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RASSEGNA STAMPA/ La lettera di rinuncia papale, un’arma a doppio taglio

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Pape François

Handout / VATICAN MEDIA / AFP

i.Media per Aleteia - pubblicato il 23/12/22

Ogni giorno, Aleteia offre una selezione di articoli scritti dalla stampa internazionale sulla Chiesa e le questioni principali che preoccupano i cattolici nel mondo. Le opinioni e i punti di vista espressi in questi articoli non sono quelli degli editori.


Venerdì, 23 dicembre 2022

1- La lettera di rinuncia papale, un’arma a doppio taglio

2 – Un vescovo tedesco offre il suo patrocinio ai prigionieri politici in Iran

3- Ucraina: anche il cardinale Zuppi chiede una conferenza internazionale

4- Il gesuita Rupnik è rimasto in Vaticano nonostante le sanzioni

5- Il cardinale Mauro Piacenza scrive ai confessori in occasione del Natale

1La lettera di rinuncia papale, un’arma a doppio taglio

Domenica scorsa, Papa Francesco ha rivelato in un’intervista al quotidiano spagnolo ABC di aver firmato fin dall’inizio del suo pontificato una sorta di lettera di dimissioni condizionale, consegnata al Segretario di Stato Vaticano, che potrebbe essere applicata se fosse clinicamente incapace di svolgere le sue funzioni. Diversi Papi prima di Francesco hanno firmato documenti simili, ma The Pillar rileva i problemi canonici sollevati da un’iniziativa di questo genere. “Le dimissioni papali”, infatti, “non hanno bisogno di essere accettate da nessuno per avere effetto”, perché “il Pontefice non è soggetto ad alcuna autorità umana nell’esercizio della sua funzione ecclesiastica”. Il fatto che questa lettera sia stata affidata al Segretario di Stato potrebbe poi dare al “Primo Ministro” del Papa un potere che eccede le sue prerogative. “Il linguaggio stesso dovrebbe essere preciso. Dovrebbe sottolineare che il Papa si dimette liberamente nel caso in cui vengano soddisfatte determinate condizioni. Non potrebbe essere considerato come dare a una persona o a un gruppo il potere di rimuovere il Papa dalle sue funzioni, perché nessuno può essere autorizzato a esercitare autorità sul Papa”, insiste The Pillar. Stabilire condizioni mediche precise per giustificare una rinuncia, ad esempio un coma persistente, potrebbe rivelarsi utile, ma non mancherebbe di suscitare interpretazioni divergenti “anche tra persone di buona volontà e di competenza reale”. Un’ipotesi più semplice e razionale sarebbe quella di stabilire “le dimissioni a un’età fissa – 80, o anche 75 anni, sottolineando la solidarietà con gli altri vescovi diocesani e chiedendo l’elezione generale di uomini più giovani”. L’altra opzione, che sembra abbandonata dopo la rinuncia di Benedetto XVI, è il fatto di accettare che “la realtà della mortalità umana significa che ci sono momenti in cui il Papa ha capacità ridotte o il governo centralizzato è rallentato”, com’è accaduto alla fine del lungo pontificato di Giovanni Paolo II. “Potrebbe anche significare l’accettazione di una sorta di lezione spirituale, cioè che Dio controlla la sua Chiesa e che l’autore della vita guida sia il soffio di vita di San Pietro che la vita della Chiesa”.

The Pillar, inglese.

2Un vescovo tedesco offre il suo patrocinio ai prigionieri politici in Iran

Il vescovo di Magonza, Peter Kohlgraf, presidente in Germania dell’organizzazione cattolica internazionale per la pace Pax Christi, ha annunciato il suo impegno pubblico a scrivere all’ambasciata dell’Iran a Berlino per chiedere la liberazione di due uomini – Arian Farzamnia e Reza Nowrozi, la cui vita è in pericolo – imprigionati per aver partecipato alle manifestazioni che hanno provocato più di 300 morti nel Paese. “Che un ragazzo di 17 anni sia minacciato di esecuzione per aver partecipato a una manifestazione, che un giovane padre sia torturato per un atto disperato… sono gravi violazioni dei diritti umani che dimostrano la brutalità con cui il regime iraniano agisce contro il popolo”, scrive il vescovo. Il suo approccio, spiega Religión Digital, si inserisce nel quadro di un’iniziativa della Società Internazionale per i Diritti dell’Uomo (IGFM) in cui persone famose difendono dei prigionieri ed esercitano pressioni sui politici per impedire che vengano giustiziati. In Germania, in particolare, il Primo Ministro della Renania-Palatinato, Malu Dreyer, sostiene una ragazza di 16 anni, Sheno Ahmadian, che sarebbe stata rapita dalle forze di sicurezza iraniane a metà novembre e di cui da allora non si hanno notizie.

Religión Digital, spagnolo. 

3Ucraina: anche il cardinale Zuppi chiede una conferenza internazionale

Dopo Papa Francesco e il cardinale segretario di Stato Pietro Parolin, anche il presidente della Conferenza Episcopale Italiana, Matteo Zuppi, spera nello svolgimento di una grande conferenza per la pace, sulla scia della conferenza di Helsinki durante la guerra fredda. 

Vatican News, italiano. 

4Il gesuita Rupnik è rimasto in Vaticano nonostante le sanzioni

Il caso del sacerdote gesuita Marko Rupnik continua a essere all’ordine del giorno. L’artista, famoso in tutto il mondo per i suoi mosaici e influente in Vaticano, non è stato escluso dalle sue funzioni vaticane quando era stato scomunicato tempo fa.  

The Pillar, inglese. 

5Il cardinale Mauro Piacenza scrive ai confessori in occasione del Natale

«Ci siano orari e luci accese in quella “capanna di Betlemme” che è il confessionale». È questa la richiesta che il cardinale Mauro Piacenza, penitenziere maggiore della Santa Chiesa cattolica, esprime in una lettera inviata ai penitenzieri e a tutti i confessori alla vigilia del Natale, riportata dai media vaticani.

Vatican News, francese. 

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