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RASSEGNA STAMPA / Gesù Cristo, star di streaming: il successo della serie tv “The Chosen”

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Terza stagione di "The Chosen"

VidAngel Studios

Serial "The Chosen", sezon 3

i.Media per Aleteia - pubblicato il 28/11/22

Ogni giorno, Aleteia offre una selezione di articoli scritti dalla stampa internazionale sulla Chiesa e le questioni principali che preoccupano i cattolici nel mondo. Le opinioni e i punti di vista espressi in questi articoli non sono quelli degli editori.

Lunedì, 28 novembre 2022

1. Gesù Cristo, star di streaming: il successo della serie tv “The Chosen”

2. La dichiarazione della Santa Sede testa il rapporto di Pechino con le autorità locali

3. Una soluzione alla crisi dell’Ordine di Malta

4. Cosa vuol dire essere un cattolico “tradizionalista” in Germania?

5. Cardinale Sarah: “La libertà religiosa è minacciata anche in Occidente”

1Gesù Cristo, star di streaming: il successo della serie tv “The Chosen”

The New York Times dedica un articolo alla spiegazione del successo della “serie televisiva dall’esito sorprendente” sulla vita di Gesù, “The Chosen”. La serie è uno dei più grandi progetti mediatici di crowdfunding mai prodotti e inizierà lo streaming. La terza stagione sarà online a metà dicembre. In totale, 108 milioni di persone hanno visto almeno un episodio di “The Chosen”, spiega il NYT. La serie, “ideata da una persona poco nota, senza grandi celebrità e finanziata principalmente, in un primo momento, con piccoli contributi senza il supporto di uno studio di Hollywood”, è diventata un grande successo, con i primi due episodi della terza stagione della serie, che hanno debuttato nelle sale negli Stati Uniti il 18 novembre, che hanno guadagnato più di 8 milioni di dollari. “Il fatto che ‘The Chosen’ aspiri al prestigio per qualità televisiva anche a livello secolare fa parte del fascino che ha su un pubblico rassegnato a programmi di intrattenimento che sono spesso imitazioni minori di grandi successi”, spiega l’articolo. Oltre al successo commerciale, la serie è diventata un “autentico fenomeno in molti settori della cultura cristiana, attirando fans ecumenici ferventi”, aggiunge il quotidiano statunitense. Felicia Maize, una cristiana evangelica intervistata per l’articolo, ha spiegato che apprezza la serie perché il Gesù che vi viene raffigurato “non è un personaggio rigido e remoto da vecchio dipinto; è una persona a cui ci si può rapportare facilmente, come un migliore amico”. L’ideatore e regista della serie, Dallas Jenkins, anche lui cristiano evangelico, fa affidamento su un gruppo formato da un cristiano evangelico, un esperto cattolico e un rabbino messianico, che consulta sulla sceneggiatura. Il titolo “The Chosen” può essere anche interpretato come riferimento a Gesù stesso, ai suoi discepoli, o anche ai suoi seguaci, compresi quelli che guardano la serie televisiva. “Credo che sia questo lo slogan di tutta la serie: Gesù è un Dio personale”, ha affermato Jenkins. 

The New York Times, inglese.

2La dichiarazione della Santa Sede testa il rapporto di Pechino con le autorità locali

In una dichiarazione inattesa, il Vaticano ha espresso il suo disappunto per il giuramento del vescovo Peng Weizhao di Yujiang. “Una presa di posizione molto ferma”, che pur avendo suscitato grande attenzione, “non segna un’interruzione né tantomeno la fine del dialogo tra Santa Sede e Repubblica Popolare Cinese”, indica un articolo pubblicato sul sito Formiche. Il professor Agostino Giovagnoli, storico dell’Università Cattolica di Milano, spiega che i Cinesi non hanno violato apertamente l’accordo Santa Sede-Cina, che riguarda i nuovi vescovi da ordinare e non quelli già ordinati. Due problemi sono tuttavia emersi da questa decisione. Il primo è il fatto che il vescovo Peng Weizhao è stato “installato ufficialmente”, formula usata per indicare il riconoscimento ufficiale di un vescovo clandestino, a Nanchang come vescovo ausiliare di Jiangxi, mentre per Roma è vescovo di Yujiang, e la diocesi di Jiangxi non esiste. Il secondo problema è che le autorità hanno riconosciuuto il vescovo Peng come ausiliare, ovvero subordinato a un altro, presumibilmente il vescovo Li Suguang di Nanchang (capoluogo della provincia di Jiangxi). In questa configurazione, la comunità cattolica di Yujiang, un distretto all’interno della provincia di Jiangxi che include anche alcuni sacerdoti clandestini, sembra essere suffraganea di Nanchang. Questa decisione unilaterale cinese solleva dubbi sul fatto che siano state esercitate pressioni sull’ex vescovo clandestino e sul destino dei sacerdoti clandestini del suo gregge. Si può quindi comprendere la preoccupazione della Santa Sede per l’unità interna della Chiesa in Cina. Giovagnoli indica che la reazione della Santa Sede sottolinea il ruolo delle autorità locali di Jiangxi. È un problema ricorrente in Cina, dove “le autorità locali fanno spesso sentire il loro potere sulle questioni della Chiesa nell’ambito di loro competenza, senza preoccuparsi più di tanto del dialogo tra Santa Sede e le autorità centrali di Pechino”. A questo riguardo, la dichiarazione vaticana “è anche un avvertimento a queste ultime perché richiamino all’ordine i (potentissimi) poteri locali”, conclude il professore.

Formiche, italiano.

3Una soluzione alla crisi dell’Ordine di Malta

Un sacerdote inglese ben informato sui recenti sviluppi nell’Ordine di Malta ha proposto una soluzione alle difficoltà costituzionali incontrate. Piuttosto che abolire le condizioni di nobiltà per governare, ha proposto che l’Ordine nobiliti i suoi elementi migliori.

Catholic Herald, inglese.

4Cosa vuol dire essere un cattolico “tradizionalista” in Germania?

Se il Cammino sinodale modella il cattolicesimo in Germania, anche i cattolici “tradizionalisti” sono una realtà importante nel Paese.

The Pillar, inglese.

5Cardinale Sarah: “La libertà religiosa è minacciata anche in Occidente”

I cristiani in Occidente non dovrebbero dare per scontate la libertà religiosa e la libertà di adorazione, dice il cardinale Robert Sarah in un’intervista a EWTN.

CNA Deutsch, tedesco.

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