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Reliquie e reliquiari: storia, tipi e classificazioni (FOTO)

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Shutterstock/Mirko Kuzmanovic

Maria Paola Daud - pubblicato il 24/11/22

Perché e come i cattolici venerano corpo, luoghi e oggetti dei santi

Le reliquie cristiane sono resti corporei, strumenti di martirio o oggetti quotidiani attribuiti a santi o beati venerati dalla Chiesa, conservati in luoghi sacri e venerati per il culto.

Il reliquiario è un recipiente, di varie forme e materiali, che viene usato per contenere le reliquie dei santi, in genere una parte del corpo, ma anche oggetti che sono appartenuti loro o che sono stati usati per il loro martirio.

La funzione del reliquiario è quella di conservare la reliquia in modo adeguato e di assicurarne la corretta esposizione per la venerazione.

Esistono molti tipi di reliquiari, di diverse dimensioni e materiali, in base alla loro classificazione o all’antichità della reliquia.

Storia delle reliquie e dei loro reliquiari

La storia dei reliquiari risale al IV secolo. Avevano sempre l’obiettivo di conservare nel miglior modo possibile le reliquie, considerate sante. Attraverso la fede, si potevano ottenere guarigioni e miracoli grazie all’intercessione dei santi a cui erano appartenute.

Si possono considerare come primi reliquiari gli altari costruiti sulle tombe dei martiri cristiani o su luoghi sacri legati alla vita di Gesù.

Un notevole impulso alla venerazione delle reliquie è stata data da Costantino e dall’Editto di Milano, permettendo la sepoltura di santi e martiri e la consacrazione di molte chiese sulle loro reliquie. Tra queste spicca la basilica di San Pietro, fondata sul luogo in cui si trovava il corpo dell’apostolo.

Ricordiamo anche che la madre di quell’imperatore, Elena, si recò a Gerusalemme e portò varie reliquie della Passione di Gesù a Roma, come la Santa Croce.

La forma dei reliquiari

La forma dei reliquiari cambiava in base al tipo di reliquia che ospitavano.

I più antichi erano semplici casse o bauli di legno chiamati scrigni. Alcuni potevano avere la forma di una chiesa.

In seguito, essendo considerati oggetti preziosi e per conservarli meglio, si iniziò a costruire reliquiari in metalli preziosi lavorati in modo artistico.

Verso il IX secolo divennero comuni i reliquiari che contenevano frammenti della Croce. In generale avevano una forma a croce e venivano chiamati estauroteche.

Dal X secolo iniziarono ad apparire reliquiari con una forma legata alla parte del corpo che contenevano (mano, dito, cranio, braccio…).

Abusi e falsificazioni

L’età dell’oro del culto delle reliquie è stato senz’altro il Medioevo: i santuari che ospitavano le reliquie più venerate erano importanti mete di pellegrinaggio.

La presenza di reliquie in una città era un segno di prestigio e di protezione. Per questo sorsero molti abusi, e insieme alle reliquie autentiche ne vennero venerate anche di false.

Molte reliquie hanno dubbia provenienza, visto che alcune venivano vendute, prese come bottino di guerra o rubate.

Questi abusi sono rigorosamente proibiti dalla Chiesa, in base al canone 1190 del Codice di Diritto Canonico.

Nel Medioevo, il “feretrum” era la forma più diffusa di reliquiario, a forma di tomba, usato per contenere l’effigie o la reliquia sacra di un santo.

A partire dal Basso Medioevo si iniziò a fabbricare reliquiari con materiali che permettevano di vedere la reliquia all’interno.

Martin Lutero e le reliquie

La Riforma protestante promossa da Marti Lutero si oppose all’uso dei reliquiari, ritenendoli oggetti di idolatria.

In quel periodo, molti reliquiari vennero distrutti per recuperare i metalli preziosi di cui erano fatti.

La dottrina della Chiesa e le reliquie

Quando alla Riforma di Lutero, il Concilio di Trento ha dichiarato:

“Insegnino ancora diligentemente che i santi corpi dei martiri e degli altri che vivono con Cristo – un tempo membra vive di Cristo stesso e tempio dello Spirito santo (406) -, e che da lui saranno risuscitati per la vita eterna e glorificati, devono essere venerati dai fedeli, quei corpi, cioè, per mezzo dei quali vengono concessi da Dio agli uomini molti benefici. Perciò quelli che affermano che alle reliquie dei santi non si debba alcuna venerazione ed alcun onore; che esse ed altri resti sacri inutilmente vengono onorati dai fedeli; o che invano si frequentano i luoghi della loro memoria per ottenere il loro aiuto, sono assolutamente da condannarsi, come già da tempo la Chiesa li ha condannati e li condanna ancora”.

Classificazione delle reliquie

La Chiesa cattolica ha diviso le reliquie di cui è provata l’autenticità in tre classi in funzione del loro valore e del carattere eccezionale che rappresentano.

Reliquie di I classe:

Oggetti direttamente associati a eventi della vita di Cristo (la Santa Croce, la Grotta della Natività, la Santa Culla…)

Reliquie di II classe:

Oggetti indossati dal santo (tunica, guanti…). Si includono anche gli oggetti che il santo usava abitualmente nella vita, come crocifissi, libri, stole…

Reliquie di III classe:

Qualsiasi oggetto sia entrato in contatto con le reliquie di I classe, ovvero di Cristo (Sacra Sindone, pietra del Santo Sepolcro…) e le reliquie chiamate ‘ex linteis’ (pezzi di tela che sono stati a diretto contatto con il corpo di un santo).

Reliquie di IV classe:

In genere sono pezzi di tela o oggetti religiosi (medaglie, rosari) entrati in contatto diretto con qualche oggetto del santo. Ad esempio, un fazzoletto passato sulla grotta in cui è apparso San Michele Arcangelo.

Altre reliquie:

Esistono poi altre reliquie che, pur non essendo legate direttamente a un santo e non essendo entrate in contatto con un corpo santo, rappresentano un oggetto di venerazione, come gli ulivi del Getsemani.

Fonte: Le reliquie nella Chiesa: Autenticità e Conservazionetreccani.itsantiebeati.it

Tags:
devozione popolarereliquievenerazione
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