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Morì mentre recitava il rosario: è venerabile don Ugo De Blasi

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Azione Cattolica Lecce via Facebook

Gelsomino Del Guercio - pubblicato il 23/12/22

L'umile prete leccese è morto nel 1982 in fama di santità

Papa Francesco ne ha riconosciuto le virtù eroiche: don Ugo De Blasi presto sarà venerabile. Ora servirà un miracolo per il passo successivo: la beatificazione. La Chiesa leccese è da in giorni in festa per il caro don Ugo.

Il seminario 

Dopo aver ricevuto la formazione cristiana prima in famiglia e poi presso le Suore d’Ivrea di Lecce, Ugo De Blasi nell’ottobre 1928 entrò nel seminario diocesano, trasferendosi, nel 1934, nel Pontificio Seminario Regionale “Pio XI” di Molfetta, dove frequentò il corso liceale e quello teologico.

Le prime direzioni spirituali  

Ordinato sacerdote domenica 20 luglio 1941 dal vescovo mons. Alberto Costa nella cattedrale di Lecce, fu posto a guida della associazione giovanile “Mons. Zola” della parrocchia di San Giovanni Battista al Rosario, di cui fu vice parroco dal 1943 al 1950. Negli stessi anni fu aiutante in curia e dal 7 marzo 1946 vice cancelliere; insegnante di lettere e di matematica nel seminario; padre spirituale dei seminaristi, compito che svolse fino al 5 ottobre 1953. 

L’incarico in carcere

L’ 11 ottobre 1950 il vescovo mons. Francesco Minerva lo nominò assistente diocesano della Gioventù Femminile di Azione Cattolica. Tra il 1950 e il 1959 insegnò religione nel liceo classico “Palmieri” di Lecce, pur essendo impegnato nella curia e, dal primo settembre 1957, nel difficile ministero di canonico penitenziere.

L’Azione Cattolica 

Fu poi nominato delegato vescovile per l’Azione Cattolica svolgendo tale compito dal primo luglio 1963 al primo gennaio 1975 mentre dal primo gennaio 1969 diveniva vicario episcopale per l’apostolato dei laici. Dal 1969 al 1972 fu anche cappellano della Casa di pena di Lecce.

Il primo luglio 1972, don Ugo De Blasi tornò come parroco nella Basilica di San Giovanni Battista al Rosario donandosi con lo stesso entusiasmo del primo decennio di vita sacerdotale e, pur constatando con sofferenza l’impoverimento della vita di fede in un tessuto sociale caratterizzato dall’emarginazione, incoraggiò adulti e giovani ad affrontare gli impegni assunti con il Battesimo.

La morte improvvisa 

Il primo gennaio 1975 fu nominato vicario episcopale e, due anni dopo, il primo aprile 1977, vicario generale. La sua esistenza si concluse improvvisamente la mattina del 6 febbraio 1982 mentre recitava il rosario inginocchiato ai piedi dell’immagine della Vergine del Rosario nella basilica di San Giovanni Battista (www.donugodeblasi.org).

Umiltà e scuse

Il Venerabile Servo di Dio fu un valido e ricercato predicatore, direttore spirituale e confessore, anche verso i carcerati per i quali mostrò particolare sollecitudine. Svolse il ministero sacerdotale con amorevolezza e senza risparmiarsi, nel nascondimento e in umiltà. Nel servizio di Vicario generale dimostrò di saper conciliare lo zelo pastorale con le mansioni di governo. Con umiltà superava le incomprensioni sapendo chiedere scusa. 

Confessore di numerosi ecclesiastici 

Nello svolgimento del ministero, mostrò grande carità verso i bisognosi di ogni genere. La sua predicazione, semplice e incisiva, lo faceva apprezzare dalla gente. Dedicava molto tempo alla preghiera. Molti, tra cui anche numerosi ecclesiastici, ricorrevano al suo consiglio. La fama di santità è giunta sino ai nostri giorni anche se circoscritta all’Arcidiocesi di Lecce (causesanti.va).

La frugalità di don Ugo Di Blasi

Don Ugo amava cenare con una buona frisella al pomodoro, amava ascoltare le preghiere degli anziani in vernacolo… Si potrebbe dire, scherzando, che con lui il Paradiso stesso diventava leccese e questo bastava a smentire l’idea di un mons. De Blasi arcigno, sebbene tale potesse essere a volte la prima impressione in quanti lo accostavano (portalecce).

Tags:
cammino di santitàrosariovenerabile
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