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RASSEGNA STAMPA / Il percorso senza precedenti del cardinal Zenari, “nunzio militare”

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Cardinal Zenari

Jean-Matthieu GAUTIER/CIRIC

Portrait du cardinal Mario Zenari (Damas, Syrie).

i.Media per Aleteia - pubblicato il 25/11/22

Ogni giorno, Aleteia offre una selezione di articoli scritti dalla stampa internazionale sulla Chiesa e le questioni principali che preoccupano i cattolici nel mondo. Le opinioni e i punti di vista espressi in questi articoli non sono quelli degli editori.

Venerdì, 25 novembre 2022

1. Il percorso senza precedenti del cardinal Zenari, “nunzio militare”

2. Un vescovo cinese “clandestino” si unisce alla Chiesa ufficiale

3. Una diocesi svizzera rinuncia agli esorcisti

4. Il silenzio del cardinal Omella

5. Il nuovo cardinale del Ghana dimesso dall’ospedale

1Il percorso senza precedenti del cardinal Zenari, “nunzio militare”

Il cardinale Mario Zenari, che opera nel servizio diplomatico della Santa Sede fin dagli anni Ottanta, è probabilmente il più anziano dei nunzi attuali. È l’unico nunzio apostolico in servizio ad essere stato creato cardinale dal XVI secolo e nella storia moderna delle nunziature apostoliche. “Questo mi fa sentire un po’ a disagio”, confessa il porporato, che ha servito i Papi in quattro continenti e in quasi 20 Nazioni. Nel 1999 è stato nominato nunzio in Costa d’Avorio, pochi mesi prima dello scoppio della guerra civile. Quattro anni dopo è stato inviato in Sri Lanka, “un altro Paese afflitto da una sanguinosa guerra trentennale”. Dal 2009 è nunzio in Siria. “Ora mi considero un nunzio militare”, ha affermato il diplomatico, che presto compirà 77 anni. Quando le altre missioni diplomatiche hanno lasciato la Siria al culmine della guerra, non ha mai lasciato Damasco. “Tenere aperta e operativa la nunziatura durante questo conflitto sanguinoso è stata una decisione ovvia a cui non abbiamo mai ripensato”, spiega il cardinal Zenari, che da giovane voleva solo essere un buon parroco di campagna. In Siria, vede la sua missione come quella di un buon samaritano, favorendo gli aiuti umanitari in questo Paese lacerato dalla guerra. Notando che la Siria è scomparsa dai radar mediatici, è ora preoccupato per la povertà, che colpisce quasi il 90% della popolazione, e per l’emigrazione, soprattutto dei giovani. A suo avviso, la veste cardinalizia che il Papa ha scelto di donargli nel 2016 ha un significato molto concreto: “Quando indosso questa veste, penso spesso che non la sto indossando a nome mio, ma a nome di tutte le vittime della guerra, soprattutto i bambini. Per me non non è altro che la Siria martoriata!”

Alfa y Omega, spagnolo. 

2Un vescovo cinese “clandestino” si unisce alla Chiesa ufficiale

Un vescovo cinese clandestino, John Peng Weizhao, nominato da Papa Francesco nel 2014 per la diocesi di Yujiang e in seguito arrestato per sei mesi dalle autorità cinesi, si è unito ai corpi “ufficiali” del cattolicesimo cinese ed è stato riconosciuto durante un cerimonia di giovedì “vescovo ausiliare di Jiangxi”. La cerimonia ha avuto luogo a Nanchang alla presenza di circa 200 persone, ed è stata presieduta dal vescovo locale, Li Suguang, che è anche vicepresidente della Conferenza Episcopale Cinese, entità non riconosciuta dalla Santa Sede. Il vescovo Peng Weizhao, 56 anni, ha studiato al seminario nazionale di Pechino ed è diventato sacerdote nel 1989. È stato ordinato segretamente vescovo di Yujiang con un mandato di Papa Francesco il 10 aprile 2014 per succedere al vescovo Tommaso Zeng Jingmu, fino a quel momento alla guida della Chiesa clandestina locale. Il vescovo Zeng Jingmu ha trascorso 23 anni in prigione ed è morto a 96 anni nel 2016. Qualche settimana dopo la sua ordinazione, anche il vescovo Peng è stato arrestato. Rilasciato nel novembre 2014, il suo ministero è stato fortemente limitato dalle autorità. Dopo l’accordo del 2018, la Chiesa clandestina di Yujiang è stata sottoposta a una pressione notevole per “regolarizzare” il suo clero con l’adesione alla Chiesa ufficiale. Il 22 settembre, il vescovo Peng ha informato il suo clero di aver rassegnato le dimissioni come vescovo di Yujiang e ha accettato il progetto governativo di integrare tutte le diocesi nella diocesi di Jiangxi. Secondo il sito web chinacatholic.cn, controllato dal Partito Comunista Cinese, il vescovo ha giurato di “predicare fedelmente il Vangelo, guidare i sacerdoti e i cattolici della diocesi di Jiangxi, rispettare la Costituzione nazionale, salvaguardare l’unità della patria e l’armonia sociale, amare il Paese e la religione, aderire al principio di indipendenza e autogestione della Chiesa, aderire all’indirizzo di sinizzazione del cattolicesimo nel nostro Paese, guidare attivamente il cattolicesimo perché si adatti alla società socialista e contribuire alla realizzazione del sogno cinese del grande ringiovanimento della Nazione cinese”. Si tema che possa ripetersi una situazione come quella verificatasi a Mindong, Fujian, dove sono state esercitate pressioni sul vescovo clandestino Guo Xijin perché accettasse il ministero di vescovo ausiliare e ha poi rinunciato al suo ministero episcopale pochi mesi dopo quando ha scoperto che le nuove condizioni gli lasciavano poca libertà di movimento. 

Asia News, inglese.

3Una diocesi svizzera rinuncia agli esorcisti

La diocesi di Chur, in Svizzera, non offrirà più i servizi di un sacerdote esorcista. L’attuale vescovo, Joseph Maria Bonnemain, ritiene che le persone con problemi psicologici dovrebbero trovare soluzioni mediche o psicoterapeutiche.

Cath.ch, francese.

4Il silenzio del cardinal Omella

Il cardinale Juan José Omella, presidente della Conferenza Episcopale Spagnola, non ha menzionato i casi di abusi nel suo discorso di apertura dell’assemblea plenaria dell’episcopato. El País dice che “non ha avuto compassione, un principio etico e una virtù religiosa che ci rende davvero umani e ci porta a mostrare solidarietà nei confronti di chi soffre”.

El Pais, spagnolo.

5Il nuovo cardinale del Ghana dimesso dall’ospedale

Il cardinale del Ghana Richard Baawobr, assente al concistoro del 27 agosto per problemi cardiaci, è stato dimesso dal Policlinico Gemelli di Roma il 18 novembre dopo essere stato sottoposto a un intervento importante. Il porporato ha ringraziato i fedeli della sua diocesi di Wa per le loro preghiere, e resterà a Roma per varie altre settimane, risiedendo nella Casa Generalizia dei Padri Bianchi, la congregazione di cui era Superiore Generale.

ACI Africa, inglese.

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