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4 frasi che trasformeranno il vostro Avvento

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Sotnikov Misha | Shutterstock

Tom Hoopes - pubblicato il 07/12/22

Tutti i trucchi per vivere un periodo splendido potrebbero non servire. Semplificate tutto con queste quattro idee

Ho sempre avuto delle difficoltà con l’Avvento. Questo periodo mi delude, e io deludo lui. Intreccio in un groviglio tutti i fili dell’Avvento: strane profezie dell’Antico Testamento, feste di Natale, antifone dell’O, recite di Natale, tradizioni dell’albero di Iesse a cui è difficile attenersi, decorazioni natalizie e preparazione per la Seconda Venuta.

Ho quindi iniziato a cercare una risposta al mio dilemma d’Avvento, e ho trovato quattro frasi che mi stanno già aiutando molto.

Prima frase: “Morirai il 25 dicembre”

Questa è la soluzione chiara ed ovvia – ma brillante e strabiliante – che padre Mike Schmitz dà al problema dell’Avvento. Forse l’avete già vista; ecco un promemoria. 

Nella sua presentazione The True Meaning of Advent, padre Mike unisce le due venute di Cristo a cui ci stiamo preparando – la nascita del Bambino Gesù e la venuta di Gesù il Giudice – proponendo una soluzione elegantemente semplice: “Immaginate che quest’anno dobbiate morire il 25 dicembre”.

Come vivreste il resto dell’Avvento se fosse veramente così? Come preghereste? Come vi pentireste? Come servireste i poveri? Il sacerdote condivide la bella storia di una studentessa universitaria che ha sentito questo consiglio e ha contattato una ragazza che aveva bullizzato al liceo.

“L’ho chiamata e le ho detto ‘So di essere stata cattiva con te. Mi dispiace tanto. L’ho fatto perché ero gelosa’”.

La ragazza sapeva esattamente di cosa stesse parlando. “Ero sempre così ferita”, ha detto. “Non sapevo perché fossi così cattiva con me mentre eri tanto gentile con chiunque altro”. Poi l’ha ringraziata e l’ha perdonata.

La studentessa ha detto a padre Mike: “Sono un passo più vicina ad essere pronta a vedere il Signore, perché mi sono liberata di questo”.

Fate così in questo mese di dicembre. E perdonate le persone che dovete perdonare finché ne avete tempo.

Secondo: “La rivoluzione inizia il 25 dicembre”

Anche la proposta del vescovo Robert Barron è assai chiarificatrice: “L’Avvento è una sorta di preparazione a una rivoluzione”.

In primo luogo ha impostato la scena: dopo secoli di previsioni del Messia che doveva venire, è apparso Giovanni Battista, dicendo “Sta accadendo ora. La vittoria definitiva di Yahvè sta per verificarsi, quindi preparate una strada per il nostro Dio”.

Jesus and the Dead Sea Scrolls, di John Bergsma, aggiunge dettagli affascinanti su questo, descrivendo la comunità essena di credenti ebrei quasi monastici che si era stabilita vicino al Mar Morto per preparare letteralmente una strada per il Messia.

Il vescovo Barron suggerisce di prendere il tutto alla lettera. Gesù ha reso “luminosamente chiaro ciò che stava dicendo. Il Regno di Dio è vicino. Non spiritualizzatelo ancora… Gesù sta dicendo: ‘In me, nella mia persona, Yahvè sta emergendo definitivamente e vittoriosamente. Egli è venuto ora a governare. Sostituisce i re del mondo’”.

Pensate a quello che è successo dopo: Gesù è risorto dai morti e ha lanciato una rivoluzione mondiale dell’amore e dell’umiltà che ha arato sotto le antiche culture pagane dure e spietate, rendendo ai nostri giorni normative le concezioni cristianizzate del bene e del male.

Quest’anno, Gesù vuole che la rivoluzione vada più in profondità. Attraverso di noi. A partire dal 25 dicembre. Preparatevi!

Terzo: Satana dice “Non aspettare!”, mentre Dio dice “Sii paziente”

Il Padre della Chiesa Tertulliano (160-220) ha scritto un notevole saggio sulla pazienza, in cui sostiene che il peccato dell’impazienza sia alla base del peccato originale.

Eva “non avrebbe mai peccato se avesse onorato il mandato divino mantenendo la pazienza fino alla fine”, scrive. “Come Dio è l’autore della pazienza, il diavolo lo è dell’impazienza”. Dio fa le cose lentamente, in modo metodico. Satana si stanca di aspettare e vuole andare al sodo. Ha giocato sull’impazienza di Eva, suggerendo che poteva diventare come un dio subito, non aspettando la divinizzazione della via di Dio.

Pensate alle cause dei peccati provocati dall’impazienza: “Voglio tutti i piaceri della vita ora”. “Dimentica il duro lavoro”. “Voglio ricompense subito”. “Chiedo onore e rispetto ora”. 

Ora applicateli al Natale. L’Avvento, ancor più della Quaresima, è il tempo dell’attesa paziente. Dio non ha fretta. Per stare al passo con lui dobbiamo fare le cose a modo Suo. Lentamente.

Quarto: Maria era ancora più occupata di voi

Jim Gaffigan ha scherzato sulla nascita del suo quinto figlio dicendo: “Immagina che mentre stai annegando qualcuno ti dia un bambino”. È quello che è successo a Maria e Giuseppe. Avevano già troppo da fare: un censimento a cui rispondere, parenti da visitare nella città natale di Giuseppe, una lunga carovana lungo strade rischiose e una locanda troppo piena per ospitarli.

Il bambino è arrivato comunque, e dopo di quello non importava nient’altro.

Anche voi avete troppo da fare, ma il Bambino Gesù sta arrivando comunque. E dopo di questo non importerà nient’altro.

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