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Sapete cos’è successo quando ho rinunciato ai social in Avvento?

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Ramon López Calvo | CC

Suor Theresa Aleteia Noble - pubblicato il 29/11/22

Quello che una “suora mediatica” ha imparato prendendosi una pausa da Facebook e Twitter

“Siamo suore dedite alla comunicazione, come possiamo abbandonare le reti sociali?” Una consorella mi ha posto questa domanda dopo aver visto che mi ero scollegata dai miei account di Facebook e Twitter per il periodo dell’Avvento.

Ci ho pensato un po’ su, ma sinceramente non molto. A livello personale, credo di aver bisogno di pause dalle reti sociali per “scollegarmi”. I social media possono diventare facilmente usurpatori del mio tempo libero, della mia energia e della mia attenzione.

Come Figlia di San Paolo, la mia vocazione nei confronti di Dio è quella di diffondere il Vangelo usando i mezzi di comunicazione moderni, ma non sono chiamata da Dio a permettere che questi mi controllino. Per questo faccio delle pause, con le quali ho l’opportunità di rendermi conto dell’impatto dei media sulla mia vita.

Ecco alcune delle lezioni che ho imparato in questo periodo.

Le reti sociali impediscono il silenzio. Mi sorprendevo a entrare su Facebook e Twitter, anche dopo l’inizio dell’Avvento, in modo meccanico, come se procedessi con il pilota automatico inserito.

Senza rendermene conto iniziavo a scrivere l’URL. Alcuni direbbero che è sintomo di una dipendenza, ma in realtà è più qualcosa a cui mi sono abituata per eliminare il silenzio.

È una cosa che cerchiamo di fare tutti. Uccidere il silenzio ci aiuta a evitare cose che dobbiamo affrontare: sentimenti complicati, difficoltà relazionali, noia…

Sì, possono sopravvivere senza di te

Le reti sociali possono sopravvivere senza di me. Cerco scuse per rimanere nei social media o per usarli più di quanto dovrei.

Una scusa che mi ripeto spesso è che perderò sicuramente qualcosa di importante. “Che succede se qualcuno ha un bambino?”, mi chiedo. “O se un altro si sposa?”

Alla fine sono giunta alla conclusione che le persone che non si prendono la briga di inviarmi un biglietto di Natale o non prendono il telefono per raccontarmi questo tipo di cose probabilmente non erano amici intimi.

Solo perché i contatti sociali si sono estesi a livello esponenziale con le reti sociali non vuol dire che ora dobbiamo essere aggiornati sulla situazione di tutti i nostri conoscenti.

Alimentare i rapporti importanti

Le pause sulle reti sociali aiutano a promuovere i rapporti fondamentali.

A volte passo il tempo sui social media preoccupandomi di persone che neanche conosco o con cui ho perso i contatti da molto tempo. E mi chiedo: “Perché questa persona ha smesso di seguirmi?”, o “Perché questa persona con cui non parlo da dieci anni all’improvviso scrive un commento arrabbiato in una delle mie pubblicazioni di Facebook?”

Le reti sociali creano legami con persone che non conosciamo e con altre che sono uscite dalla nostra cerchia ristretta di rapporti se non via Internet. Può essere una cosa positiva, certo, ma l’energia che dedichiamo a queste relazioni è anche quella che non dedichiamo alle persone che sono proprio davanti a noi.

Riesaminare le nostre priorità

Le pause dalle reti ci aiutano a riesaminare le nostre priorità, soprattutto per quanto riguarda il rapporto più importante: quello con Gesù.

E così arrivo al cambiamento più grande che ho sperimentato durante questa pausa dalle reti sociali durante l’Avvento. Come in tutte le forme di penitenza, questa pausa ha aperto più spazio nella mia vita.

Mi sono sempre resa conto che quando scelgo una penitenza per l’Avvento o la Quaresima entrano in gioco altre piccole cose che riempiono lo spazio vuoto. E non sono necessariamente cose positive.

Se abbandono lo zucchero, ad esempio, inizio a mangiare più carboidrati. Se metto da parte il caffè, comincio a bere più tè. Se lascio Facebook e Twitter, passo più tempo su Instagram e Reddit. È una cosa normale e umana, ma in questo Avvento ho chiesto al Signore di darmi una mano per poter dare a Lui un po’ dello spazio rimasto vuoto. E credo che mi stia aiutando. Questo Avvento forse non sarà perfetto, ma avrà un carattere più dolce e più lento, nonostante la frenesia della mia vita. E sono grata per questo.

Sono già pronta per il Natale, e spero che lo siate anche voi.

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