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“Il Natale non sarà lo stesso senza di lei”

Lutto

New Africa | Shutterstock

Catholic Link - pubblicato il 23/12/22

Una pubblicità per restituire la speranza dopo un lutto

di Blanca Serres

Pilarín Bayés, la famosa disegnatrice di Barcellona di 81 anni, ha detto addio il 31 ottobre alla figlia María dopo una lunga malattia. Sulle sue reti sociali ha pubblicato un’immagine che la ritraeva mentre dipingeva e decorava la bara della figlia perché “se ne andasse circondata dai fiori”. Questo sarà il suo primo Natale senza di lei.

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Nessuno è pronto alle celebrazioni in cui l’assenza grida e il senso sembra venire meno. Per quanto la malattia o l’età lo annuncino, non si è mai preparati a quel momento. Fa male, scoraggia, abbatte. E ci riunisce intorno a una tavola con gli altri, ciascuno con le proprie aspettative, con il proprio lutto, con la propria tristezza, con il proprio modo di affrontare la situazione. Non ci sono due modi uguali di affrontare la perdita di una persona cara… quanto è difficile!

È per questo che ho trovato la pubblicità che presento di seguito molto significativa. Suchard, la famosa marca di cioccolatini, con lo spot “Il primo Natale” ci interroga direttamente sul senso del Natale quando a tavola c’è una sedia vuota.

È una situazione che abbiamo vissuto o vivremo tutti in modo simile, un punto di inflessione familiare. Un primo Natale che segnerà sicuramente quelli che verranno.

Come affrontare la perdita di una persona cara?

Credo che la storia tenda un ponte tra quello che sembra mancarci e un’eredità che non verrà mai meno. Quando una persona lascia un segno nel nostro cuore, anche se ora la sua assenza fa male, lascia anche una via segnata. Le tradizioni sono un riflesso di questa, la rendono presente per noi, bisognosi come siamo di contatti visivi e tattili.

Il Natale è così. Attraverso questa bella e allegra tradizione, ricordiamo la nascita di Gesù, che ci ha fatto capire che la morte non ha l’ultima parola. E il ricordo, la commemorazione, ci porta all’azione. Cosa mi dice oggi la vita di Cristo? E quindi, cosa ci dice oggi la vita della persona che non c’è più?

Sembra che per i cristiani affrontare la morte sia facile. Crediamo nella speranza della resurrezione. Non inganniamoci, non è facile, non lo è mai. Ma per chi ha fede, nulla termina con la morte. Neanche la celebrazione familiare del Natale

Dare un senso alle tradizioni

Pochi giorni dopo che Pilarín aveva ringraziato sulle sue reti sociali per il sostegno ricevuto dopo la perdita della figlia, il genero ha espresso la sua ammirazione per la suocera, riconoscendo che nel suo esempio trovava la forza per andare avanti.

A Pilarín non fa meno male, ma lascia che sia il cuore a guidarla in questo momento. Piange pensando alla figlia, ride ricordandola, a volte resta senza parole. Come il bambino protagonista della pubblicità della Suchard, la sua spontaneità ci fa ricordare che tutti lamentiamo quell’assenza a tavola.

In quel bambino c’è sicuramente qualcosa della nonna. Per questo è importante, sulla base della speranza e della tenerezza, abbracciarsi, contare gli uni sugli altri, dare un nuovo senso alle tradizioni, avere il coraggio di confidare, avere pazienza e tendersi la mano.

Negli ultimi giorni, Pilarín ha condiviso sulle sue reti sociali una poesia di Sant’Agostino. Dalle sue parole ho capito che la fede la sta aiutando e che con la sua fede abbraccia altri. Un altro tesoro che vi aiuterà sicuramente ad affrontare i primi Natali senza quella persona speciale per voi.

“La morte non è niente. Sono solamente passato dall’altra parte: è come fossi nascosto nella stanza accanto.
Io sono sempre io e tu sei sempre tu. Quello che eravamo prima l’uno per l’altro lo siamo ancora.
Chiamami con il nome che mi hai sempre dato, che ti è familiare; parlami nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato.
Non cambiare tono di voce, non assumere un’aria solenne o triste.
Continua a ridere di quello che ci faceva ridere, di quelle piccole cose che tanto ci piacevano quando eravamo insieme. Prega, sorridi, pensami!
Il mio nome sia sempre la parola familiare di prima: pronuncialo senza la minima traccia d’ombra o di tristezza. La nostra vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto: è la stessa di prima, c’è una continuità che non si spezza.
Perché dovrei essere fuori dai tuoi pensieri e dalla tua mente, solo perché sono fuori dalla tua vista?
Non sono lontano, sono dall’altra parte, proprio dietro l’angolo”.

Qui l’articolo originale pubblicato su Catholic Link.

Tags:
luttonatalesperanza
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