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Un richiamo ad un non tanto velato fallimento.

Nazioni Unite

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La bandiera dell'ONU

Don Fortunato Di Noto - pubblicato il 24/11/22

L’ Assemblea Generale dell’Onu designa il 18 novembre come Giornata Mondiale per la Prevenzione degli Abusi sui Minori.

Un’altra Giornata, un aggiuntivo momento a tante altre Giornate che in questo trentennio si sono pensate per focalizzare la situazione dei bambini sfruttati e abusati. Un richiamo ad un non tanto velato fallimento.

Riparare alla ‘catastrofe’ che si è abbattuta, e si abbatte ogni giorno, sui minori.

Le dinamiche non le conosciamo per l’istituzione di un’altra Giornata Mondiale (18 novembre, già Giornata europea per lo stesso tema), ma intuiamo che, nonostante l’impegno ‘formale e burocratico’ di alcuni Stati e confessioni religiose, la necessità è quello di contrastare il fenomeno endemico degli abusi sessuali e non solo sui minori.

L’aumento (e non la diminuzione!) degli stessi abusi sono una ferita sanguinante, una cancrena globale, un impegno che deve essere costante e decisivo, perché, ed è innegabile, si percepisce un velato fallimento in queste strategie (a volte lautamente finanziate!).

Troppe vittime, poca riparazione del danno, poca giustizia in merito alla individuazione dei predatori e sfruttatori in ogni ambito, sociale, civile, religioso.

Gli abusi aumentano ogni anno e quelli legati alla perversione e sfruttamento sessuale sui minori è così palesemente evidente ( contro chi dichiara la negazione degli stessi) che se da una parte ci scuote, dall’altra ci paralizza. Chissà se i programmi in atto, con lauti finanziamenti (spesso usufruiti da pochi!) portano a risultati efficaci e liberanti. Per buona pace, quei pochi ci sono, ma dovrebbero essere ‘verificati’.

I nuovi esperti delle Nazioni Unite.

In occasione della prima commemorazione della Giornata mondiale per la prevenzione e la guarigione dallo sfruttamento, dagli abusi e dalla violenza sessuale dei minori, il 18 novembre, sei esperti di diritti umani sono stati nominati (in veste di attività di volontariato!) dalle Nazioni Unite e hanno dichiarato che i paesi devono intensificare gli sforzi per combattere l’emergenza globale dello sfruttamento e degli abusi sui minori.

Milioni di abusati in tutto il mondo.

Hanno dichiarato che sono milioni i ragazzi e le ragazze in tutto il mondo continuano a essere vittime di questi crimini, hanno osservato, sottolineando l’importanza della guarigione e della giustizia per le vittime e i sopravvissuti.

Hanno detto che: “La giornata di oggi è un promemoria per gli Stati e la comunità internazionale per aumentare la consapevolezza pubblica di questo fenomeno”, hanno scritto gli esperti. “Questa è un’opportunità per eliminare tutte le forme di sfruttamento, abuso e violenza sessuale dei minori, sia online che offline, per migliorare la protezione dei bambini e assicurare alla giustizia gli autori di sfruttamento e abusi”.

Gli esperti hanno affermato che l’attuale contesto globale continua ad esacerbare le situazioni che espongono i bambini a sfruttamento, abusi e violenza. Sfide antiche e nuove: online e offiline. Disuguaglianze, povertà (una vera e propria vergogna alla luce dell’aumento degli armamenti nel mondo). e la discriminazione strutturale.

Dichiarano ancora che: “I bambini vittime e sopravvissuti a tali crimini possono affrontare impatti negativi di lunga durata sulla loro salute e sviluppo fisico, mentale e sessuale. Tali traumi sui bambini possono persino equivalere a torture e altri trattamenti crudeli, inumani o degradanti”.

Come di fronte a queste affermazioni possiamo non agire? Ma non è la prima volta che, oltre agli esperti della Nazioni Unite, altri che sono nel campo della tutela dei minori, affermano e spesso, quasi mai, sono presi in considerazione. Il silenzio e l’indifferenza uccide e abusa ancora le vittime.

Siamo tutti allarmati e preoccupati.

Gli esperti di diritti erano particolarmente preoccupati del fatto che gli individui, le istituzioni e le agenzie che hanno lo scopo di prendersi cura dei bambini e proteggerli, a volte perpetuano la violenza che subiscono.

Per questo motivo, hanno chiesto ai governi di “sostenere l’interesse superiore del minore nonché adottare misure per promuovere il recupero fisico, psicologico e il reinserimento sociale dei minori vittime e sopravvissuti, in un ambiente che promuova la salute, il rispetto di sé e la dignità del minore, affrontando nel contempo le debolezze dei sistemi di protezione”.

La vittimizzazione secondaria.

Hanno affermato che i diritti dei minori vittime e sopravvissuti sono spesso esclusi dal processo di riparazione dei danni e della riparazione, esponendoli a una “vittimizzazione secondaria”. Gli esperti dell’Onu hanno sottolineato che gli Stati devono quindi garantire che le opinioni dei minori siano ascoltate e che il loro punto di vista sia preso in considerazione durante il corso della riparazione.

Le istituzioni educative, inseriscano nei programmi, un formale impegno per la formazione di una maggiore consapevolezza dell’abuso sessuale, della tratta, dello sfruttamento e della violenza sui minori. Un impegno che dovrebbe far parte delle politiche e dei programmi di sanità pubblica.

Il vero rimedio è non allentare l’impegno e fare le cose sul serio. Lo richiedono le vittime.

Gli esperti hanno aggiunto che un vero rimedio per i minori vittime e sopravvissuti significherebbe garantire la consegna di varie forme di riparazione, tra cui restituzione, risarcimento, riabilitazione, soddisfazione e garanzie di non recidiva. “A tal fine, gli Stati, le entità internazionali e regionali, gli attori della comunità, compresi i leader religiosi, le organizzazioni della società civile e il settore privato, devono integrare un obiettivo incentrato sui bambini, informato sui traumi e sensibile al genere mentre forniscono riparazione alle vittime minorenni e sopravvissuti”,

Speriamo che la litania dei numeri della sofferenza e abuso dei bambini non sia mai più recitata e che non si nominino più esperti, pur a servizio gratuito.

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