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Britannica arrestata per aver pregato in silenzio vicino a una clinica abortiva

woman leaning against wall

encierro | Shutterstock

J.P. Mauro - pubblicato il 03/01/23

Le autorità hanno giurisdizione per vigilare sui pensieri privati?

Una cittadina britannica è stata arrestata e risponderà di quattro accuse per presunta violazione dell’Ordine di Difesa dello Spazio Pubblico (PSPO) perché ha ammesso che “potrebbe” aver pregato in silenzio in uno spazio pubblico vicino a una clinica abortiva, peraltro chiusa in quell’occasione. Il caso sta sollevando un interrogativo: le autorità hanno giurisdizione per vigilare sui pensieri privati?

Secondo l’Alliance Defending Freedom UK(ADF), i poliziotti della città di Birmingham hanno avvicinato Isabel Vaughan-Spruce mentre stava ferma in silenzio per la strada. Non stava dicendo assolutamente niente, né stava sostenendo la causa pro-vita in modo visibile e dimostrabile. Nonostante questo, è stata arrestata perché ha ammesso che esisteva la possibilità che stesse pregando mentalmente. I poliziotti sono arrivati addirittura a perquisirle i capelli.

Isabel ha dichiarato all’ADF:

“È spaventosamente sbagliato che mi abbiano perquisita, arrestata, interrogata e accusata semplicemente per aver pregato nella privacy della mia mente. Le aree di censura [contro manifestazioni pro-vita nelle vicinanze di cliniche abortive] vogliono proibire il [presunto] assedio [nei confronti delle gestanti], ma l’assedio è già illegale di per sé. Nessuno dev’essere assediato. Io non ho fatto nulla che fosse neanche lontanamente pregiudizievole – stavo esercitando la mia libertà di pensiero, la mia libertà di religione, nel contesto della privacy della mia mente. Nessuno dev’essere criminalizzato perché pensa e prega in uno spazio pubblico nel Regno Unito”.

Isabel Vaughan-Spruce è direttrice della Marcia per la Vita nel Regno Unito, e ha affermato che le piace pregare mentre cammina, e a volte nelle sue passeggiate passa vicino alle cliniche abortive. Ha affermato che ha pregato in silenzio e discretamente fuori dalle strutture di questo tipo per vent’anni, e finora non era mai stato un problema.

Quando i poliziotti hanno mostrato le riprese delle telecamere di sicurezza che l’hanno registrata vicino alla clinica in tre occasioni diverse, lei ha affermato che era impossibile sapere se in tutti quei momenti stesse pregando, visto che avrebbe potuto perfettamente pensare a qualsiasi altra cosa. L’ADF denuncia che la legge di Birmingham criminalizza le persone per il fatto di essere semplicemente “percepite” come “in atto di approvazione o disapprovazione o nel tentativo di un atto di approvazione o disapprovazione” dell’aborto – cosa che include la preghiera in pubblico.

Jeremiah Igunnubole, consigliere giuridico dell’ADF UK, ha descritto l’arresto come “profondamente preoccupante” e ha condannato l’“inspiegabile discrezionalità” che la legge concede ai poliziotti:


“Una democrazia matura dev’essere capace di distinguere tra condotta criminale ed esercizio pacifico di diritti costituzionalmente protetti. Isabel, una donna di buon carattere e che ha servito instancabilmente la sua comunità prestando assistenza caritatevole a donne e bambini vulnerabili, è stata trattata come un violento criminale”.

Igunnubole ha lamentato l’aumento recente delle aree di censura intorno alle cliniche abortive, zone in cui non può essere effettuato alcun tipo di manifestazione. La nuova area determinata in città è di 150 metri.

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