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7 sante che hanno rifiutato l’aborto, anche a rischio della propria vita

SAINTS

Public Domain, via Wikimedia Commons

Cerith Gardiner - pubblicato il 07/12/22

Il desiderio di queste sante donne di salvare il bambino che portavano in grembo era più importante della loro esistenza

Da quando la Corte Suprema statunitense ha rovesciato la sentenza Roe v. Wade, la questione dell’aborto ha occupato i titoli di quotidiani e telegiornali. Le leggi sull’aborto sono state ora poste nelle mani degli elettori e dei loro rappresentanti, il che vuol dire che l’aborto rimarrà un argomento controverso che vedrà la gente schierarsi a favore e contro per un bel po’.

Nel corso della storia ci sono state tante persone che hanno lottato per la vita dei bambini non nati, anche a scapito della propria salute. Ecco una serie di donne sante che hanno difeso la vita ai suoi primi stadi e possono ispirarci oggi.

Serva di Dio Chiara Corbella Petrillo

La storia di questa giovane madre cattolica del XXI secolo è particolarmente dolorosa, ma anche fonte di grande ispirazione. Poco dopo il viaggio di nozze, Chiara ha scoperto di essere incinta. I medici le hanno però detto che la gravidanza non avrebbe avuto un esito positivo e hanno raccomandato di abortire. Lei ha rifiutato.

La piccola Maria Grazia Letizia ha vissuto per meno di un’ora, sufficiente per essere battezzata. Sul biglietto in suo ricordo era scritto “Siamo nati e non moriremo mai più”, per ricordare a chiunque la sacralità della vita.

Purtroppo, anche la seconda gravidanza di Chiara è risultata complicata. Questa volta il bambino non aveva gambe e fegato, e le è stato detto che suo figlio sarebbe morto. Ancora una volta, Chiara e il marito hanno sfidato i medici e hanno portato avanti la gravidanza. Il figlio Davide Giovanni ha vissuto per 38 minuti, e anche lui è stato battezzato.

Alla fine Chiara è rimasta incinta del terzo figlio. Questa volta la gravidanza è andata bene e il bambino era sano. Chiara, però, non lo era. I medici le hanno scoperto un cancro alla lingua. Avrebbe potuto essere curata, ma questo avrebbe messo in pericolo il bambino. Chiara ha rifiutato ogni trattamento, inclusi gli antidolorifici, nella speranza che il figlio nascesse senza problemi.

Grazie al cielo il piccolo Francesco è nato in salute, ma il cancro di Chiara si era ormai diffuso, e lei è morta nel 2012, quattro anni dopo il suo matrimonio. Il giorno della sua morte indossava l’abito nuziale, e il suo volto era pieno di gioia.

Serva di Dio Emilia Wojtyła

Il cognome vi risulterà familiare, visto che si tratta della madre di Papa San Giovanni Paolo II, ma magari non sapete che se questa donna avesse dato ascolto ai medici non avremmo mai avuto l’amatissimo Pontefice.

Quando Emilia era incinta, il medico credette che la sua vita fosse in pericolo e le consigliò di abortire. Lei e il marito decisero di trovare un altro dottore che la aiutasse a portare avanti la gravidanza.

Il giorno in cui doveva partorire, il marito e il figlio maggiore andarono in chiesa a pregare. Emilia chiese all’ostetrica di aprire la finestra di modo che il primo suono che avrebbe sentito suo figlio fosse quello delle Litanie Lauretane cantate ogni sera nella parrocchia dall’altro lato della strada. Sarà stato questo suono a porre il piccolo Karol sulla via della santità dal giorno stesso in cui è stato messo al mondo?

Venerabile Annie Zelikova

Questa giovane devota della Moravia andava a Messa ogni giorno per poter ricevere l’Eucaristia, cosa importantissima per la sua profonda fede. Quando aveva 13 anni sentì per caso una conversazione in cui la madre rimproverava una parente parlando dell’aborto: “È un peccato contro il cielo e contro il bambino – non puoi ucciderlo!”

