abbiate fede. Dio vi benedica!

Vi piacerebbe condividere le vostre esperienze con la preghiera? Scriveteci pure qui: editorial_it@aleteia.org

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