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Oro, incenso e mirra: tre doni dei Re Magi per i nostri figli

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Miriam Esteban Benito - pubblicato il 05/01/23

Tre Re, tre doni. È la regola che applichiamo in casa con i bambini per l'Epifania

Negli ultimi anni ha circolato molto sulle reti sociali la “regola dei quattro regali di Natale” per i bambini: un libro, qualcosa di cui abbiano davvero bisogno, un elemento di vestiario e una cosa che desiderano.

In questo periodo è piuttosto complicato gestire tutto ciò che si riferisce ai regali in famiglia. Prendendo come riferimento i Re Magi, però, possiamo trovare luce e indicazioni nel tentativo di dare ai regali il peso che meritano e di vivere davvero l’Epifania.

Quando facciamo dei regali, cerchiamo di rendere felici chi li riceve. Il problema si presenta quando sono eccessivi, perché stiamo insegnando ai bambini che la felicità si trova in una lista di doni, nel soddisfare i desideri materiali, nell’adorazione di se stessi. I Re Magi adoravano Dio.

“Adorare è incontrare Gesù senza la lista delle richieste, ma con l’unica richiesta di stare con Lui. È scoprire che la gioia e la pace crescono con la lode e il rendimento di grazie. (…) Adorare è andare all’essenziale – ha ribadito il Pontefice -: è la via per disintossicarsi da tante cose inutili, da dipendenze che anestetizzano il cuore e intontiscono la mente. Adorando, infatti, si impara a rifiutare quello che non va adorato”.

(Papa Francesco, 6 gennaio 2020)

Dio ci ha donato i nostri figli. Come i Re Magi, facciamoci anche noi piccoli davanti al Bambino Dio perché ci aiuti, attraverso i nostri regali, a trasmettere ai nostri figli l’idea che la grandezza della vita non è nell’io, ma nel donarsi.

“Adorare è un gesto d’amore che cambia la vita. È fare come i Magi: è portare al Signore l’oro, per dirgli che niente è più prezioso di Lui; è offrirgli l’incenso, per dirgli che solo con Lui la nostra vita si eleva verso l’alto; è presentargli la mirra, con cui si ungevano i corpi feriti e straziati, per promettere a Gesù di soccorrere il nostro prossimo emarginato e sofferente, perché lì c’è Lui”.

(Papa Francesco, 6 gennaio 2020)

WISE MEN

Come custodi temporali dell’anima dei nostri figli, possiamo far loro molto bene scegliendo con saggezza i tre regali da offrire, come hanno fatto i Re Magi con il Bambino Dio.

Oro

Un regalo che consolidi la loro persona, che risponda ad alcune delle loro qualità o dei loro doni, che esprima ciò che ha detto il Signore: “Ti ho chiamato per nome” (Isaia 43, 1). Un dono che rafforzi la loro identità: serve un’anima forte e convinta di se stessa per non sminuirsi e non perdere la direzione sulla via della vita eterna.

Qui c’è spazio per ogni tipo di regalo che risponda a hobby, lettura, cultura, arte, sport, lezioni extrascolastiche…

È di vitale importanza coltivare, attraverso vari regali, gli aspetti positivi dei nostri figli, perché serviranno da fattori di protezione contro l’apatia e l’astio dell’adolescenza.

Incenso

Si tratta di un regalo che corrisponda alla vita spirituale, che aiuti a crescere nella fede. Può essere un libro, una scultura, un gioco, dei biglietti per un pellegrinaggio, un concerto, bigiotteria religiosa, quadri… Insomma, qualcosa che ci trasmetta la grandezza di Dio e ci porti a Lui.

Mirra

Questa volta si tratta di un regalo con un tocco di sacrificio. Un regalo non solo per loro, ma da condividere con la famiglia. La mirra può anche concentrarsi su un’esperienza di volontariato aiutando i bisognosi. Un’altra opzione è regalare i materiali per creare qualcosa o prestare qualche servizio che possa essere di aiuto agli altri.

Il regalo-mirra sarà qualsiasi cosa che serva come opportunità per donarsi agli altri. Come genitori, “abbiamo lo sguardo intento non alle cose che si vedono, ma a quelle che non si vedono; poiché le cose che si vedono sono per un tempo, ma quelle che non si vedono sono eterne” (2 Cor 4,18).

Vi invito ad essere audaci nella festività dell’Epifania e a cercare il regalo migliore per i nostri figli. Siamo le loro guide verso Colui che ci ama. Fatte salve le distanze, possiamo essere quei Magi che, guidati dalla stella della vocazione alla paternità/maternità, si avvicinano a Betlemme attraverso il tabernacolo per adorare il Bambino Gesù intercedendo per ciò che di più grande ci è stato donato: i nostri figli.

Tags:
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