Per via della sua giovane età, non comprese il significato di quello che stava dicendo sua madre, ma sentiva che Dio le stava chiedendo di compiere riparazioni per ciò che stava accadendo. Decise di farlo offrendo la sua vita a Dio, e poi scoprì attraverso il suo direttore spirituale che si stava sacrificando in parte per gli aborti che venivano realizzati nel mondo.

Dio ha risposto al suo desiderio di offrirsi per i peccati altrui. L’adolescente si è ammalata, e le venivano dati tre mesi di vita. Anche se è rimasta sul letto di morte per altri quattro anni, offrendo la sua vita per consolare Dio per la morte dei bambini non nati, alla fine è morta a 17 anni di tubercolosi.

Beata Marianna Biernacka

Questa madre polacca si è sacrificata per il suo nipotino non nato. Moglie di un contadino, ha vissuto in Polonia durante la II Guerra Mondiale. Quando i soldati arrivarono e selezionarono persone a caso da giustiziare come rappresaglia per i soldati tedeschi che erano stati uccisi nelle vicinanze, il figlio di Marianna e sua moglie Anna furono tra le persone scelte.

Anna, già madre di una bambina, era però incinta, e così Marianna offrì la propria vita in cambio di quella della nuora. I soldati acconsentirono e la nonna venne giustiziata due settimane dopo con il rosario in mano. La nuora ha vissuto fino a 98 anni.

Beata Maria Corsini Quattrocchi

Quando era incinta del suo quarto figlio, questa madre coraggiosa ha iniziato ad avere delle emorragie per via della placenta previa, una condizione in cui la placenta copre la cervice, mettendo a rischio la vita della madre. Considerando che tutto questo è accaduto all’inizio del XX secolo, rifiutando l’aborto Maria si stava fondamentalmente condannando alla morte.

Lei e il marito – che non era particolarmente devoto – hanno tuttavia ignorato le richieste dei medici e si sono rivolti alla preghiera per trovare speranza. Le loro preghiere sono state esaudite, e la gravidanza è proseguita.

Tre dei figli sono diventati religiosi. Enrichetta, la più giovane, ha vissuto una vita così piena di virtù eroiche che lo scorso anno Papa Francesco l’ha dichiarata venerabile.

Santa Gianna Beretta Molla

Pediatra madre di quattro figli, è la patrona dei bambini non nati. Quando aspettava il quarto figlio, Gianna ha provato improvvisamente un forte dolore. I medici hanno scoperto che nell’utero portava sia un bambino che un tumore. L’unico modo per assicurare la sua sopravvivenza era abortire o sottoporsi a un’isterectomia totale. In entrambi i casi il bambino sarebbe morto, ma la malattia avrebbe potuto essere curata.

Per la devota Gianna non era un’opzione praticabile, e quindi ha deciso di far rimuovere solo il tumore. I medici hanno eseguito la procedura, ma ci sono state delle complicazioni nella gravidanza. Quando è arrivato il momento del parto, Gianna ha insistito perché la vita del bambino avesse la priorità sulla propria. Alla fine la figlia Gianna Emanuela è nata con parto cesareo, ma la madre è morta una settimana dopo per peritonite settica.

Se queste donne hanno dimostrato grande forza nelle situazioni che si sono trovate ad affrontare, non dovremmo dimenticare la storia di una donna particolare che ha abortito…

Serva di Dio Dorothy Day

Poco più che ventenne, la famosa anarchica sociale e giornalista rimase incinta. Il suo ragazzo la spinse ad abortire, e poi la lasciò. Questo provocò in Dorothy non solo un enorme dolore, ma anche un forte senso di colpa per l’aborto a cui si era sottoposta, durato fino alla fine dei suoi giorni.

Come convertita cattolica, però, Dorothy ha deciso che un modo per provare a evitare che altre donne vivessero un’esperienza simile era condividere coraggiosamente la sua storia. Considerando l’epoca, è stato particolarmente audace.

La Day ha trascorso il resto della sua vita ispirando gli altri con la sua fede profonda e la testimonianza del Vangelo, e la sua storia ha senz’altro incoraggiato altre donne a prendere posizione a favore della vita e a rifiutare l’aborto anche di fronte alle pressioni altrui.

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abortosanti e beati
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