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«Descálzate», un progetto delle monache di clausura per liberarsi dalle dipendenze

descalzate

akin hoo - Shutterstock

Dolors Massot - pubblicato il 15/12/22

Le Agostiniane Scalze di Benigánim creano una “Casa di preghiera” con una proposta innovativa: giornate per la liberazione dalle dipendenze

Le Agostiniane Scalze di Benigánim celebreranno domenica 18 dicembre il 425° anniversario della fondazione del loro ordine, e hanno annunciato ad Aleteia iniziative estremamente innovative di evangelizzazione, come gli “Encuentros Descálzate”, che nel 2023 tratteranno della liberazione dalle dipendenze.

Le nove monache che formano il monastero de la Purísima Concepción, San José y beata Inés di Benigànim riescono a diventare in questo modo il polmone spirituale della nostra società, senza rinunciare in nulla alla loro vita di clausura, dedicata totalmente alla preghiera e al lavoro.

Incontri «Descálzate»

Questa comunità di Agostiniane Scalze, caratterizzata dalla loro creatività evangelica, ha battezzato questi incontri, che verranno lanciati nel 2023, «Descálzate», ispirati all’immagine biblica del roveto ardente in cui Mosè incontra personalmente Dio. 

Gli incontri sono rivolti a giovani, catechisti e agenti di pastorale. Durano un’intera giornata (sabato), sono tre all’anno e permettono di affrontare il tema, sempre annuale, da varie angolazioni.

Suor Gemma, religiosa della comunità, ha riferito che “gli incontri analizzeranno vari aspetti delle dipendenze: la dipendenza dalla pornografia (a febbraio), la dipendenza dalle reti sociali (a luglio) e la dipendenza da droghe, bevande e mondo notturno (a ottobre)”.

L’ordine del giorno nelle giornate è semplice. La mattinata si sviluppa con un esperto che parla del tema e dà ampio spazio a domande e dubbi. A mezzogiorno si pranza tutti insieme in condivisione. Il pomeriggio inizia con una testimonianza sul tema della mattinata, a cui segue l’adorazione davanti al Santissimo, per poi concludere con un momento di condivisione con le religiose nel parlatorio.

Il primo incontro si svolgerà l’11 febbraio e verrà inaugurato da padre Patxi Bronchalo nelle vesti di oratore. La testimonianza verrà offerta da un ragazzo, Javier Alonso. Nel secondo incontro ci sarà Anna Plan, esperta di reti sociali, e la testimonianza verrà offerta da una ragazza di Barcellona con problemi di anoressia a causa delle reti. Per il terzo bisogna ancora determinare chi sarà l’oratore e chi darà la propria testimonianza.

Una pausa per incontrare Dio

Vengono chiamati “Ritiri personalizzati”, e fanno parte dell’offerta proposta dalla Casa de oración «Rema mar adentro», che le religiose hanno creato nel giardino del monastero, separato dalla clausura, dove hanno un accogliente edificio con la sua cappella, il chiostro, stanze e un ampio spazio verde. La struttura permette alle Agostiniane di accogliere le ragazze che hanno bisogno di una pausa nella propria vita per incontrare Dio, una o due, “non di più”, perché possano vivere un incontro di accompagnamento “molto più personalizzato”.

In questo modo, si cerca di aiutarle a “interiorizzare a livello personale e davanti a Dio”. “Non è un’esperienza vocazionale”, chiariscono, “è più un incontro personale con il Signore, e dà molta soddisfazione vedere come arrivano e come vanno via”.

monjas benigànim

Casa di preghiera

Una delle idee più geniali di questo monastero è proprio la dimensione assunta dalla Casa di preghiera, perché da un lato tiene conto della vita di clausura nella comunità agostiniana scalza, dall’altro riesce a trasmettere la vita di preghiera e contemplazione a chiunque.

La Casa di preghiera offre la possibilità di ritiri individuali (la persona si organizza e vive da sola il suo ritiro) o personalizzati (in cui c’è la guida di una religiosa che in certi momenti stabilisce delle pause per interiorizzare e aprirsi all’azione di Dio).

La Casa accoglie anche convivenze, perché riceve gruppi che per un giorno vogliono svolgere ritiri di preghiera in comune o convivenze.

425 anni, due beate e sette venerabili

Suor Aurora, un’altra delle religiose della comunità, un vulcano di allegria e creatività evangelizzatrice, ha spiegato ad Aleteia: “Viviamo in comunità per fare di questa casa una piccola porzione del popolo cristiano a imitazione delle prime chiese”.

“Qui dentro, liberate di tutto, possiamo dedicarci totalmente alla contemplazione, all’amore, perché è quando ci si distacca da tutto che si possiedono davvero tutte le cose”.

Suor Gemma racconta come la comunità celebrerà i 425 anni dell’Ordine Agostiniano Scalzo, fondato dall’arcivescovo di Valencia, San Juan de Ribera, nel 1597.

“Rinnoviamo la coscienza del nostro carisma, la nostra storia. Vogliamo rispolverare la vita delle nostre sorelle venerabili la cui testimonianza ci ha precedute: la beata Inés di Benigánim (1625-1696) e la beata Josefa de la Purificación, assassinata insieme a tre sorelle di sangue (monache cappuccine contemplative) e alla loro madre 83enne per il fatto di professare la loro fede durante la persecuzione religiosa in Spagna nel 1936”. 

La religiosa agostiniana rivela che di quest’ordine hanno fatto parte anche sette monache “venerabili”, ovvero che hanno ricevuto ufficialmente dal Papa il riconoscimento delle loro “virtù eroiche”, passo decisivo per la causa di canonizzazione.

Tra queste, ci sono le mistiche e grandi autrici spirituali madre María de Jesús Gallart (1612-1677) e Juana de la Encarnación (1672-1712).

“Riscatteremo tutta la nostra storia in occasione del centenario”, rivela suor Gemma.

Per ulteriori informazioni su questa comunità di Agostiniane, si può consultare la pagina web www.agustinasdescalzas.es o seguirle attraverso le reti sociali:

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