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La Stir-up Sunday: quando si preparava tutti assieme il Christmas pudding

Christmas pudding plum pudding plum duff tipico dolce natalizio inglese dalla forma di zuccotto

Shebeko I Shutterstock

Lucia Graziano - pubblicato il 28/11/22 - aggiornato il 28/11/22

Nell’Inghilterra vittoriana, l’ultima domenica prima dell’inizio dell’Avvento era nota come “Stir-up Sunday”; e in quel giorno le famiglie si riunivano per vivere assieme un momento di festa… pre-festiva. Una tradizione dal sapore antico, che forse farà bene riscoprire.

L’Avvento è appena iniziato, ma noi siamo già in ritardo.

In ritardo con la cucina, quantomeno; o quantomeno, agli occhi dei nostri antenati. Se volessimo stare al passo con gli usi e i costumi che erano in voga negli anni del Natale dickensiano, dovremmo oggettivamente ammettere la débâcle: a meno che non ci sia qualcuno che ha già cominciato a preparare il pranzo di Natale, la dura verità è che siamo in ritardo. A voler essere fedeli alla traduzione, dovremmo già avere un Christmas pudding che stagiona nel brandy dentro la dispensa.

In un’epoca in cui molti mostrano un fastidio crescente verso il consumismo che spinge i negozi a esporre le decorazioni festive quando si è ancora nel bel mezzo dell’autunno, può far sorridere il pensiero di una tradizione vittoriana che sembrerebbe segnalare la stessa impazienza. Ma, in realtà, la curiosa usanza di preparare il dolce di Natale prima ancora che inizi l’Avvento aveva un suo perché, e soprattutto aveva una sua morale: che forse potrebbe essere il caso di riscoprire. 

Il Christmas pudding: il dolce per eccellenza del Natale vittoriano

Nel Regno Unito di metà Ottocento, il pudding era il cibo festivo per eccellenza. L’aristocrazia lo consumava per buona parte dei mesi invernali, avendo cura di farne preparare versioni sempre diverse per poter gustare sapori mai uguali. Le famiglie meno abbienti non avevano la possibilità di mangiare con la stessa frequenza un piatto così ricco… ma ciò non impediva loro di fare qualche sforzo per portarlo a tavola almeno nelle grandi feste: sicché, nel regno della regina Vittoria, non esisteva una singola tavolata che non gustasse il suo bel pudding nel giorno di Natale. 

Come vi balzerà all’occhio se vorrete dare un’occhiata alla ricetta che presentiamo al fondo dell’articolo, il Christmas pudding della tradizione è un dolce assai complesso, composto da una miriade di ingredienti. Per la precisione, è uno di quei cibi che riesce a dare il meglio di sé quando viene lasciato a “stagionare” per qualche tempo nel liquore, così che tutti i sapori possano amalgamarsi al meglio. 

E così, per dare modo al brandy di imbibire a fondo il pudding delle feste, nacque appunto la tradizione di preparare il dolce prima ancora che iniziasse il mese di dicembre. Per convenzione, molte famiglie lo cucinavano nel pomeriggio dell’ultima domenica prima dell’Avvento; quella che, in Gran Bretagna, è ancor oggi nota come “Stir-up Sunday”. 

Una tradizione culinaria che affonda le sue radici… nella liturgia!

La Stir-up Sunday deve il suo nome al testo della colletta che viene recitata nelle chiese anglicane all’inizio della Messa del giorno (e che, a titolo di curiosità, era in uso anche nelle chiese cattoliche fino alla riforma liturgica del Concilio Vaticano II, che fissando in quella domenica la festa di Cristo Re ebbe cura di scegliere letture che fossero adeguate ad accompagnare la ricorrenza). 

Nell’ultima domenica prima dell’inizio dell’Avvento, i fedeli anglicani che prendono posto tra i banchi della chiesa iniziano ancor oggi la loro celebrazione recitando la preghiera: “stir up, we beseech thee, o Lords, the will of faithul people”: ovverosia, “Signore, ti preghiamo, accresci la volontà dei tuoi fedeli”. 

Difficile vedere un legame tra questa preghiera il pudding di Natale; sennonché, in lingua inglese, il verbo stir up (aumenta, accresci) è un composto di stir, cioè il vocabolo che viene utilizzato nei libri di ricette per indicare l’azione di mescolare un composto.

A quanto pare, questo involontario gioco di parole finì con l’ispirare alle pie donne riunitesi in chiesa pensieri che partivano dalla devozione cristiana e finivano sulle incombenze domestiche. Insomma: pian piano, le massaie britanniche cominciarono a guardare alla liturgia di quella domenica come a una sorta di pro-memoria casalingo: “stir up!”, si esclamava in chiesa; e le donnine, per non essere da meno, s’affrettavano quel pomeriggio stesso a fare altrettanto con l’impasto del loro pudding. Del resto, il Natale non era poi così lontano.

La gioia di ritrovarsi e festeggiare, per quelle famiglie che vivono lontane

Difficile dire quanto ci sia di vero in questa storia; è probabile che le tradizioni popolari legate a quella domenica di novembre si siano sviluppate indipendentemente, e solo a posteriori siano state rilette alla luce della liturgia del giorno. 

