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Quali saranno le personalità del 2023 nella Chiesa?

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Cardinal Walter Brandmuller

Antoine Mekary | ALETEIA

i.Media per Aleteia - pubblicato il 29/12/22

Una lista di personaggi che probabilmente faranno notizia il prossimo anno

di Cyprien Viet e Hugues Lefèvre

Viaggi del Papa, sinodi, prove… Il 2023 è già pieno di eventi che metteranno in evidenza le personalità della Chiesa cattolica. Ecco una lista di personaggi che faranno probabilmente notizia il prossimo anno.

Strenuo difensore dello Stato di Diritto nella Repubblica Democratica del Congo (RDC), il cardinale Fridolin Ambongo darà il benvenuto a Papa Francesco nel suo Paese il 31 gennaio. Il viaggio, inizialmente previsto per il luglio 2022, metterà in evidenza questo Paese africano, in cui quasi un terzo della popolazione (su 100 milioni di abitanti) è cattolico e la Chiesa svolge un ruolo fondamentale nella vita politica, sociale, educativa e sanitaria.

Membro dal 2020 del Consiglio dei Cardinali che assiste Papa Francesco nella sua riforma della Curia Romana, l’arcivescovo di Kinshasa segue i passi del suo predecessore, il carismatico e potente cardinale Laurent Monsengwo, morto nel 2021. Uomo dal fisico impressionante, sotto il pontificato di Francesco il cardinale Ambongo è diventato una delle grandi voci della Chiesa in Africa, e non esita a fare appello alla comunità internazionale perché affronti la grave violenza nella zona orientale della RDC.

Il cardinale Manuel Clemente e il ritorno della GMG in Europa

Il Patriarca di Lisbona accoglierà Papa Francesco nella sua diocesi per la Giornata Mondiale della Gioventù (GMG) di agosto. Rimandato di un anno per via della pandemia, l’incontro segnerà il ritorno della GMG in Europa sette anni dopo Cracovia (Polonia), nel 2016. La GMG polacca è un punto di riferimento, con 700.000 iscritti e più di due milioni di partecipanti alla Messa finale, ma questa volta la partecipazione potrebbe essere inferiore per l’impatto della pandemia e della guerra in Ucraina, ma anche della forte secolarizzazione della gioventù europea, che sta ora colpendo anche antiche fortezze cattoliche come la Polonia e l’Italia.

Il cardinal Clemente, già vescovo di Porto, è stato nominato alla sede patriarcale di Lisbona da Papa Francesco il 18 maggio 2013 e creato cardinale nel 2015. Ex-presidente della Conferenza Episcopale Portoghese, compirà 75 anni il 18 luglio, potendo quindi ritirarsi in seguito alla GMG dopo un decennio di episcopato a Lisbona, in un contesto caratterizzato da una certa fragilità del cattolicesimo. Una volta con un grande consenso sociale, la Chiesa portoghese è stata coinvolta in scandali di abusi con la pubblicazione di un rapporto di una commissione indipendente che ha documentato oltre 400 casi di abusi sessuali nella Chiesa locale.

Il cardinale Peter Erdő, un “conservatore illuminato” visitato dal Papa?

Primate d’Ungheria da oltre vent’anni, il cardinale Erdő, 70 anni, è diventato una figura chiave nell’episcopato europeo, e incarna un “conservatorismo illuminato” in cui il Papa ha confidato soprattutto nominandolo relatore dei due Sinodi sulla famiglia organizzati in Vaticano nel 2014 e nel 2015. Dopo aver accolto brevemente Papa Francesco nella sua diocesi di Budapest nel settembre 2021 in occasione del Congresso Eucaristico Internazionale, potrebbe accoglierlo nuovamente per una visita più lunga in Ungheria nella primavera del 2023. Le date non sono ancora state annunciate, ma il Governo si sta preparando attivamente.

Questo viaggio potrebbe segnare l’avvicinamento tra la Santa Sede e l’Ungheria. Sia il Primo Ministro populista Viktor Orban che il nuovo Presidente Katalin Novak sono stati ricevuti dal Papa in Vaticano nel 2022, mostrando convergenze soprattutto sulla questione dell’accoglienza dei rifugiati ucraini. Il cardinale Erdő, vicino alle autorità ungheresi, ha contribuito alla manutenzione dei legami tra Budapest e il Papa, nei cui confronti ha sempre dimostrato grande lealtà nonostante le differenze di sensibilità. Conosce bene il funzionamento di una visita papale: come semplice sacerdote, è stato uno degli organizzatori del viaggio di Papa Giovanni Paolo II in Ungheria nel 1996.

