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RASSEGNA STAMPA / La soluzione di due Stati in Terra Santa “diventa irrealistica”?

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i.Media per Aleteia - pubblicato il 28/12/22

Ogni giorno, Aleteia offre una selezione di articoli scritti dalla stampa internazionale sulla Chiesa e le questioni principali che preoccupano i cattolici nel mondo. Le opinioni e i punti di vista espressi in questi articoli non sono quelli degli editori.

Mercoledì, 28 dicembre 2022

1- La soluzione di due Stati in Terra Santa “diventa irrealistica”, sostiene il gesuita David Neuhaus

2- A Kinshasa, la Chiesa prepara attivamente l’accoglienza a Papa Francesco

3- Il Papa incoraggia i giovani europei a non “disperare dell’umanità”

4- La Chiesa ortodossa di Kiev sfida la Russia a Natale

5- La Chiesa in Messico considera l’abuso sessuale un “peccato” e non un crimine, denuncia un attivista per i diritti umani

1La soluzione di due Stati in Terra Santa “diventa irrealistica”, sostiene il gesuita David Neuhaus

“Si possono combinare sicurezza per gli ebrei e giustizia per i palestinesi, e la soluzione a due Stati è ancora fattibile?”. Alfa y Omega ritorna sulla domanda posta a novembre sulle pagine de La Civiltà Cattolica dal gesuita David Neuhaus, già vicario per i cattolici di lingua ebraica nel Patriarcato Latino di Gerusalemme dal 2009 al 2017. Il gesuita mette in discussione uno dei leitmotiv della comunità internazionale e del Vaticano quando si tratta del conflitto israelo-palestinese. Non suggerisce di dimenticare la soluzione dei due Stati – formulata per la prima volta dall’ONU 75 anni fa -, ma la ritiene “irrealistica perché da decenni il Governo israeliano non rispetta il diritto dei palestinesi a una patria”. Il gesuita sottolinea che “il processo di pace è in una fase di stallo”, e “la parte potente, Israele, continua a costruire insediamenti e infrastrutture che frammentano sempre più il territorio palestinese e ne impediscono anche lo sviluppo politico, sociale, economico e culturale”. È quindi “praticamente impossibile” stabilire uno Stato palestinese, e “se nella realtà odierna non è possibile forgiare due Stati sovrani e sicuri, la divisione non porterà alla giustizia e alla pace tanto auspicate”. Di fronte a questo, “la Chiesa non può essere spettatore silenzioso”, dichiara don Neuhaus, indicando che “molti, sia nella Santa Sede che nella comunità internazionale, sono consapevoli della disperazione che regna sul posto”. Se “non è compito della Chiesa proporre un sistema politico”, bisogna tuttavia “insistere su alcuni principi inviolabili che devono essere rispettati”. Tra questi, “finora l’accento è stato posto sulla giustizia e sulla pace, ma forse è giunto il momento di insistere sull’uguaglianza” di tutti gli abitanti della Terra Santa e affermare che ci sono elementi su cui si può lavorare per avvicinarsi a qualsiasi modello ipotetico che sottolinei l’uguaglianza. Uno di questi è il fatto che “dal 1948 due milioni di palestinesi sono cittadini israeliani”, un altro è che gran parte della popolazione ebraica di Israele “proviene dal mondo arabo, e i suoi antenati parlavano arabo”.

Alfa y Omega, spagnolo. 

2A Kinshasa, la Chiesa prepara attivamente l’accoglienza a Papa Francesco

Qual è lo stato dei preparativi per l’accoglienza di Papa Francesco a un mese dalla sua visita apostolica nella Repubblica Democratica del Congo? “I preparativi per la visita del Santo Padre nella Repubblica Democratica del Congo procedono a pieno ritmo”, afferma monsignor Donatien Nshole, segretario generale della Conferenza Episcopale del Congo (Cenco). “Il grosso è già fatto, rimangono gli ultimi aggiustamenti che possono essere eseguiti in tre settimane”. In un messaggio pubblicato il 15 dicembre, la Cenco ha lanciato un appello a tutto il popolo congolese a partecipare ai preparativi per riservare al successore dell’apostolo Pietro un’accoglienza degna del suo rango. “La sfida più grande, a mio avviso, è il clima”, osserva monsignor Nshole, per il quale la cosa più urgente è concludere i lavori per la preparazione delle infrastrutture del luogo in cui il Papa celebrerà la Messa e di quelli in cui si recherà. “Preghiamo perché le grandi piogge che hanno funestato le famiglie non disturbino i preparativi e i vari incontri con il Pontefice”, confida. La Cenco ha anche esortato “coloro che possono farlo a offrire il proprio contributo materiale e finanziario a questo appuntamento ecclesiale e nazionale perché la visita sia un successo”. “Il Governo è molto coinvolto nei preparativi, in particolare avendo assunto gran parte del costo dei lavori”, spiega monsignor Nshole. E se “una parte della popolazione è dubbiosa a causa delle voci, nei social network, di una lettera di dimissioni che il Papa avrebbe scritto», il comitato organizzatore ha preso le misure necessarie per “rassicurare la gente del fatto che il Papa visiterà davvero la Repubblica Democratica del Congo”. “Le persone che parteciperanno alla celebrazione con il Santo Padre saranno sicuramente molto numerose”, conclude. 

La Croix Africa, francese. 

3Il Papa incoraggia i giovani europei a non “disperare dell’umanità”

“Optare per la fiducia in Dio, senza disperare dell’umanità” è l’incoraggiamento di Papa Francesco ai giovani per il 45° incontro europeo di Taizé a Rostock.

Taizé, francese. 

4La Chiesa ortodossa di Kiev sfida la Russia a Natale

In piena guerra a Kiev, i cristiani ortodossi celebrano il Natale distanziandosi dalle autorità religiose russe, che festeggeranno la nascita di Gesù tra due settimane.

El Debate, spagnolo. 

5La Chiesa in Messico considera l’abuso sessuale un “peccato” e non un crimine, denuncia un attivista per i diritti umani

L’ex sacerdote e attivista per i diritti umani Alberto Athié accusa il protocollo contro gli abusi sessuali della Chiesa cattolica in Messico di non riconoscere questi comportamenti come un crimine.

Milenio, spagnolo. 

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