Certo è che, nel corso dell’Ottocento, divenne popolare la consuetudine di radunare tutta la famiglia attorno a un tavolo nel pomeriggio della Stir-up Sunday

Era una riunione familiare in piena regola: i genitori si liberavano dalle incombenze domestiche per poter dedicare ai figli l’intera giornata; i giovani che erano già andati a vivere fuori casa si prendevano il pomeriggio libero per tornare in famiglia; i parenti che abitavano lontano si organizzavano per poter essere presenti a loro volta. Si passava la giornata tutti assieme, e tutti assieme si lavorava per star dietro alla lunga preparazione del pudding. Era, a tutti gli effetti, un allegro ritrovo pre-natalizio; uno di quei bei ritrovi familiari dal sapore antico che aveva però luogo in un’epoca sufficientemente moderna da rendere già complicata l’operazione di ritrovarsi tutti assieme attorno a un tavolo. 

Le famiglie del XIX secolo furono le prime a dover sperimentare una dolorosa condizione fino a quel momento inedita: e cioè, quella di dover vivere a molta distanza dai propri fratelli, zii e genitori. 

La rivoluzione industriale aveva spinto molti giovani a cercare fortuna nelle grandi città, allontanandosi dai paeselli natii in cui restavano a vivere, soli, i genitori ormai anziani. A molte delle famiglie ottocentesche era ben nota quella dolorosa lontananza dai propri cari che molti di noi sperimentano oggi: e in un contesto in cui le riunioni familiari richiedevano necessariamente una certa organizzazione a monte, era rara e preziosa quella consuetudine pre-natalizia per cui i parenti si ritagliavano un pomeriggio per preparare tutti assieme il Christmas pudding. 

Con ogni evidenza, il dolce era solo la scusa per stare assieme e trascorrere il giorno in allegria. E per farlo prima che la neve e il ghiaccio rendessero disagevoli i trasporti; prima che gli impegni diventassero pressanti per chi lavorava nel commercio; prima che le ragazze che prestavano servizio come cameriere nelle dimore dell’aristocrazia venissero inghiottite dalle attività necessarie per curare i festeggiamenti natalizi dei loro datori di lavoro.

Ma le massaie sagge e operose sono notoriamente ricche di inventiva e non si lasciano intimorire da queste difficoltà logistiche. E così, nacquero appunto i festeggiamenti popolari in occasione della Stir-up Sunday: una allegra ricorrenza inventata a tavolino per stare tutti assieme, in un momento in cui era ancora possibile farlo senza troppo stress. Certo: a tempo debito, la famiglia si sarebbe riunita una seconda volta per il tradizionale pranzo di Natale; ma intanto, i festeggiamenti erano già iniziati, con quella rilassatezza e quell’informalità familiare che spesso associamo ai ricordi più belli.

Una tradizione da riscoprire e una ricetta da provare

E questa è forse una lezione da cui potremmo prendere ispirazione anche noi contemporanei, che spesso arriviamo esausti al 25 dicembre, messi a dura prova da una maratona di impegni che tendono a concentrarsi nei giorni immediatamente a ridosso della festa. 

Magari non avremo il minimo interesse a preparare il famoso Christmas pudding; ma trovare il modo più adatto a noi per rispolverare questa tradizione antica potrebbe davvero regalarci un prezioso momento di relax in famiglia, prima che il turbine di impegni pre-natalizi ci sommerga. In fin dei conti, non è mai troppo presto per ritrovarsi assieme in compagnia!

E se qualcuno volesse poi dedicarsi alla cucina, ecco la ricetta originale del Christmas pudding, così come lo ripropone l’associazione storica English Heritage, attingendo a testi d’età vittoriana.

Ingredienti

75 grammi di farina autolievitante

175 grammi di mollica di pane ancora fresca

175 grammi di zucchero di canna

175 grammi di burro

550 grammi di uvetta

125 grammi di agrumi canditi

125 grammi di amarene candite fatte a pezzetti

1 carota grattugiata

2 cucchiaini di spezie per dolci miste

1 arancia piccola da spremere in succo

1 limone piccolo da spremere in succo

3 cucchiaini di melassa o sciroppo d’acero

Preparazione

Mescolare zucchero, burro, farina e molliche di pane; quando gli ingredienti si saranno amalgamati, aggiungere l’uvetta, la frutta candita, la carota grattugiata, le spezie, la melassa e i succhi di agrumi. Trasferire il tutto dentro uno stampo da pudding, quindi procedere alla cottura: teoricamente, da fare a bagnomaria, in forno a 150 gradi, per 7 ore.

Per chi fosse provvisto di una slowcooker, sarà decisamente più pratico ricorrere a questo elettrodomestico: in quel caso, il pudding dovrà cuocere per 9 ore a temperatura low

Finita la cottura, il pudding sarebbe già pronto per la consumazione. Ma, un tempo, era tradizione conservarlo in un luogo freddo e asciutto per alcune settimane, irrorandolo quotidianamente col brandy (che, evidentemente, ne impediva il deterioramento grazie alla forte componente alcolica). Dopo un mese passato a essere innaffiato di liquore, il pudding che veniva portato in tavola il giorno di Natale era completamente intriso di alcool: per farlo consumare, era consuetudine servirlo flambé, dando fuoco al dolce al momento di impiattarlo. E anzi: era importante che ognuno dei commensali si vedesse servire una fetta di pudding sulla quale ancora danzavano le fiamme; i presenti ci soffiavano sopra esprimendo un desiderio per l’anno nuovo, proprio come noi facciamo oggi spegnendo le candeline della torta di compleanno. 

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