Gabriella Gambino o Linda Ghisoni, futuro Prefetto?

Le due sotto-segretarie del dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita potrebbero trovarsi sotto i riflettori nel 2023 con l’obiettivo di succedere all’attuale Prefetto del dicastero, il cardinale statunitense-irlandese Kevin Farrell, che ha già raggiunto il limite teorico di 75 anni e potrebbe ritirarsi dopo la GMG di Lisbona. Il Papa ha affermato che gli piacerebbe nominare una donna alla direzione di un dicastero.

Gabriella Gambino, teologa ed esperta di bioetica, è stata la forza motrice dietro l’Incontro Mondiale delle Famiglie organizzato a Roma nel giugno scorso, in un contesto difficile vista la persistenza della pandemia di Covid-19. Meno nota nei media, anche la giurista Linda Ghisoni potrebbe essere qualificata per guidare questo dicastero complesso, incaricato di supervisionare le associazioni di fedeli.

Nel 2022, il ringiovanimento e la diversificazione del personale del dicastero ha incluso la nomina di un segretario del tutto inaspettato nella figura del brasiliano Gleyson de Paula Souza, 38 anos, ex-seminarista e professore di religione di una scuola secondaria della Puglia. Il tumulto provocato da quesrta nomina suggerisce che l’incarico di Prefetto sarà occupato da una persona più esperta attraverso una promozione interna.

Hollerich-Grech-Bécquart, 3 figure per un Sinodo

Inaugurato nell’ottobre 2021, il Sinodo sul futuro della Chiesa trarrà impulso nel corso del 2023 dalla realizzazione delle assemblee continentali nel febbraio-marzo prossimi, e in seguito dall’apertura della prima assemblea universale a ottobre a Roma. In questo processo globale, che deve rendere la Chiesa più partecipativa e accogliente e meno clericale e centralizzata, stanno emergendo varie personalità.

Quest’anno, la BBC ha incluso nella sua lista delle 100 donne più influenti e ispiratrici suor Nathalie Bécquart, “numero 2” del Sinodo dei Vescovi – la struttura che coordina il processo. Il prossimo anno, potrebbe diventare la prima donna a votare in un Sinodo. Anche il suo ‘N+1’, il cardinale Mario Grech, dovrebbe essere molto presente in questi passi decisivi per il futuro della Chiesa cattolica, visto che le tensioni nel Sinodo su questioni sensibili come l’ordinazione di donne e uomini sposati, la moralità sessuale della Chiesa e l’omosessualità sono molto forti.

Come relatore del Sinodo, il cardinale lussemburghese Jean-Claude Hollerich avrà il compito delicato di orchestrare la sintesi di questo Sinodo, inedita nella storia della Chiesa. Un ruolo eminentemente strategico.

Vescovo Claudio Gugerotti, e breve cardinale?

È uno dei grandi impegni dell’anno. A novembre, Papa Francesco ha scelto monsignor Claudio Gugerotti per succedere al cardinale Leonardo Sandri alla guida del dicastero per le Chiese orientali. Il diplomatico, nato nel 1955, eredita questa struttura che amministra e coordina la vita delle Chiese cattoliche orientali. Nel contesto della guerra in Ucraina, questa scelta del Papa non è casuale, perché il presule è stato nunzio in Bielorussia dal 2011, e poi, nel 2015, in Ucraina, prima di diventare nunzio in Gran Bretagna nel 2020.

Il suo nuovo incarico di Prefetto significa che nei prossimi mesi verrà realizzato un concistoro per crearlo cardinale. Naturalmente Papa Francesco non è obbligato a porre un cardinale alla guida del dicastero, ma aiuterebbe a stabilire la sua legittimità e autorità nei rapporti futuri con sacerdoti, vescovi e patriarchi orientali. Anche i suoi due predecessori in questo incarico sono stati creati cardinali dopo la nomina – Leonardo Sandri nel 2007 e Ignatius Moussa I Daoud nel 2000.

Giuseppe Pignatone, un giudice per un processo straordinario

Esperto in crimine organizzato, Giuseppe Pignatone è stato richiamato dalla pensione nel 2019 da Papa Francesco per dirigere il Tribunale dello Stato della Città del Vaticano. Dal 2021 il magistrato, che ha lasciato il segno nei grandi processi contro la mafia in Italia, è alla guida del famoso caso del palazzo di Londra, un processo su larga scala che chiarisce presumibilmente il dirottamento dei fondi che interessano il Segretario di Stato e che vede dieci imputati. L’ex magistrato siciliano è già entrato nella storia giudiziaria del piccolo Stato chiamando a testimoniare un cardinale, nella fattispecie Angelo Becciu.

Se il processo sta procedendo faticosamente – è già oltre le 40 udienze –, il 2023 potrebbe portare progressi decisivi già a gennaio, con l’audizione come testimone del cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin, una sorta di “Primo Ministro” di Papa Francesco.

Quale futuro per il cardinale Tagle?

Era diventato una figura di spicco quando ha assunto la guida della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli nel 2019. A Roma, il nome del cardinale filippino era ormai sistematicamente nella lista dei “papabili”, ma dall’entrata in vigore della Costituzione Praedicate evangelium il 5 giugno scorso, il porporato filippino non ha più un ruolo ufficiale nella Curia, anche se continua a lavorare in quello che è diventato il dicastero per l’Evangelizzazione, ora guidato dal Papa stesso. Il Pontefice non ha realizzato alcuna nuova nomina per il cardinale asiatico, né lo ha nominato ufficialmente pro-Prefetto del dicastero.

Oltre a questa situazione, è insolita anche la sua posizione all’interno di Caritas Internationalis, la confederazione che coordina l’azione delle 162 organizzazioni umanitarie centrali della Chiesa cattolica. Ne era presidente, ma ha dovuto annunciare la decisione del Papa di dimettere la leadership della Caritas per nominare un commissario straordinario. In questa configurazione transitoria, il cardinale Tagle è ora solo un assistente del commissario.

Nei corridoi della Curia, il caso del cardinale Tagle sta suscitando agitazione. Alcuni non esitano a dire che è in caduta libera, mentre altri credono che il Papa si prepari a nominarlo Prefetto di un altro dicastero, ad esempio quello dei vescovi.

Maximino Caballero Ledo, un laico

Il nuovo Prefetto della Segreteria per l’Economia (SPE) – per la prima volta un laico, dopo un cardinale e un sacerdote – si è insediato in fretta il 1º dicembre, dopo le dimissioni inaspettate, ufficialmente per motivi di salute, di padre Juan Antonio Guerrero, che ricopriva la posizione dal 1° gennaio 2020. Maximino Caballero Ledo, 63 anni, sposato e padre di due figli, è stato nominato segretario di questo organismo alla fine dell’estate del 2020. Rappresenta la continuità con padre Guerrero, di cui è amico d’infanzia. Lo spagnolo ha trascorso la maggior parte della sua carriera nel settore privato, in particolare negli Stati Uniti.

Tra le nuove prerogative di questo organismo, c’è l’istituzione di un dipartimento delle risorse umane per supervisionare tutte le assunzioni in Vaticano. Questo rappresenta una grande sfida per l’organizzazione del lavoro nei vari organi della Curia, soggetti a vincoli e ritmi molto diversi. Negli ultimi mesi, i ritardi nell’elaborazione dei contratti di lavoro hanno provocato grande tensione tra la Segreteria per l’Economia e gli altri dicasteri, che sperano in una maggiore fluidità ed efficienza una volta che l’organizzazione sarà stabilita meglio nel 2023.

Arcivescovo Timothy Broglio, la sfida dell’unità della Chiesa statunitense

Il nuovo presidente della Conferenza Episcopale Statunitense è stato presentato all’epoca della sua elezione come una figura polarizzatrice. Il presule di 71 anni, vescovo delle Forze Armate dal 2007, era stato in precedenza segretario del cardinale Angelo Sodano, all’epoca Segretario di Stato sotto Giovanni Paolo II. È stato presentato dai media come rappresentante di una linea molto conservatrice.

Nella sua prima visita a Roma alla fine di novembre, l’arcivescovo Broglio ha voluto correggere questa impressione, mostrando il suo sostegno al processo sinodale e la sua lealtà a Papa Franncesco. Intervistato dalla Radio Vaticana, ha garantito la sua partecipazione attiva agli incontri sinodali organizzati congiuntamente dai vescovi del Canada e degli Stati Uniti, anche quelli in francese, lingua che domina grazie alla sua formazione come diplomatico pontificio.

Nel 2023, che sarà caratterizzato dall’inizio della campagna presidenziale, l’arcivescovo Broglio, che ha affermato che gli piacerebbe incontrare personalmente il Presidente Joe Biden, avrà il compito delicato di unire un episcopato che riflette la polarizzazione dei cattolici e del Paese.

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