Aleteia logoAleteia logoAleteia
sabato 04 Febbraio |
San Giuseppe da Leonessa
Aleteia logo
Cultura
separateurCreated with Sketch.

Il grano di santa Barbara: una tradizione antica

Questo articolo è riservato ai membri di Aleteia Plus
SAINT BARBARA

PD

Lucia Graziano - pubblicato il 04/12/22

Secondo una leggendaria agiografia, esiste un legame tra santa Barbara e il grano (e più precisamente il grano che cresce fuori stagione). A partire da questo dettaglio, si svilupparono attorno alla festività del 4 dicembre alcune deliziose tradizioni: ne proponiamo due, perfette per famiglie, tutte da riscoprire.

Talvolta, trovandosi a dover descrivere le avventure dei santi vissuti nelle epoche più remote, gli agiografi del Medioevo si divertivano a inserire nella narrazione elementi fantasiosi e dichiaratamente leggendari. Lo facevano senza preoccuparsi troppo dell’accuratezza storica, concentrandosi piuttosto sulla possibilità di offrire al pubblico una lettura che colpisse l’immaginazione, permettendo agli insegnamenti morali di imprimersi nel profondo. È questo il modo in cui nacquero alcune delle leggende più immaginifiche del martirologio (esempio eclatante: san Giorgio che uccide il drago); ed è anche questo il modo in cui nacque la fantasiosa storia che stiamo per raccontare oggi. Cioè, quella del miracolo del grano di santa Barbara.

Il miracolo del grano che cresce fuori stagione

In varie forme, questo schema narrativo si ripete sempre uguale nelle agiografie di molte sante vergini. Ma non solo: lo ritroviamo anche in alcune narrazioni apocrife dell’infanzia di Gesù, laddove il narratore si diverte a immaginare i dettagli della rocambolesca e affannosa fuga in Egitto.

Insomma: variano i protagonisti di questa storia, ma la trama si sviluppa in modo simile. Tutto inizia con una giovane santa che si trova in una situazione di grave pericolo: vuoi perché inseguita dagli sgherri di Erode, vuoi perché minacciata da soldati che vogliono martirizzarla (o comunque usarle violenza, nel caso di sante vissute in epoche successive all’editto di Costantino). La donna, affidandosi alla benevolenza del Signore, fugge in direzione di un campo appena arato nel quale incontra un contadino, che se ne sta lì per i fatti suoi occupandosi di seminare il grano. Passandogli vicino, la santa gli si appella: «se qualcuno dovesse chiederti se hai visto una donna in fuga che passava di qui, ti prego buon uomo: rispondi che l’hai vista passare proprio mentre stavi seminando il grano».

Perplesso, il contadino acconsente a quella richiesta strampalata e va avanti con il suo lavoro. Ma ecco che (miracolo del cielo!) entro pochi minuti tutti i semi portano frutto e il campo si riempie di mille spighe dorate, pronte per la mietitura (oltretutto fuori stagione).

Quando i malintenzionati raggiungono il campo e chiedono al contadino se abbia visto passare una donna in fuga, lui – come da istruzioni – risponde che effettivamente sì, l’ha vista passare di lì mentre stava seminando il grano. Il che è effettivamente vero! Ma poiché il grano è già alto, gli sgherri presumono che siano ormai trascorsi mesi dall’avvistamento: convinti di star cercando nella direzione sbagliata, fanno dietrofront e si spostano altrove. E così, la Vergine riesce fuggire in Egitto col Bambinello; la giovane fanciulla sfugge al martirio (almeno per quella volta); la pia dama ha modo di salvarsi da una terribile violenza.

Da una leggenda antica, due tradizioni da riscoprire

Anche santa Barbara, secondo la leggenda, fu protagonista di un simile miracolo mentre fuggiva ai soldati che cercavano di ucciderla. E il fatto che il martirologio ricordi la santa il 4 dicembre, e cioè all’inizio del periodo d’Avvento, ha dato origine ad alcune dolcissime tradizioni natalizie, variamente collegate a questo episodio agiografico. Qui ne proponiamo un paio, così belle e così semplici da poter facilmente essere riproposte in famiglia con gran divertimento dei piccoli (…e non solo!).

La ricetta del khamiè di santa Barbara

La prima è una ricetta di un dolce che, nel giorno della festa di santa Barbara, non può mancare sulle tavole dei cristiani che vivono in Medio Oriente: l’ingrediente principe è il grano, in omaggio a quelle spighe dorate che crebbero miracolosamente per proteggere la fuga della giovane.

Per la ricetta, seguiamo le istruzioni del libro Cooking with the Saints (Ignatius Press, 2001); per soddisfare 8/10 persone, saranno innanzi tutto necessari questi ingredienti:

  • 300 gr. di grano crudo ammollato (o, per maggior comodità, di gran precotto per pastiera)
  • 100 gr. di uvetta
  • 100 gr. di pinoli
  • 100 gr. di nocciole sbriciolate
  • 100 gr. di mandorle sbriciolate
  • 100 gr. di canditi misti
  • 250 gr. di zucchero (o, a seconda dei gusti, di miele e zucchero mescolati assieme)
  • 2 l. di acqua
  • ½ cucchiaino di acqua di rose

Se non state utilizzando il grano precotto, lavatelo ripetutamente sotto l’acqua fredda, mettetelo in una pentola che avrete riempito con due litri d’acqua e fatelo cuocere a bassa temperatura fino a ottenere un composto morbido dalla consistenza simile a quella del porridge. Utilizzando una normale pentola sui fornelli, potrebbero occorrervi dalle quattro alle sei ore; sarà certamente molto più pratico utilizzare una slowcooker (impostando circa quattro ore di cottura in modalità high) o, ancor meglio, ricorrere al grano per pastiera che troviamo già pronto all’uso.

Quando il grano sarò cotto, continuando a far sobbollire, aggiungete l’uvetta, i pinoli, le mandorle, i canditi, lo zucchero e l’acqua di rose. Mescolate finché lo zucchero non si sarà sciolto completamente; a quel punto, togliete il khamiè dal fuoco e impiattatelo in piccole ciotolette che potrete decorare con cannella e granella di pistacchio. Servite ancora caldo.

I germogli di grano di santa Barbara

Se, nel Medio Oriente, le massaie ricordano santa Barbara col khamiè, nell’Europa dell’Est e nella Francia meridionale esiste ancor oggi una dolcissima tradizione “per famiglie” che ricalca quegli esperimenti di scienze che, di tanto in tanto, vengono proposti agli alunni della scuola primaria.

In memoria di santa Barbara, i piccoli di casa “seminavano” chicchi di grano nel giorno della sua festa, adagiandoli in un piattino che veniva poi ricoperto da piccole pezzuole di cotone umido, da sostituire periodicamente. Il piattino veniva posato in un luogo tiepido della casa (come potrebbe essere, oggigiorno, il termosifone): se tutto andava bene, i chicchi di grano avrebbero cominciato di lì a poco a germogliare, trasformandosi in mille fili verdi pronti a far bella mostra di sé proprio nel periodo di Natale.

E quale simbolo migliore per rappresentare il Natale, se non un filo d’erba che nasce, e cresce rigoglioso, anche nel più freddo dell’inverno?

Il resto dell'articolo è riservato ai membri di Aleteia Plus

Sei già membro? Per favore, fai login qui

Gratis! - Senza alcun impegno
Puoi cancellarti in qualsiasi momento

Scopri tutti i vantaggi

Aucun engagement : vous pouvez résilier à tout moment

1.

Accesso illimitato a tutti i nuovi contenuti di Aleteia Plus

2.

Accesso esclusivo per pubblicare commenti

3.

Pubblicità limitata

4.

Accesso esclusivo alla nostra prestigiosa rassegna stampa internazionale

5.

Accedi al servizio "Lettera dal Vaticano"

6.

Accesso alla nostra rete di centinaia di monasteri che pregheranno per le tue intenzioni

Sostieni i media che promuovono i valori cristiani
Sostieni i media che promuovono i valori cristiani
Tags:
leggenda agiograficasanta barbara
Sostieni Aleteia

Se state leggendo questo articolo, è grazie alla vostra generosità e a quella di molte altre persone come voi che rendono possibile il progetto evangelizzatore di Aleteia. Ecco qualche dato:

  • 20 milioni di utenti in tutto il mondo leggono Aleteia.org ogni mese.
  • Aleteia viene pubblicato quotidianamente in sette lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, polacco e sloveno.
  • Ogni mese, i nostri lettori visionano più di 50 milioni di pagine.
  • Quasi 4 milioni di persone seguono le pagine di Aleteia sui social media.
  • Ogni mese pubblichiamo 2.450 articoli e circa 40 video.
  • Tutto questo lavoro è svolto da 60 persone che lavorano full-time e da altri circa 400 collaboratori (autori, giornalisti, traduttori, fotografi...).

Come potete immaginare, dietro questi numeri c'è un grande sforzo. Abbiamo bisogno del vostro sostegno per poter continuare a offrire questo servizio di evangelizzazione a tutti, ovunque vivano e indipendentemente da quello che possono permettersi di pagare.

Sostenete Aleteia anche solo con un dollaro – ci vuole un minuto. Grazie!

IT_3.gif
Preghiera del giorno
Oggi festeggiamo anche...





Affida le tue intenzioni di preghiera alla nostra rete di monasteri


Top 10
Vedi di più
Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni